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Europee: chiusa la campagna elettorale, oggi è silenzio

redazione

Europee: chiusa la campagna elettorale, oggi è silenzio

sabato 25 Maggio 2019 - 13:41
Europee: chiusa la campagna elettorale, oggi è silenzio

Al centro del dibattito aumento dell'Iva e taglio delle pensioni e ancora le tensioni tra M5S e Lega, anche se entrambi smentiscono l'intenzione di concludere l'esperienza di governo dopo le urne

Con la chiusura della campagna per le Europee, dalla mezzanotte di ieri è scattato il silenzio elettorale in Italia in vista delle elezioni in programma domani, giorno in cui si vota anche per le elezioni amministrative in 3.800 Comuni italiani e per le regionali in Piemonte.

A tenere banco nei comizi di chiusura sono stati diversi temi d’attualità, dall’aumento dell’Iva al taglio delle pensioni.

E naturalmente anche le ennesime tensioni nel governo tra M5S e Lega, anche se entrambi i partiti hanno smentito l’intenzione di porre fine all’esperienze di governo dopo le urne.

Domani l’Italia eleggerà 73 eurodeputati che andranno a rappresentare il nostro Paese al Parlamento europeo.

Sono 51 milioni e 400mila i cittadini italiani chiamati a esprimersi ai seggi, che resteranno aperti domenica dalle 7 alle 23.

Per tutta la giornata di oggi, dunque, è in vigore il silenzio elettorale, con lo stop alla propaganda elettorale nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, all’affissione di manifesti, e alle trasmissioni radiotelevisive che affrontino temi legati alle elezioni.

La distribuzione di volantini, sia oggi e sia domenica, è però consentita a una distanza superiore ai duecento metri dal luogo in cui sono sistemati i seggi elettorali.

La legge sul cosiddetto silenzio elettorale (la legge 212 risale al 1956 ma è stata modificata con il decreto legge 807 del 1984, includendo appunto nel divieto di fare propaganda elettorale anche le emittenti radiotelevisive private), all’articolo 9 recita: “Nel giorno precedente e in quelli stabiliti per le elezioni sono vietati i comizi e le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, nonché la nuova affissione di stampati, giornali murali o altri o manifesti di propaganda o l’applicazione di striscioni, drappi o impianti luminosi. Nei giorni destinati alla votazione è vietata, altresì, ogni propaganda elettorale entro il raggio di duecento metri dall’ingresso delle sezioni elettorali”.

Il testo della legge non fa riferimento però a Internet e ai social, e questo ha consentito, negli ultimi anni e nelle precedenti tornate elettorali, alcune violazioni del silenzio elettorale persino nel giorno del voto.

È stato il caso per esempio dello stesso capo della Lega Nord e ministro degli Interni Matteo Salvini – ossia la persona che avrebbe dovuto vigilare -, il quale, il giorno del voto, per esempio in occasione delle elezioni regionali in Abruzzo e in Sardegna, ha rivolto degli appelli agli elettori.

In assenza di precedenti e di sentenze su casi simili non è chiaro se la norma è da applicare anche alle piattaforme di Facebook, Twitter o Instagram. Così, per far fronte al vuoto normativo, l’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), appena dieci giorni fa ha preso accordi con le piattaforme online, che si sono impegnate a segnalare contenuti illeciti, per procedere alla loro rimozione.

Altre specifiche linee guida per le piattaforme digitali, come Facebook o Google, sono state segnalate dall’Agcom nelle “Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alla campagna per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia fissata per il giorno 26 maggio 2019”.

Nel testo è scritto che, per quanto riguarda il silenzio elettorale, “La normativa vigente vieta di fatto ogni forma di propaganda elettorale (in tv e attraverso comizi pubblici) nel giorno del voto e in quello precedente. Sebbene l’Autorità non sia competente a conoscere delle fattispecie di violazione del ‘silenzio elettorale’, ritiene particolarmente importante richiamare l’attenzione su queste disposizioni che si fondano su principi strumentali a garantire una effettiva tutela dell’elettore e, come tali, validi per ogni mezzo di diffusione”.

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