Forza Italia, effetto domino in provincia dopo l’addio di Salvo Pogliese al partito - QdS

Forza Italia, effetto domino in provincia dopo l’addio di Salvo Pogliese al partito

Melania Tanteri

Forza Italia, effetto domino in provincia dopo l’addio di Salvo Pogliese al partito

sabato 20 Aprile 2019 - 00:00
Forza Italia, effetto domino in provincia dopo l’addio di Salvo Pogliese al partito

Sono già usciti il sindaco di Gravina e Biancavilla, da rivedere gli equilibri in tanti Comuni

CATANIA – Una reazione a catena. È quella innescata dall’ex deputato di Forza Italia, Basilio Catanoso e dal sindaco di Catania e coordinatore provinciale, Salvo Pogliese che hanno lasciato il partito, in aperta polemica con le scelte effettuate dai vertici regionali della formazione azzurra in relazione alle candidature per le elezioni europee di maggio, che non contemplano candidati catanesi.

Le dimissioni dei due esponenti azzurri hanno infatti provocato un fuggi fuggi di amministratori locali che hanno deciso di seguire a ruota Catanoso e Pogliese, a partire dai sindaci di Gravina, Massimiliano Giammusso, e di Biancavilla, Antonio Bonanno, entrambi molto vicini al sindaco di Catania. “La presentazione della lista dei candidati di Forza Italia alle elezioni europee rappresenta l’epilogo della deriva neo-centrista in cui è stato trascinato il partito dal coordinatore regionale Gianfranco Micciché” – si legge in una nota inviata dal sindaco Giammusso come presidente dell’associazione culturale e politica Avanguardia.

“Un percorso iniziato con le scelte fortemente discutibili fatte in occasione delle scorse elezioni regionali, continuato con le elezioni nazionali del 4 marzo scorso e che si conclude oggi con lo strappo definitivo. Questi ‘capi bastone’ hanno sacrificato le idee di buon governo e libertà che ispiravano il partito sull’altare del compromesso e dell’inciucio, tradendo l’elettorato di riferimento, che attendeva invece un rilancio del partito su basi programmatiche aderenti alle istanze dei siciliani”.

Un modus operandi disconosciuto dal gruppo politico, “che in sostanza ha fornito l’alibi ai soliti noti per poter passare da destra a sinistra senza colpo ferire” – continua la nota di Giammusso (che si è dimesso contestualmente da dirigente provinciale di Forza Italia) che reca in calce le firme di tanti amministratori, dal consigliere comunale di Catania, Luca Sangiorgio, che si dimette dal ruolo di vice coordinatore di Forza Italia a Catania, al presidente della quarta municipalità, Erio Buceti, a Bruno Spitaleri, consigliere del Comune di Pedara a tantissimi altri.

Polemico anche il sindaco di Biancavilla, che affida a una nota le motivazioni della scelta di dire addio al partito fondato da Berlusconi. “Un partito – scrive il primo cittadino – che, per l’ennesima volta, ha messo all’angolo un gruppo che ha sempre lavorato con profondo spirito di squadra ottenendo una moltitudine di consensi tra una moltitudine di cittadini. Lasciamo il partito di Forza Italia che oggi, in Sicilia, è in mano a tiranni senza alcuna lungimiranza”, ha dichiarato ancora Bonanno che, sul futuro politico dei fuoriusciti, si tiene in linea con il collega Pogliese. “Assieme al nostro riferimento, Pogliese, decideremo quale scelta politica intraprendere coerentemente con i nostri valori, con la nostra passione e la nostra voglia di confrontarci con la tanta gente che ci chiede – quotidianamente – di non rimanere inermi”.

Una posizione frenata dal sindaco di Linguaglossa, Salvatore Puglisi, più prudente sulla scelta di lasciare Forza Italia, che ha deciso di prendersi un po’ di tempo per stabilire se restare tra gli azzurri.

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