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Giustizia, Bonafede in Senato su Dap e scarcerazioni

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Giustizia, Bonafede in Senato su Dap e scarcerazioni

giovedì 07 Maggio 2020 - 10:49
Giustizia, Bonafede in Senato su Dap e scarcerazioni

Il ministro, dopo la polemica con il magistrato Di Matteo, parla davanti all'aula di Palazzo Madama. "Infondati i collegamenti tra la mancata nomina e il meccanismo che ha portato a uscire dal carcere i boss in basa a leggi già esistenti". Mozione di sfiducia della destra


“Totalmente infondato il collegamento” tra i fatti relativi alla mancata nomina di Nino Di Matteo al Dap nel 2018 e “le scarcerazioni di cui si è parlato in questi giorni, frutto di decisioni di magistrati che hanno applicato leggi previgenti che nessuno aveva mai modificato fino al decreto legge approvato la scorsa settimana da questo governo, con il quale si stabilisce che, rispetto alle istanze di scarcerazione, è obbligatorio il parere della Direzione Nazionale e delle Direzioni distrettuali Antimafia”.

Lo ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede al Question time al Senato.

“Invito tutti a fare un’operazione di verità, che nella lotta alla mafia è fondamentale. Le scarcerazioni sono avvenute in virtù di leggi che non ha approvato questo governo, ma che erano lì da anni e che nessuno aveva mai modificato”, ha detto ancora il ministro, che ha ricordato che le norme del Cura Italia escludono i mafiosi dalla possibilità di accedere ai domiciliari.

“Non si tratta di intercettazioni in senso tecnico ma di esternazioni di detenuti contenute in informative pervenute al Ministero attraverso gli ordinari canali in data 9 giugno 2018”, ha quindi chiarito al question time, riferendosi alle dichiarazioni di alcuni detenuti che avevano espresso preoccupazione per l’eventuale nomina nel 2018 a capo del Dap di Di Matteo.

“Ho sempre rispettato il Parlamento e continuerò a farlo: la trasparenza è un valore guida”, ha sottolineato quindi Bonafede, aggiungendo: “Ieri ho parlato alla Camera, oggi sono qui al Senato e avevo dato la disponibilità per l’informativa già domani. La svolgerò martedì alla Camera e per il Senato attendo la decisione della capigruppo”.

“E’ fondamentale – ha rimarcato il ministro – che il fronte antimafia resti compatto”.

Al termine dell’intervento una mozione di sfiducia al ministro Bonafede è stata presentata dalla destra.

Ne ha dato notizia il capo della Lega Nord Matteo Salvini elencando i “disastri” – a suo parere – dell’esponente grillino che faceva parte anche del governo di cui lui era vicepremier. Ossia “rivolte nelle carceri, con morti e feriti, e scarcerazioni” ma anche “la prescrizione senza una riforma del diritto penale” fino alle “dichiarazioni del giudice Di Matteo”.


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