Fca-Renault, sfuma l’ipotesi fusione, il gruppo francese: “Siamo delusi” - QdS

Fca-Renault, sfuma l’ipotesi fusione, il gruppo francese: “Siamo delusi”

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Fca-Renault, sfuma l’ipotesi fusione, il gruppo francese: “Siamo delusi”

venerdì 07 Giugno 2019 - 00:03
Fca-Renault, sfuma l’ipotesi fusione, il gruppo francese: “Siamo delusi”

Ritirata la proposta: aveva logica industriale e avrebbe creato un “gigante Ue”. Furlan (Cisl): “Occasione persa”. Landini (Cgil): “Governo grande assente”

PARIGI – Il gruppo Renault “esprime delusione per non avere l’opportunità di continuare a perseguire la proposta di Fca”.
Con una nota, il gruppo francese spiega che la fusione proposta era “una opportunità tempestiva, con logica industriale e grandi meriti finanziari, da cui risulterebbe un gigante dell’auto con sede in Europa”.

“Siamo grati a Nissan per l’approccio costruttivo e vogliamo ringraziare Fca per i loro sforzi e il Board di Renault per la sua continua fiducia”, si legge. La casa transaplina conclude che la proposta metteva in rilievo l’attrattività di Renault e dell’Alleanza.

Delusione per il fallimento del progetto è stata espressa dalla segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan: “Si è persa un’occasione straordinaria di creare una potenza europea in questo settore. Spero tanto che si possa riprendere quest’opportunità”.
“Per noi è fondamentale, ma anche per l’economia europea. Credo che – aggiunge Furlan – la Francia abbia dimostrato un po’ tanto provincialismo, è davvero un peccato”.

Secondo il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, “questa ipotesi di accordo è stata oggetto di discussione trasversale ed è intervenuto il governo. In Italia non ne sta discutendo nessuno. La mossa di Fca rende esplicito un punto: il settore dell’auto da solo nel nostro Paese non ce la fa, ha bisogno di fare alleanze e accordi”. “Il problema – ha concluso Landini- è che manca un governo che sarebbe dovuto intervenire, interloquire con l’azienda, con il governo francese, ragionare su una politica industriale del settore”.

Di tutt’altro parere Antonio Maria Rinaldi, economista ed europarlamentare della Lega: “I mercati hanno premiato di fatto Fca rispetto a Renault, ciò vuol dire che l’accordo, così come impostato, era molto favorevole per la casa francese e molto meno per la Fiat. I francesi hanno messo delle condizioni, dalla pretesa dell’amministratore delegato a quello della sede a Parigi – ha sottolineato Rinaldi – che sono stati giudicati dai vertici di Fca penalizzanti. Non hanno bloccato i francesi, Fca ha fatto benissimo a ritirare la proposta. Per orgoglio italiano? Parlare di Fiat come italiana è un po’ un eufemismo, il problema è che entrano in gioco interessi societari, con l’azienda quotata in Borsa, una delle più grandi multinazionali al mondo, la scelta prioritaria era quella di tutelare gli azionisti perché evidentemente l’intesa si è evoluta verso altri presupposti”.

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