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Messina, emergenza abitativa ancora senza soluzioni e intanto si inasprisce lo scontro fra Giunte

MESSINA – Entro dicembre sarà pubblicata la graduatoria per l’emergenza abitativa, ma si fermerà alle prime cinquanta posizioni perché la disponibilità di alloggi prevista nel bando è di 25 unità.

Il dato, emerso nel corso di una riunione della VI Commissione consiliare, non lascia in ogni caso tranquilli, perché al momento non ci sono neppure quei 25 alloggi “per cui si potrebbe nuovamente verificare – ha sottolineato il consigliere Pd Libero Gioveni – quanto vergognosamente accaduto in passato, ossia che si redigono graduatorie di aventi diritto, senza però questo diritto poterlo soddisfare proprio a causa dell’indisponibilità reale di alloggi di edilizia residenziale pubblica”.

Gioveni ha chiesto che venga effettuato un censimento degli alloggi disponibili per tutelare il diritto che acquisiranno le prime cinquanta famiglie che attendono invano da circa un anno e mezzo il varo della graduatoria. Le emergenze in città, però, vanno oltre quelle cinquanta famiglie e per risolverle in modo definitivo sono necessarie ingenti risorse.

“L’Amministrazione guidata da Cateno De Luca – ha affermato l’assessore comunale Dafne Musolino – ha previsto, nell’ambito del Pon Metro Asse 3 (Servizi per l’inclusione sociale), con il progetto “Percorsi nuovi di accompagnamento all’abitare e risanamento urbano”, 2 milioni 693 mila 500 euro per contributi a sostegno dell’avvio a nuove locazioni per 369 famiglie in emergenza abitativa e morosi incolpevoli a rischio di sfratto. Sono stati programmati anche 2 milioni 160 mila euro per l’erogazione di trecento tirocini formativi retribuiti e 371 mila 241 euro per servizi di presa in carico dei soggetti in disagio abitativo”.

In programma anche il recupero di alloggi comunali che necessitano di lavori di ristrutturazione che saranno utilizzati anche mediante la formula dell’autorecupero. L’intervento della componente dell’Esecutivo, che ha ricordato le azioni previste da De Luca per risolvere l’emergenza abitativa, si è inserita direttamente nella polemica con il precedente sindaco Renato Accorinti, che avrebbe “legalizzato” l’occupazione di plessi scolastici dismessi per essere adibiti ad abitazioni senza renderli agibili, “spacciando – ha sostenuto Musolino – per soluzioni temporanee veri e propri abusi”.

Il caso della scuola di Catarratti, dove vivono in condizioni poco dignitose cinque famiglie con 17 minori, fatto emergere dal consigliere del gruppo misto Salvatore Sorbello, ha sollevato una serie di interrogativi anche sulle altre ex scuole: Foscolo, Pietro Donato e Santa Lucia Sopra Contesse, dove vivono altre venti famiglie con posizioni che adesso vanno regolarizzate.

“Nel 2016 – ha spiegato Musolino – l’ex Giunta Accorinti formalizzava l’occupazione della Foscolo da parte di undici famiglie, senza mai eseguire alcun intervento di adeguamento dell’edificio né dotarlo delle certificazioni per il cambio di destinazione d’uso. Nel 2018 veniva deliberata la destinazione dei locali dell’ex scuola Cataratti per fronteggiare l’emergenza abitativa delle famiglie che si trovavano nell’ex ospedale psichiatrico di Giostra, nonostante sul plesso vi fosse un’ordinanza di sgombero per inagibilità”.

Accorinti, dal canto suo, ha evidenziato che l’inagibilità era legata al distacco di alcuni pannelli del controsoffitto in aree limitate e che prima della delibera di comodato d’uso sono stati messi in sicurezza.

Anche la ex scuola Pietro Donato a Paradiso – ha concluso l’assessore Musolino – è indicata come soluzione temporanea, con la successiva costituzione di un Comitato di gestione delle famiglie che occupavano senza che si eseguissero le opere di adeguamento né si variasse la destinazione d’uso. È stata poi la volta dell’occupazione dell’ex asilo di Santa Lucia Sopra Contesse da parte di cinque famiglie e un mese dopo si sottoscriveva il contratto di comodato d’uso. Anche in questo caso il Dipartimento Politiche della casa e Politiche sociali segnalava l’inidoneità dell’immobile a essere adibito a uso abitativo, denunciando la grave situazione igienico sanitaria per il mancato collegamento delle tubazioni di scarico alla rete fognaria urbana”.

Lina Bruno

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