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Falso in bilancio, conclusione di indagini a Catania

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Falso in bilancio, conclusione di indagini a Catania

venerdì 22 Novembre 2019 - 16:40
Falso in bilancio, conclusione di indagini a Catania

L'avviso a trentasei tra ex assessori, revisori, dirigenti e funzionari e all'ex sindaco Bianco, che ha dichiarato "Indagine dovuta dopo dissesto, massima fiducia nel lavoro della magistratura. Risponderemo puntualmente alle singole contestazioni"

La Guardia di finanza di Catania ha notificato la conclusione di avviso indagine nei confronti di 36 persone nell’ambito di un’inchiesta per falso in bilancio al Comune di Catania dal 2013 al 2018.

Tra gli indagati l’ex sindaco Enzo Bianco e componenti delle sue giunte amministrative, dirigenti e funzionari dell’ente.

Agli atti della inchiesta anche la relazione della Corte dei conti che ha portato al dissesto finanziario dell’Ente.

“Tante volte in questi anni – ha dichiarato Bianco in una nota – ho manifestato pubblicamente il più grande rispetto e la massima fiducia nel lavoro della Magistratura. E tutte le volte ho avuto riconosciuta la piena legittimità dei miei comportamenti. Lo ribadisco anche oggi, serenamente. Avremo modo di rispondere puntualmente alle singole contestazioni, punto per punto, ciascuno per la propria responsabilità. Come abbiamo sempre fatto. Orgogliosi di avere servito le istituzioni sempre con impegno ed onestà riconosciuti. Ma naturalmente con un po’ di amarezza, questa volta”

Come abbiamo sempre fatto. Orgogliosi di avere servito le istituzioni sempre con impegno e onestà riconosciuti. “.

“Si tratta di un’indagine dovuta – ha spiegato l’ex sindaco – dopo la dichiarazione di dissesto. Sono certo che dimostreremo la nostra piena correttezza rispetto a come abbiamo affrontato la più grave crisi finanziaria nella storia di Catania. Nel 2013, infatti ereditammo una città martoriata dal buco di bilancio nato sotto le precedenti Amministrazioni Scapagnini e Stancanelli. Quando mi sono insediato nel luglio 2013 il Comune era già dal 2012 in predissesto – cioè tecnicamente in dissesto – con un piano di rientro per ripianare l’enorme debito accumulato, approvato dalla precedente amministrazione. Avrei potuto dichiarare subito io stesso il dissesto, scaricando ogni responsabilità. Molti me lo chiedevano. Ma ho evitato di farlo per amore della città e per tutelare i cittadini e le imprese catanesi. Con fatica abbiamo affrontato le difficoltà, rimettendo in ordine i conti, facendo emergere decine di milioni di euro di debiti nascosti, risparmiando sui fitti passivi e mille altre spese. Pur nella situazione di grave difficoltà di partenza, ci sono stati risultati e miglioramenti riconosciuti più volte dalla Corte dei Conti”.

“Tutto ciò – ha aggiunto Bianco – lo abbiamo fatto tornando ad avere considerazione in tutta Italia, aprendo tratte della Metro, acquistando autobus, mantenendo i servizi, realizzando importanti lavori anzitutto nelle periferie, aumentando gli investimenti, salvando Multiservizi destinata al fallimento, pagando sempre gli stipendi dei dipendenti comunali con estrema regolarità. Contrariamente al passato. Tanti di questi finanziamenti non li avremmo ottenuti altrimenti. Per cinque anni, dunque, abbiamo evitato il dissesto e di questo sono orgoglioso”.

“Eravamo e siamo convinti – conclude la nota dell’ex sindaco – che il dissesto avrebbe causato enormi problemi alla città, alla sua vita amministrativa, ai cittadini, a chi soffre e non può avere un sostegno dal Comune. Quei problemi che adesso si stanno drammaticamente manifestando, dopo la dichiarazione di dissesto avvenuta un anno fa. Avremo modo di rispondere puntualmente alle singole contestazioni, .

L’indagine riguarda gli ex assessori Salvatore Andò, Luigi Bosco, Marco Consoli Magnano di San Lio, Rosario D’Agata, Salvo Di Salvo, Michele Giorgianni, Giuseppe Girlando, Nuccio Lombardo, Orazio Licandro, Maria Ausilia Mastrandrea, Angela Mazzola, Fortunato Parisi, Valentina Scialfa, Fiorentino Trojano, Angelo Villari.

Avviso anche agli ex revisori dei conti Carlo Cittadino, Fabio Sciuto e Natale Strano, agli ex ragionieri generali Giorgio Santonocito, Ettore De Salvo e Massimo Rosso, al comandante dei Vigili urbani Stefano Sorbino, all’avvocato capo Marco Petino, a dirigenti ed ex dirigenti (Pietro Belfiore, Angelo Greco, Orazio Palmeri, Roberto Politano, Maurizio Lanza, Maurizio Trainiti, Clara Leonardi, Francesco Battaglia), e a funzionari ed ex funzionari (Francesco Gullotta, Salvatore Nicotra e Massimiliano Lo Certo).

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