Estorsioni, a Palermo la vittima denuncia, la Finanza arresta - QdS

Estorsioni, a Palermo la vittima denuncia, la Finanza arresta

redazione web

Estorsioni, a Palermo la vittima denuncia, la Finanza arresta

sabato 27 Marzo 2021 - 08:07

Dopo la cattura in flagranza di reato di un primo esattore l'undici marzo scorso, le indagini hanno consentito l'arresto di un complice. Dopo la denuncia, revocato l'appalto all'imprenditore

A Palermo un imprenditore taglieggiato si è rivolto alla Finanza
I militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Palermo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip nei confronti di Orazio Di Maria, accusato di concorso in estorsione aggravata dal metodo mafioso per aver chiesto il “pizzo” a un giovane imprenditore edile che gestiva un cantiere nel quartiere della Vucciria.

L’inchiesta è stata coordinata dalla Dda ed è uno sviluppo delle indagini che hanno portato, lo scorso 11 marzo, all’arresto in flagranza di Riccardo Meli, 31 anni, bloccato dai militari del Nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo mentre riceveva dal costruttore trecento euro per la “messa a posto”.

La vittima, che aveva da poco avviato lavori di ristrutturazione, è stata “avvicinata” dai due indagati che hanno avanzato richieste estorsive sempre più esplicite.

Grazie alla denuncia presentata dall’imprenditore, supportato da un’associazione antiracket, in pochi giorni gli investigatori del Nucleo di polizia economico-finanziaria sono riusciti ad acquisire le prove che hanno consentito di arrestare l’esattore del “pizzo” in flagranza di reato.

Lo sviluppo delle indagini ha consentito di far emergere anche la responsabilità di Di Maria, che avrebbe presentato la vittima al complice.

Parallelamente alle indagini, i militari hanno svolto accertamenti patrimoniali da cui è emersa l’assoluta sproporzione tra i beni disponibili e la capacità economica degli indagati.

La Procura ha quindi emesso un provvedimento di sequestro di conti correnti, beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa duecentomila euro, tra cui un’impresa che gestisce un pub del quartiere della Vucciria riconducibile a Di Maria.

Dopo la denuncia, revocato l’appalto

Ma la denuncia ha provocato delle conseguenze sul lavoro dell’imprenditore: “Le due proprietarie – ha raccontato – mi hanno revocato l’appalto. Il direttore dei lavori mi ha contestato alcuni ritardi, ma poi mi hanno manifestato la delusione per non essere state informate della vicenda, non condividendo la scelta della denuncia”.

Dopo che è stata diffusa la notizia, dunque, le due donne hanno dato il benservito all’imprenditore.

Un altro proprietario della Vucciria, però lo ha chiamato e gli ha affidato lavori.

“In questa storia – ha detto il colonnello Gianluca Angelini della Guardia di finanza – la differenza l’ha fatta il coraggio del giovane imprenditore che non ha commesso l’errore di piegarsi alle richieste estorsive, ma si è rivolto alle istituzioni”.

“La risposta, immediata ed efficace – ha aggiunto Angelini – , è la dimostrazione di come sia fondamentale in queste situazioni rompere l’isolamento in cui viene a trovarsi la vittima e affidarsi alla rete della legalità: associazioni antiracket, forze dell’ordine, magistratura e cittadini formano una squadra coesa che non potrà mai essere sconfitta da questa becera criminalità”.

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