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Fondi russi alla Lega, oggi interrogato Savoini

redazione

Fondi russi alla Lega, oggi interrogato Savoini

lunedì 15 Luglio 2019 - 09:41
Fondi russi alla Lega, oggi interrogato Savoini

Durato soltano un'ora. Ieri richiesta di dimissioni per Salvini, smentito dopo aver negato di averlo invitato alla cena di Putin. Conte e Di Maio gli chiedono "Trasparenza". Maggioranza "separata in casa"

Oggi un altro “giorno della verità” per Matteo Salvini: a Milano, infatti, sulla questione dei fondi russi alla Lega Nord, i pm hanno interrogato Gianluca Savoini, il rappresentante leghista indagato per corruzione internazionale nell’ambito di una presunta tangente da 65 milioni di euro da parte della Russia.

Un interrogatorio durato soltanto un’ora

L’interrogatorio di Gianluca Savoini – ex giornalista con un passato nell’estrema destra, presidente dell’associazione Lombardia-Russia e che, militante della Lega Nord, è stato portavoce di Salvini e lo ha accompagnato nei suoi viaggi in Russia di questi anni – è durato poco più di un’ora, non è avvenuto all’interno del Palazzo di giustizia ed è stato condotto dai pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta.

Il tempo limitato farebbe dedurre, ma non ci sono conferme ufficiali, che Savoini abbia deciso di non rispondere alle domande dei giudici.

Negli ultimi giorni Salvini aveva cercato di prendere le distanze da lui sostendo che non aveva un ruolo ufficiale durante la sua visita in Russia, ma sono state trovate prove consistenti per mostrare gli stretti rapporti tra i due.

L’indagine dopo un articolo del settimanale L’Espresso

L’indagine, nata dopo un articolo dello scorso febbraio del settimanale L’Espresso, mette al centro l’incontro avvenuto il 18 ottobre del 2018 nell’Hotel Metropol di Mosca e l’audio, pubblicato dal sito statunitense BuzzFeed, in cui si sente una voce attribuita a Savoini.

Al centro dell’incontro d’affari, a cui prendono parte sei persone, ci sarebbe secondo la procura un’operazione sospetta di corruzione legata all’importazione in Italia di una grande quantità di petrolio che, nelle parole di chi starebbe trattando, in un anno dovrebbe far affluire 65 milioni di dollari nelle casse della Lega e permettere così al partito guidato da Salvini di affrontare la campagna elettorale delle ultime europee.

Oltre a concentrarsi sui protagonisti dell’incontro coinvolti nel presunto affare, i pm si stanno focalizzando anche nel ricostruire l’ipotetico passaggio di soldi.

Gli scivoloni di Salvini sul caso Russia-Lega Nord

Nei giorni scorsi, dunque, il “Capitano” aveva smentito categoricamente di esser stato lui a invitare Savoini alla recente cena con Putin.

Ed è stata addirittura la Presidenza del Consiglio dei ministri a smentirlo, sottolineando che Gianluca Savoini era stato accreditato al forum Italia Russia da Claudio D’Amico, braccio destro di Salvini e suo consigliere per le attività internazionali.
Piuttosto dura la nota di Palazzo Chigi, nella quale si legge: “Continuano a pervenire alla presidenza del Consiglio richieste di informazioni sulla presenza del sig. Gianluca Savoini alla cena che si è tenuta a Roma, a Villa Madama, la sera dello scorso 4 luglio, in onore del Presidente Putin”.

“Dopo aver compiuto – si legge nella nota – tutte le verifiche del caso, si precisa che l’invito del sig. Savoini al Forum è stato sollecitato dal sig. Claudio D’Amico, consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del vice presidente Salvini, il quale, tramite l’ufficio di vice presidenza, ha giustificato l’invito in virtù del ruolo dell’invitato di presidente dell’Associazione Lombardia-Russia e ha chiesto ai funzionari del Presidente del Consiglio di inoltrarla agli organizzatori del Forum. L’invito alla cena del sig. Savoini è poi stata una conseguenza automatica della sua partecipazione al Forum”.

Gentiloni, “Ora Salvini si dimetta”

“Palazzo Chigi smentisce Salvini e a questo punto non basta riferire in Parlamento: chi dice falsità per coprire truffe e truffatori non può fare il ministro dell’Interno di un grande paese democratico”.

A chiedere le dimissioni del vicepremier leghista su Twitter, dopo l’inchiesta sui fondi russi al Carroccio, è stato ieri il presidente del Pd, Paolo Gentiloni, al quale ha fatto eco Nicola Zingaretti.

Zingaretti, “Posizione Salvini gravissima”

“La vicende che riguardano il Ministro dell’Interno Salvini – ha scritto su Facebook il segretario dem – diventano ogni ora più gravi. L’ultima nota di Palazzo Chigi che smentisce le sue dichiarazioni aggravano ancora di più la situazione”.

“Ho chiesto a nome del Pd – ha aggiunto Zingaretti – alla presidente Casellati e al presidente Fico un incontro urgente per garantire che nelle sedi parlamentari ci sia immediatamente la possibilità di ascoltare il Governo su quanto sta accadendo”.

Il Pd, “Informare subito il Parlamento”

“Ci vuole – ha concluso il leader del Pd – trasparenza assoluta e non permetteremo mai che il Parlamento sia tenuto all’oscuro di fatti di enorme gravità per la sicurezza, l’autonomia e la collocazione internazionale dell’Italia”.

E un Luigi Di Maio in grande difficoltà, pur senza nominare il caso Savoini, né fare cenno alla posizione di Matteo Salvini, è intervenuto su Facebook per chiedere alla Lega di spazzare via la “confusione” che c’è in giro, fare chiarezza, rispondere alle accuse, anche quelle considerate ingiuste, la sede opportuna è il Parlamento.

Una maggioranza “separata in casa”

Insomma, in attesa dell’interrogatorio di Savoini, Lega Nord e Movimento cinque stelle sembrano “separati in casa”.

Per la cronaca c’è da aggiungere che oggi i pm sentiranno anche l’avvocato Meranda e probabilmente il consigliere D’Amico, come detto braccio destro di Salvini.

E potrebbero venir fuori delle sorprese.

Conte, “Fiducia in Salvini, ma trasparenza”

“Ho fiducia in Salvini ma dobbiamo trasparenza”, ha intanto ribadito il premier Giuseppe Conte.

E Di Maio ha invitato senza mezzi termini l’altro vicepremier a riferire in Parlamento, chiedendo di istituire subito una Commissione d’inchiesta sui finanziamenti a tutti i partiti.

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