Giarre, rubinetti a secco da un mese. Barbagallo (Lega): “Una città allo sbando" - QdS

Giarre, rubinetti a secco da un mese. Barbagallo (Lega): “Una città allo sbando”

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Giarre, rubinetti a secco da un mese. Barbagallo (Lega): “Una città allo sbando”

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giovedì 26 Agosto 2021 - 16:31

È emergenza idrica a Giarre. Da fine luglio il comune ionico registra, infatti, innumerevoli disservizi nell’erogazione dell’acqua in numerose zone del territorio, da Santa Maria La Strada, dove ormai la situazione è cronica, a Macchia, dalla zona Jungo fino al centro storico.

Un lunghissimo mese, in piena estate e con temperature record, non è bastato all’amministrazione comunale per risolvere il problema. Fioccano le segnalazioni di cittadini sempre più esasperati per l’impossibilità di svolgere le funzioni primarie: lavarsi, cucinare e fare le normali pulizie domestiche è ormai un miraggio.

Gravi i disagi anche per le attività commerciali i cui titolari si dicono costretti a riempire di notte bidoni di acqua per sopperire alla carenza. “Purtroppo, i cittadini di Giarre sono costretti a vivere in condizioni da Terzo Mondo – commenta il commissario cittadino della Lega, Giovanni Barbagallo – perché da fine luglio continuano a presentarsi enormi problemi di approvvigionamento dell’acqua nelle abitazioni. Non vi è un regolare flusso idrico e in alcune ore del giorno, addirittura, la città rimane senza acqua. 

Ovviamente questo rappresenta un serio problema, non solo igienico sanitario, ma soprattutto di sostenibilità e vivibilità. Per questo motivo, in questi giorni, stiamo ricominciando a far sentire la nostra voce, sollecitati dai cittadini e dalle loro numerosissime segnalazioni.

E la maggior parte vengono da persone anziane che lamentano l’impossibilità di potersi lavare e di svolgere altri servizi primari. Abbiamo una città allo sbando. E che il sindaco e l’intera amministrazione – conclude Barbagallo – non siano ancora riusciti a risolvere il problema definitivamente, nell’arco di un mese, ci lascia molto perplessi ed evidenzia ulteriormente la loro incapacità amministrativa”. 

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