Hiv, per la prima volta dal 2010 meno diagnosi - QdS

Hiv, per la prima volta dal 2010 meno diagnosi

Serena Giovanna Grasso

Hiv, per la prima volta dal 2010 meno diagnosi

martedì 03 Dicembre 2019 - 00:00
Hiv, per la prima volta dal 2010 meno diagnosi

Iss: nell’Isola nel 2018 rilevati 205 nuovi casi, il 27,3% in meno rispetto ai 282 rilevati nell’anno precedente. Più della metà delle segnalazioni (56,6%) proviene da 5 regioni: Lombardia, Lazio, Campania, Emilia R. e Sicilia

PALERMO – Per la prima volta dal 2010 è diminuito in Sicilia il numero di diagnosi da infezione da Hiv, così come in tutta Italia. Secondo i dati contenuti all’interno del “Notiziario dell’Istituto superiore di sanità – Aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da Hiv e dei casi di Aids in Italia al 31 dicembre 2018”, nel 2018 sono state contate 205 nuove diagnosi nella nostra regione, ovvero il 27,3% in meno rispetto alle 282 rilevate durante l’anno precedente.

Anche a livello nazionale, si osserva una riduzione del numero di nuove diagnosi: infatti, al 31 dicembre 2018 se ne sono contate 2.847, ovvero il 20% in meno rispetto alle 3.561 registrate nel 2017. In generale, in tutte le regioni è diminuito il numero di nuove diagnosi, fatta eccezione per la Campania: infatti, in questa regione si è passati dalle 226 del 2017 alle 232 del 2018. Mentre la Lombardia è la regione con la maggiore riduzione, superiore alle cento unità: nel dettaglio, il numero di nuove diagnosi arrivate nel 2018 in questa regione è stato pari a 617, rispetto alle 733 dell’anno precedente.

“Questa generale riduzione appare sicuramente positiva ed è da attribuire principalmente all’efficacia delle terapie antiretrovirali e alle nuove linee guida terapeutiche che prevedono l’inizio precoce della terapia a seguito della diagnosi”. È quanto afferma Barbara Suligoi, responsabile del centro operativo Aids dell’Iss. “Purtroppo – aggiunge – continua ad aumentare la quota di persone che scoprono di essere sieropositive molti anni dopo essersi infettati e vengono pertanto diagnosticate quando il loro sistema immunitario è già compromesso. Questo è evidentemente l’effetto di una scarsa consapevolezza sulla diffusione ancora ampia di Hiv nel nostro Paese e del rischio che si corre di contrarre l’Hiv attraverso rapporti sessuali non protetti”.

Nel 2018 poco più della metà (56,6%) delle segnalazioni è pervenuta solo da cinque regioni: Lombardia (19,1%), Lazio (14%, corrispondenti a 463 nuove diagnosi), Campania (8%, pari a 232), Emilia Romagna (7,9%, ovvero 245 diagnosi) e Sicilia (7,6%). Dunque, nell’Isola si concentra il quinto numero di diagnosi più sostenuto in Italia. L’incidenza osservata rispetto alla popolazione residente appare in linea rispetto alla media nazionale: nel dettaglio, si parla di 4,3 nuove diagnosi ogni centomila residenti, rispetto alle 4,7 rilevate mediamente in Italia.

In Sicilia, inoltre, si rileva un’incidenza di nuove diagnosi tra gli stranieri superiore rispetto alla media nazionale: in particolare, se ne contano 66, corrispondenti al 32,4% delle 205 totali, contro una media nazionale pari al 29,7% (corrispondente a 840 diagnosi tra gli stranieri sulle 2.847 complessive).

Un’incidenza ben superiore di nuove diagnosi di Hiv tra gli stranieri si rileva in Liguria (40,7%), Provincia autonoma di Trento (40%), Molise (38,5%) e Abruzzo (37,9%). Dall’altra parte, troviamo regioni come Friuli Venezia Giulia (12,5%), Sardegna (14,3%) e Lombardia (15,1%). Relativamente al numero di casi di Aids dall’inizio dell’epidemia a fine 2018, in Sicilia se ne sono contati 3.125: quasi la metà di questi si concentra nel Capoluogo di regione (1.439), mentre una quota altrettanto consistente a Catania (884).

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