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Favara, uccisione ex presidente del Consiglio, fermato ex suocero

redazione web

Favara, uccisione ex presidente del Consiglio, fermato ex suocero

giovedì 09 Settembre 2021 - 06:11

L'uomo era stato assassinato con tre colpi di pistola in un bar del Comune dell' Agrigentino nel giorno di ferragosto. Le indagini dei Carabinieri, la separazione dalla moglie il movente del delitto

L’ex suocero di Salvatore Lupo, 45 anni, imprenditore e già presidente del consiglio comunale di Favara (Agrigento) è stato sottoposto a fermo perché indiziato dell’omicidio dell’uomo.

Si tratta di Giuseppe Barba, di 66 anni, padre dell’ex moglie di Lupo.

Il provvedimento è stato firmato dal procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio,

L’imprenditore era stato ucciso il 15 agosto scorso, con tre colpi di pistola, all’interno di un bar al centro di Favara.

Le indagini dei Carabinieri della tenenza di Favara e della compagnia di Agrigento, coordinati dal capitano Marco La Rovere, si erano subito indirizzate verso la pista di un movente privato e familiare.

I dettagli dell’operazione condotta dai Carabinieri, che hanno eseguito il fermo, saranno illustrati in mattinata, nel corso di conferenza stampa, al comando provinciale di Agrigento.

La separazione alla base del delitto

L’omicidio dell’ex presidente del Consiglio comunale di Favara sarebbe maturato – secondo l’accusa – a causa di diverbi economici connessi alla separazione fra Lupo e la moglie.

L’imprenditore era stato ucciso dopo esser stato seguito all’interno del bar dove si era recato per comprare delle vaschette di gelato.

I proiettili avevano raggiunto la vittima alla testa, alla regione temporale sinistra, alla guancia destra e alla spalla destra.

Giuseppe Barba, è stato sottoposto a fermo perché indiziato di l’omicidio con l’aggravante “di aver commesso il fatto per motivi abietti e futili” e della premeditazione.

L’uomo è indagato anche per aver “portato in luogo pubblico, o aperto al pubblico, un’arma comune da sparo: una pistola calibro 38”, ma anche perché “illegalmente deteneva all’interno della propria abitazione, a Favara, la pistola, in data antecedente e prossima al 15 agosto”.

L’inchiesta dei Carabinieri ha portato all’audizione di decine e decine di persone, a diverse perquisizioni e all’acquisizione di reperti – tamponi dello Stub compresi, effettuati sulle mani e sui vestiti di chi avrebbe potuto aver sparato, – che vennero inviati al Ris di Messina.

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