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Gregoretti, i Vescovi salvano la faccia a Salvini

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Gregoretti, i Vescovi salvano la faccia a Salvini

giovedì 01 Agosto 2019 - 10:14
Gregoretti, i Vescovi salvano la faccia a Salvini

"Vanno in cinque Paesi Ue" ha annunciato trionfalmente, ma in realtà della metà dei migranti si farà carico ancora una volta la Chiesa cattolica. E sulla Sea Eye, il capo della Lega "dichiara guerra" alla Germania

“Lavoro fatto, missione compiuta. Germania Portogallo Francia Lussemburgo e Irlanda, più alcune strutture dei vescovi, si faranno carico degli immigrati di questa nave”.

Con la consueta diretta Facebook il capo della Lega Nord e ministro dell’Interno Matteo Salvini ha dato il trionfalistico annuncio: “missione compiuta” e possibilità di scendere a terra per i 116 migranti a bordo della nave della Guardia costiera Gregoretti – e per l’equipaggio -, ormeggiata da giorni ad Augusta dopo un’Odissea nel Mediterraneo.

Ma allo sblocco della situazione è indubbio che abbia contribuito l’accelerazione impressa dalla procura di Siracusa: il procuratore Fabio Scavone aveva aperto due giorni fa un’inchiesta ipotizzando il reato di omissione in atti d’ufficio e aveva disposto un’ispezione sanitaria a bordo da parte di tre infettivologi.

I medici avevano sottolineato come a bordo ci fossero ben 29 migranti malati, due dei quali in gravi condizioni.

Dalla Procura è così partita ieri una lettera per il Viminale in cui si segnalava l’emergenza sanitaria e Salvini è stato costretto a cedere.

Chiedendo aiuto alla “nemica” Chiesa cattolica, che con gli appelli di Papa Francesco e gli ammonimenti della Confederazione episcopale italiana contro chi fa i comizi con il rosario in mano e poi attua una politica contraria a ogni regola d’accoglienza e umanità.

Così ha cercato di minimizzare, Salvini, il ruolo della Cei, ma in realtà i Vescovi lo hanno tratto ancora una volta in salvo mentre si trovava in una situazione difficile decidendo di accogliere quasi la metà dei 115 migranti.

Questi ieri pomeriggio, sono stati portati nell’hot spot di Pozzallo, nel Ragusano, dopo sei giorni costretti a bordo della nave della Guardia Costiera ormeggiata al pontile Nato della Marina Militare nella rada di Augusta, nel Siracusano, rimasto sempre “off limits” per i cronisti.

Un solo migrante, con una sospetta tubercolosi, è sbarcato intorno alle 13 e in ambulanza è stato trasferito all’ospedale Umberto I di Siracusa. Tutti gli altri sono stati fatti salire sui pullman. Hanno viaggiato separatamente solo una ventina di migranti ai quali è stata riscontrata la scabbia.

Nell’hotspot di Pozzallo sono state effettuate le procedure di identificazione in attesa di smistare i migranti nei luoghi di destinazione: la Francia ne prenderà trenta, altri trentacinque saranno divisi tra Germania, Portogallo, Lussemburgo e Irlanda e cinquanta, invece, resteranno in Italia, “ma non a carico dello Stato” come è stato sottolineato.

Proprio perché, ancora una volta la Cei, in ossequio alle ragioni umanitarie, ha prontamente risposto alla richiesta ufficiale del Viminale: si farà carico dell’ “ospitalità, dell’accoglienza e dell’assistenza anche legale di queste persone” e l’iniziativa, si legge in una nota diffusa dai vescovi, “si colloca in un orizzonte di collaborazione che vede lo Stato italiano e la Chiesa Cattolica compartecipi nell’assistenza e accoglienza dei migranti”.

I naufraghi della Gregoretti saranno destinati alla struttura “Mondo Migliore” di Rocca di Papa, nella zona dei Castelli Romani.

Lo stesso dove vennero portati i cento migranti della Diciotti, molti dei quali, poi, abbandonarono il centro.

La Cei, insomma, ha ancora una volta salvato la faccia a Salvini, ma il braccio di ferro sulla pelle di chi scappa dalla Libia non è finito: la Guardia di Finanza ha notificato all’equipaggio della Alan Kurdi il decreto che vieta l’ingresso nelle acque territoriali italiane.

I militari sono saliti a bordo della nave della ong tedesca Sea Eye, in acque internazionali a circa venti miglia da Lampedusa e hanno consegnato al comandante della nave il provvedimento firmato dai ministri Salvini, Trenta e Toninelli che prevede il divieto “di ingresso, transito e sosta nel mare territoriale”.

Salvini, che cade sempre più spesso nell’iperbole e nel turpiloquio per far contenti i propri fan, in un’intervista televisiva ha “dichiarato guerra” alla Germania, dichiarando: “Governo tedesco avvisato mezzo salvato, ong avvisata mezza salvata: se entrano in acque italiane prenderemo possesso di quella imbarcazione. Basta, mi sono rotto le palle”

E mentre si discute dei quaranta della Sea Eye, nel frattempo sui numeri degli sbarchi fantasma – soltanto negli ultimi due mesi si calcola che un migliaio di persone siano giunte con piccole imbarcazioni sulle coste italiane – il Viminale continua a tacere.

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