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Fondi russi alla Lega, Gentiloni, “Salvini si dimetta”

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Fondi russi alla Lega, Gentiloni, “Salvini si dimetta”

domenica 14 Luglio 2019 - 13:49
Fondi russi alla Lega, Gentiloni, “Salvini si dimetta”

Secondo il presidente del Pd il capo della Lega Nord è stato smentito da Palazzo Chigi e "chi dice falsità non può fare il ministro dell'Interno". Anche Di Maio vuole "Chiarezza"

“Non conosco Savoini” dice Salvini. E subito il web gli rimanda una sua foto a Mosca con il personaggio che avrebbe trattato con i russi una tangente da 65 milioni per la Lega nord.

“Non ho invitato io Savoini alla cena con Putin” dice Salvini, e addirittura stavolta è la Presidenza del Consiglio dei ministri a smentirlo.

Salvini scivola due volte su Savoini

Gianluca Savoini – indagato per i presunti fondi russi alla Lega – è infatti stato accreditato al forum Italia Russia da Claudio D’Amico, consigliere per le attività internazionali di Matteo Salvini.

Da qui la sua partecipazione alla cena che si è tenuta a Roma, a Villa Madama, la sera dello scorso 4 luglio, nel corso della visita del presidente Putin in Italia.
Lo ha puntualizzato stamattina una nota di Palazzo Chigi, nella quale si legge: “Continuano a pervenire alla presidenza del Consiglio richieste di informazioni sulla presenza del sig. Gianluca Savoini alla cena che si è tenuta a Roma, a Villa Madama, la sera dello scorso 4 luglio, in onore del Presidente Putin”.

“Dopo aver compiuto – si legge nella nota – tutte le verifiche del caso, si precisa che l’invito del sig. Savoini al Forum è stato sollecitato dal sig. Claudio D’Amico, consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del vice presidente Salvini, il quale, tramite l’ufficio di vice presidenza, ha giustificato l’invito in virtù del ruolo dell’invitato di presidente dell’Associazione Lombardia-Russia e ha chiesto ai funzionari del Presidente del Consiglio di inoltrarla agli organizzatori del Forum. L’invito alla cena del sig. Savoini è poi stata una conseguenza automatica della sua partecipazione al Forum”.

Gentiloni, “Ora Salvini si dimetta”

“Palazzo Chigi smentisce Salvini e a questo punto non basta riferire in Parlamento: chi dice falsità per coprire truffe e truffatori non può fare il ministro dell’Interno di un grande paese democratico”.

A chiedere le dimissioni del vicepremier leghista su Twitter, dopo l’inchiesta sui fondi russi al Carroccio, è stato il presidente del Pd, Paolo Gentiloni, al quale ha fatto eco Nicola Zingaretti.

Zingaretti, “Posizione Salvini gravissima”

“La vicende che riguardano il Ministro dell’Interno Salvini – ha scritto su Facebook il segretario dem – diventano ogni ora più gravi. L’ultima nota di Palazzo Chigi che smentisce le sue dichiarazioni aggravano ancora di più la situazione”.

“Ho chiesto a nome del Pd – ha aggiunto Zingaretti – alla presidente Casellati e al presidente Fico un incontro urgente per garantire che nelle sedi parlamentari ci sia immediatamente la possibilità di ascoltare il Governo su quanto sta accadendo”.

Il Pd, “Informare subito il Parlamento”

“Ci vuole – ha concluso il leader del Pd – trasparenza assoluta e non permetteremo mai che il Parlamento sia tenuto all’oscuro di fatti di enorme gravità per la sicurezza, l’autonomia e la collocazione internazionale dell’Italia”.

E un Luigi Di Maio in grande difficoltà, pur senza nominare il caso Savolini, né fare cenno alla posizione di Matteo Salvini, è intervenuto su Facebook per chiedere alla Lega di spazzare via la “confusione” che c’è in giro, fare chiarezza, rispondere alle accuse, anche quelle considerate ingiuste, la sede opportuna è il Parlamento.

Di Maio, “Il Parlamento è sovrano”

“Vi dico – ha scritto – qual è l’Abc del fare politica per il MoVimento 5 Stelle: quando il Parlamento chiama – avverte il vicepremier e ministro – il politico risponde, perché il Parlamento è sovrano e lo dice la nostra Costituzione”.

“La commissione di inchiesta sui finanziamenti ai partiti – ha aggiunto – serve, va fatta subito e deve riguardare tutti, anche il MoVimento. Nessuno escluso. I cittadini quando votano devono sapere se la forza politica a cui stanno dando il loro consenso fa i loro interessi o quelli di qualcun altro”.

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