Enasarco, le controverse elezioni finiscono in tribunale - QdS

Enasarco, le controverse elezioni finiscono in tribunale

redazione

Enasarco, le controverse elezioni finiscono in tribunale

venerdì 22 Gennaio 2021 - 00:00

ROMA – Braccio di ferro in Enasarco, la imponente cassa degli agenti di commercio e consulenti finanziari con un patrimonio di circa 8 miliardi di euro nota ai più per le notizie di cronaca – anche recenti, vedasi l’affaire degli immobili londinesi del Vaticano – che nel tempo l’hanno riguardata. Oggetto, le recenti elezioni on line per il rinnovo dei vertici, conclusesi lo scorso 4 gennaio con l’elezione del presidente e dei due vice presidenti.
Ricordiamo che nel passato i vertici dell’ente erano nominati attraverso accordi politici tra i vari sindacati, cosa che aveva costretto i ministeri ad intervenire introducendo nel 2016 libere e democratiche elezioni, come del resto già da tempo avveniva nelle altre casse previdenziali.

In queste ultime elezioni si sono presentati di fatto due schieramenti, il primo costituito da chi ha sempre guidato l’ente (Confcommercio, Confindustria, Cgil, Cisl, Uil ecc) con un programma incentrato su un welfare rinnovato, su nuove agevolazioni e programmi di formazione e riqualificazione; il secondo sostenuto in particolare da Federagenti, Anasf, Confesercenti e Confartigianato che ha puntato sull’eliminazione dell’obbligo dei 20 anni di contribuzione per ottenere la pensione e per il recupero dei contributi dai giganti dell’e-commerce.

La procedura elettorale Enasarco si divide da Statuto in due fasi. Alla prima partecipano i circa 200.000 iscritti per eleggere 60 delegati, i quali a loro volta in una seconda fase eleggono i 15 membri del cda. Questi ultimi tra loro eleggono il presidente ed i due vice. Chi ottiene quindi la maggioranza nell’assemblea (stavolta a prevalere e’ stata Fare Presto) ottiene – a meno di sorprese – anche quella in cda e quindi nomina i vertici.

Ma qui iniziano le sorprese, perché a causa del mancato conteggio per problemi tecnici durati pochi minuti (non certo infrequenti in questo periodo di riunioni a distanza) del voto di un delegato di Fare Presto , i risultati sono stati sovvertiti e chi aveva perso si e’ ritrovato con una maggioranza seppur risicatissima (8 a 7) e con la possibilità di nominare presidente e vicepresidenti. Per questo e’ stato depositato in tribunale da Fare Presto un ricorso di urgenza che sarà discusso a metà febbraio. “Attendiamo le decisioni dei Giudici a cui spetterà pronunciarsi sulla legittimità dell’esito delle recenti elezioni”, così fanno sapere da Federagenti.

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