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Droga, maxiblitz dei Carabinieri a Siracusa

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Droga, maxiblitz dei Carabinieri a Siracusa

martedì 02 Marzo 2021 - 06:57
Droga, maxiblitz dei Carabinieri a Siracusa

Ordinanza del Gip di Catania nei confronti di trentuno appartenenti a un'organizzazione che gestiva una piazza di spaccio delimitata da cancelli e protetta da vedette. Percettori di reddito di cittadinanza

Centocinquanta i Carabinieri – del Reparto Operativo del Comando Provinciale aretuseo più assetti specialistici del dodicesimo Reggimento “Sicilia” di Palermo e dello Squadrone Eliportato di Sigonella, nonché un elicottero dell’Arma – impiegati nel maxiblitz scattato a Siracusa nei confronti di trentuno presunti appartenenti a un sodalizio criminoso ritenuto responsabile di traffico e spaccio di ingenti quantitativi di cocaina, crack, marijuana, hashish e metanfetamine.

Le trentuno persone sono state colpite da un provvedimento emesso dal Giudice per le indagini preliminari di Catania a conclusione di indagini dirette dalla Direzione distrettuale antimafia etnea.

Secondo l’accusa, il gruppo criminale aveva costituito una piazza di spaccio – delimitata anche da cancelli abusivamente collocati e protetta da vedette, capace di produrre incassi fino a venticinquemila euro al giorno.

L’organizzazione spacciava anche in prossimità di scuole e avvalendosi di minori.

E’ stato scoperto che diciassette persone coinvolte nell’inchiesta ricevevano, senza averne diritto, il reddito di cittadinanza.

Sono scattate numerose perquisizioni con l’ausilio di cani antidroga e di ricerca armi ed esplosivi.

“Tenevano una città sotto scacco”, ha detto il comandante provinciale dell’Arma, il colonello Giovanni Tamborrino. Le indagini, avviate a novembre 2018 e fino a luglio 2019, hanno permesso di accertare l’esistenza di un sistema, guidato da Maximiliano Genova, composto da tre nuclei familiari, che gestivano un traffico di cocaina, hashish, marijuana, crack e metanfetamine. Genova, latitante da mesi, è stato arrestato oggi a Malta su mandato di cattura europeo.

Lo spaccio avveniva all’interno dei portoni e negli androni interni alle scale delle case popolari, con gli accessi protetti da cancelli costruiti abusivamente. Gli altri residenti nelle palazzine, estranei alle attività illecite, non erano in possesso delle chiavi dei cancelli abusivi ed erano costretti, per entrare ed uscire, a chiedere il “permesso” alle sentinelle armate.

Spacciatori e vedette erano organizzati con più turni di lavoro, per rendere operativa la “centrale” dello spaccio 24 ore su 24. Le vedette sui tetti dei palazzi, munite di radiotrasmittenti, e le videocamere collocate in punti strategici avvisavano dell’arrivo delle forze dell’ordine.

“Il sodalizio di Via Algeri aveva aperto delle vere e proprie trattative per la vendita della piazza di spaccio ad altri gruppi criminali della città” ha spiegato il ten. col. Marco Piras, comandante del nucleo operativo con il comandante del nucleo investigativo, maggiore Simone Clemente, rivelando che “l’ufficio era presso le abitazioni delle famiglie Cacciatore e Linares, che si sono avvicendate nella gestione”. Il gruppo disponeva poi un magazzino nelle abitazioni dei magazzinieri incaricati dove venivano nascoste le forniture di stupefacente, ovvero le quantità in eccesso che transitavano dall’ufficio per essere trattate e contabilizzate. Le donne rivestivano compiti operativi precisi: gestivano gli approvvigionamenti di droga e si occupavano del confezionamento fino alla consegna della sostanza ai pusher.

Gli arrestati sono: Francesca Alì, 40 anni, Gabriele Cacciatore, 24, Giovanni Cacciatore, 29, Mario Cacciatore, 47, Alessio Cappuccio, 34, Sara Lice Cossu, 29, Danilo Fortezza, 20, Carmelo Fortezza, 24, Maximiliano Genova, 40, Corrado Greco, 28, Alfredo Gugliotta, 42, Giovanni Linares, 24, Massimo Linares, 45, Damiano Mollica, 31, Decio Massimiliano Notturno, detto ‘Flipper’, 26, Dario Piazzese, detto ‘Fagiolino, 42, Concetta Puglisi, 41, Erminia Puglisi, 46, Gaetano Scariolo detto ‘Gorilla’, 32 Umberto Torricellini, detto ‘Calatosto’, 42, e Alessio Visicale, 24.

Sono stati posti agli arresti domiciliari Antonio Aggraziato, 22 anni, Tullio Caia, 37, Davide Cassia, 37, Lorenzo Cortese, 26, Gaetano Gisana, 31, e Davide Linares, 21. Destinatario dell’obbligo di dimora è un 58enne.

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