Coronavirus, “Musumeci eroghi aiuti con la tessera sanitaria” - QdS

Coronavirus, “Musumeci eroghi aiuti con la tessera sanitaria”

Raffaella Pessina

Coronavirus, “Musumeci eroghi aiuti con la tessera sanitaria”

lunedì 30 Marzo 2020 - 18:40
Coronavirus, “Musumeci  eroghi aiuti con la tessera sanitaria”

La proposta di Alessandro Pagano, vicepresidente della Lega alla Camera, che sul governo Conte dice, "inadeguato, non ha il termometro della situazione”

400 milioni di euro dallo Stato ai comuni, si legge in una nota a firma dei sindaci leghisti, sono “una goccia per spegnere un incendio”.

Alessandro Pagano, vicepresidente della Lega alla Camera, intervistato dal Qds, spiega il perché.

Onorevole Pagano, si poteva fare diversamente, prevedendo il rischio del disagio sociale e anticipando in qualche maniera le misure di sostegno? E poi, la tempistica di erogazione sarà secondo Lei adeguata al bisogno della gente?”
“Chiunque di noi, che ricopre un ruolo pubblico oppure mediatico sa benissimo in questo momento cosa sta succedendo, cioè che riceve decine e decine di telefonate con richiesta di aiuto ogni giorno, dal microimprenditore iscritto alla lista Enasarco fino ad arrivare all’impresa che ha 150/200 dipendenti, e sto parlando di realtà locali che per noi sono significative. Quindi quello che sto dicendo non è frutto di una esagerazione politica, primo perché non stiamo facendo ‘politica’. Siamo però tutti convinti, il 100% degli operatori sociali, economici e politici che qui c’è un governo che non capisce, che non ha il termometro della situazione, che non è adeguato a vivere un momento di guerra come questo. Invece, ci vogliono competenze e capacità di comprensione del fenomeno, che purtroppo temo non appartengano alle forze di questo governo (nazionale, ndr). Quando ci danno 4,3 miliardi, sappiamo che si tratta di somme fantasiose, cioè somme appostate in certe voci di bilancio e che non possono essere spostate previo il default del Comune stesso. I soldi ‘nuovi’, di fatto sono solo 400 milioni, ovvero un’inezia rispetto ai bisogni reali del Paese. Se ci fosse la capacità di leggere i fenomeni, probabilmente le misure sarebbero state di gran lunga diverse. Basta semplicemente vedere quello che stanno facendo gli altri Paesi, non c’è nulla da inventare. Ogni volta che si entra in un periodo cosiddetto di economia di guerra, si deve aumentare il debito pubblico. La Germania, per fare un esempio, ha reso disponibili 550 miliardi, attraverso una banca nazionale, la loro cassa depositi e prestiti, ed hanno fatto emettere titoli finanziari al portatore regolarmente circolabili, emettendo titoli finanziari equivalenti all’euro. Malta e la Svizzera hanno addirittura preso i soldi stanziati e li hanno messi sui conti correnti delle famiglie e degli imprenditori”.
“Cosa consiglierebbe al presidente della Regione, Nello Musumeci, sulle modalità di erogazione di 100 milioni ai comuni siciliani, per fare presto?”
“Siccome questi 100 milioni sono stati trovati attraverso lo spostamento di partite di bilancio penso che il presidente voglia utilizzare il canale dei Comuni, perché conoscono bene le situazioni locali. In linea teorica potrebbero avere una certa velocità nell’erogazione degli aiuti. A mio parere si potrebbe agire attraverso la tessera sanitaria, perché ce l’hanno tutti. Inoltre, e cito il professore Massimo Costa, potremmo applicare l’articolo 41 dello Statuto: facendo emettere dei titoli finanziari al portatore da parte della banca della Regione, l’Irfis. Certo è che si tratta di una operazione che va concordata a livello tecnico.

Pasqua (M5s): “Un primo aiuto concreto per i cittadini senza un lavoro”

Ammontano a 43.484.796 euro i fondi messi a disposizione dal governo Conte per i 390 Comuni della Sicilia, sul totale nazionale di 400 milioni di euro.

Si tratta di una prima forma di aiuto concreto per le numerose famiglie che, a causa dell’emergenza coronavirus, si sono trovate prive di un reddito e in particolari condizioni di necessità economica.

Le risorse, assegnate comune per comune in base alla popolazione e al reddito pro capite rispetto a quello nazionale, saranno gestite dai sindaci e distribuite ai cittadini per l’acquisto dei generi alimentari e altri beni di prima necessità. Le maggiori somme andranno a Palermo (5.143.000 €) seguita da Catania (2.559.000 €) e Messina (1.707.000 €).

“Questo contributo era indispensabile – commenta il capogruppo M5S all’Ars, Giorgio Pasqua – per dare ulteriore liquidità ai Comuni e consentire di fare la spesa ai tanti cittadini rimasti privi di un lavoro, vittime economiche delle tante attività commerciali e produttive costrette a chiudere temporaneamente. Non si tratta certamente della soluzione a tutti i mali, ma di un primo aiuto materiale, non l’unico né l’ultimo, da parte del governo centrale. Siamo certi che il premier Conte saprà provvedere con attenzione a ogni necessità”.

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