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Europee: Lega nord primo partito, Pd secondo, crollo M5s. Flop sovranisti, l’Italia conta meno

redazione

Europee: Lega nord primo partito, Pd secondo, crollo M5s. Flop sovranisti, l’Italia conta meno

lunedì 27 Maggio 2019 - 07:56
Europee: Lega nord primo partito, Pd secondo, crollo M5s. Flop sovranisti, l’Italia conta meno

Salvini, tra selfie e rosari, esulta e dice che "a livello nazionale non cambia nulla". Di Maio, "Noi ago della bilancia". Zingaretti, "Il governo ancora più fragile". Spreco di voti per il flop dei partitini di sinistra. Forza Italia in calo, Berlusconi, "Più di così non potevo". Benino Fdl. Nella circoscrizione Isole, M5s primo partito ma trionfa Pietro Bartolo del Pd, il medico dei migranti. E la Lega stravince (600 voti su 5.274 elettori) nella Lampedusa dell'astensionismo

Un’Italia che in Europa conta sempre meno quella uscita dalle urne: la Lega nord è infatti il primo partito e coagula tutti i voti della destra – Forza Italia è in forte calo, non compensato dai voti di Fratelli d’Italia – ma poiché i sovranisti non hanno affatto sfondato verranno messi all’angolo nel nuovo Parlamento Ue.

Nell’immagine si vede infatti come sommando i 179 seggi del Ppe con i 150 dei socialisti, i 107 dei liberali e i 70 dei verdi, si giungerebbe a una maggioranza schiacciante, che mette all’angolo qualunque opposizione, dai conservatori all’estrema sinistra.

Le altre novità di queste elezioni, in l’Italia, sono che il M5s risulta “cannibalizzato” dagli alleati leghisti e cedono loro quel dieci per cento da loro perduto. Con tutti i dubbi che questa situazione crea sulla tenuta del governo nazionale.

Altra importante novità è quella del Pd secondo partito, sopra i pentastellati. E se non ci fosse stata la dispersione di voti a sinistra di partiti che non hanno superato lo sbarramento ma tutti insieme hanno ottenuto circa il 9%, la situazione sarebbe stata ben diversa.

Matteo Salvini, tra selfie e rosari, esulta e chiede a Di Maio “un’accelerazione sul programma di governo” sottolineando che “a livello nazionale non cambia nulla”.

“Siamo il primo partito in Italia” afferma, ed è vero. “Adesso si cambia in Europa”, aggiunge, ed è assolutamente falso: nonostante la discreta affermazione dei sovranisti, infatti, come dettol’alleanza nell’europarlamento tra il Ppe, i socialisti e i liberali consente già un governo forte, senza contare che ai partner potrebbero aggiungersi i verdi.

“Visti i risultati mi sembra abbastanza chiaro” che sarà la Lega, nel governo, a indicare il nome del futuro commissario europeo, ha affermato il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari.

Ma questo non farà altro che allontanarci ancor di più dall’Europa.

“Noi siamo l’unica forza moderata di un centrodestra vincente solo se corre insieme – dice Silvio Berlusconi – e io resto a Bruxelles l’unico argine al populismo anti-europeo. Più di questo non si poteva fare, ho dato il massimo”.

“Molto soddisfatto per l’esito elettorale” si dice intanto il segretario Pd Nicola Zingaretti, sottolineando che “la scelta della lista unitaria è stata vincente: il bipolarismo è tornato a essere centrato sulla presenza del Pd”.

“Matteo Salvini – ha poi detto Zingaretti – emerge come vero leader di un governo immobile e pericoloso. Noi vogliamo costruire l’alternativa a Salvini per essere credibili in vista del voto politico. Il governo esce ancora più fragile per divisioni interne di fronte ai grandi appuntamenti che lo aspettano”.

La strenua difesa del governo nazionale è quel che resta ai grillini in rotta.

Il capo politico dei pentastellati, Luigi Di Maio, riesce a dire soltanto che il movimento è “ago della bilancia in questo governo”.

Il vicepremier ritiene che il movimento sia stato “penalizzato dall’astensione, soprattutto al Sud”.

Senza però chiedersi cosa abbia provocato l’astensionismo.

Peraltro, nella circoscrizione Isole (Sicilia e Sardegna), il M5s è stato il primo partito con 605.863 voti (29,85%) secondo i dati definitivi del Ministero dell’Interno (7.140 seggi).

Segue la Lega con 454.935 voti (22,42%), il Pd con 375.001 consensi (18,48%), Fi con 299.729 voti (14,77%), Fdi con 147.812 voti (7,28%).

Seguono tutti gli altri partiti che non hanno superato la soglia di sbarramento nazionale del 4%: +EUROPA con 39.358 voti (1,94%), La Sinistra con 33.197 voti (1,64%), Europa Verde con 25.872 consensi (1,27%), Partito Comunista con 11.433 voti (0,56%), Popolo della Famiglia con 10.847 consensi (0,53%), Partito Animalista con 9.637 voti (0,47%), Casapound con 5.139 voti (0,25%), Popolari per l’Italia con 4.653 consensi (0,23%), Partito Pirata con 3.530 voti (0,17%) e Forza Nuova con 2.383 voti (0,12%).

Nella circoscrizione Isole ha trionfato Pietro Bartolo, candidato nella “lista larga” del Pd di Zingaretti in quota Democrazia Solidale-Demos, risultato primo nel collegio delle Isole e tra i primi in quello dell’Italia Centrale.

“Si tratta – ha detto del Coordinatore di Democrazia Solidale-Demos Paolo Ciani – di un messaggio chiaro: tanti italiani, nonostante l’avanzata della Lega, credono in una proposta politica umana e solidale e cercano nuovi interpreti che la incarnino. Ringrazio Pietro per ciò che ha fatto in 30 anni e per aver accettato la sfida elettorale: tantissimi lo hanno ringraziato votandolo!”.

Nel Comune di Lampedusa-Linosa, però, ha stravinto la Lega che con il 45,85%, prende più del doppio del Pd.

“Una vittoria di Pirro – ha commentato il sindaco delle due isole, Totò Martello -, qui il 73,3% degli elettori non ha votato e Salvini ha preso solo 600 voti su 5.274 elettori, di cui solo 1.404 si sono recati alle urne. Appena il 26,62%”.

Oltre all’astensionismo, il sindaco punta il dito verso il Pd contestando i vertici locali dei dem: “Il segretario locale ha boicottato Pietro Bartolo, basta leggere i suoi post”.

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