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Governo, la squadra di Draghi giura davanti a Mattarella

redazione web

Governo, la squadra di Draghi giura davanti a Mattarella

sabato 13 Febbraio 2021 - 06:45

A mezzogiorno nel Palazzo del Quirinale i ventitré ministri. Gli incontri di ieri e oggi del nuovo Premier. Mercoledì la fiducia alle Camere. Tensioni tra i pentastellati. Esclusi i sovranisti di destra

Con il giuramento al Quirinale, previsto per oggi a mezzogiorno, il governo Draghi inizierà il suo cammino, con un Consiglio dei ministri che si riunirà poco dopo.

Draghi era salito ieri sera al Colle per incontrare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e sciogliere la riserva rendendo noti i nomi della squadra di governo.

I numeri del Governo

Sono ventitré i ministri, e tra essi quindici politici (quattro del M5s, tre ciascuno per Pd, Fi e Lega, uno per Leu e Iv) e otto tecnici.
Un terzo dell’esecutivo è composto da donne.
Sette ministri del precedente esecutivo – cui quello della Sanità Roberto Speranza, degli Interni Luciana Lamorgese e degli Esteri Luigi Di Maio – sono stati riconfermati.
Da segnalare la nascita del ministero della Transizione ecologica affidato al fisico Roberto Cingolani e la conquista del dicastero per lo Sviluppo economico da parte di Giorgetti della Lega.

Gli incontri di ieri e di oggi

Draghi ha poi incontrato la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, il presidente della Camera, Roberto Fico, e infine il premier uscente, Giuseppe Conte, con il quale si è trattenuto a colloquio per mezz’ora.
Il nuovo Presidente del Consiglio e Conte si rivedranno oggi, subito dopo il giuramento, per la cerimonia della campanella e per il passaggio di consegne.

La fiducia alle Camere

Draghi si presenterà alle dieci di mercoledì prossimo nell’Aula del Senato per le comunicazioni sulla Fiducia al suo governo. Subito dopo si sposterà alla Camera per rendere note anche lì le proprie dichiarazioni programmatiche.
Dopo la fiducia dei due rami del Parlamento, il nuovo governo comincerà ufficialmente il suo percorso.

Tensioni tra i pentastellati

In casa Cinque stelle il voto sulla piattaforma Rousseau a favore del governo Draghi non ha sopito le proteste dei dissidenti M5s.
“Ne valeva la pena?”, ha commentato Alessandro Di Battista dopo la lettura della lista dei ministri. E all’interno del Movimento cresce la tensione in vista del voto sulla governance previsto per mertedì prossimo.

Ma su Twitter il capo politico pentastellato, Vito Crimi, ha ricordato come il Movimento abbia “sempre messo al centro i temi e gli obiettivi, sia all’opposizione, sia al governo, sia nel corso delle ultime consultazioni, senza imporre nomi, né trattando per qualche poltrona”.

“Ora – ha concluso – grazie all’intuizione, alla tenacia e alla visione di Beppe Grillo, e grazie all’impegno comune siamo riusciti a dotare il Paese di un Ministero per la Transizione Ecologica”.

E il garante del M5s ha ricordato ai suoi che il nome di Roberto Cingolani era stato fatto proprio da lui al premier incaricato Mario Draghi. Dunque, per Grillo, è stato “un successo”.

Esclusi i sovranisti di destra

Scosso anche il centrodestra, che vede esclusa l’area “sovranista” a favore dei moderati dopo lo strappo con Fratelli d’Italia.

L’urgenza della gestione della pandemia e della crisi economica, intanto, unisce i partiti di governo.

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti promette sostegno “con lealtà e convinzione” sottolineando che ci saranno molte donne tra i sottosegretari. Il leader di Italia viva Matteo Renzi si dichiara entusiasta per la “squadra di alto livello”. Il fondatore di Forza Italia, Silvio Berlusconi, riprende le redini del centrodestra e incassa tre ministri. Strategico quello per il Sud: Mara Carfagna. Anche il neoeuropeista Matteo Salvini promette che la Lega farà “gioco di squadra”.

Pandemia in cima all’agenda

Intanto ci si prepara al passaggio di consegne e la pandemia è in cima all’agenda di governo.

Divieto di spostamento tra le regioni fino al 25 febbraio e tre regioni, più la provincia autonoma di Trento, che da domani passeranno da giallo ad arancione.

Sono queste le ultime decisioni del governo Conte 2, che ieri, congedandosi, ha preferito lasciare al nuovo esecutivo la decisione sul da farsi oltre quella data.

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