Il gravoso peso degli ideali - QdS

Il gravoso peso degli ideali

Fleres Salvo

Il gravoso peso degli ideali

mercoledì 16 Settembre 2020 - 00:00
Il gravoso peso degli ideali

Gli ideali sono, o dovrebbero essere, i capisaldi ai quali ancorare i nostri comportamenti

Gli ideali sono, o dovrebbero essere, i capisaldi ai quali ancorare i nostri comportamenti, le nostre scelte, le nostre decisioni quindi, come tutti i capisaldi, costituiscono un vincolo, “ideale”, appunto, al nostro modo di fare!

Credo che sia questo il motivo per il quale essi stiano, irrimediabilmente, passando di moda, anzi, che vengano considerati degli inutili “legacci” che impediscono il progresso civile. Non condivido questo tipo di argomentazioni: sarebbe come dire che la legge di Ohm o i principi di Kirchhoff costituiscano non un pilastro della fisica e dell’elettrotecnica, ma un ostacolo per il loro sviluppo. Temo, quindi, che gli ideali, al di là di qualsiasi argomentazione di comodo, costituiscano, invece, un pericolo solo per chi non abbia voglia di rispettarli, anzi, che vorrebbe proprio travolgerli.

Temo che quanti operano affinché essi siano considerati retaggio di un vecchio modo di intendere la vita, non lo pensino realmente, tuttavia vorrebbero che a pensarlo fossero gli altri, giusto per rassegnarsi, anzi, “per rassegnarli” al fatto che la società dei nostri giorni non debba tenerne conto: insomma, non debba avere capisaldi! Se gli ideali fossero ormai fuori moda, però, potremmo non stupirci se dovessimo trovarci a pensare che la democrazia costituisca un peso e che forse bisognerebbe auspicare un nuovo “uomo della provvidenza”, un “capitano”.

Se gli ideali fossero fuori moda, però, potremmo trovarci a dover rinunziare ad avere una vita privata, affidandoci a un “grande fratello globale” che pensa a tutti, in cambio della nostra libertà. In fondo, se gli ideali fossero ormai fori moda, che cosa dovremmo farcene della pace o della solidarietà? Sarebbe sufficiente affidare una bella delega in bianco a qualcuno in grado di assicurarci un po’ di sicurezza, ma senza libertà, un po’ di efficienza, ma senza democrazia, un po’ di diritto, ma senza giustizia, un po’ di benessere, ma senza gioia, ecc. Non passerò alla storia per queste brevi considerazioni, spero, però, che esse siano state sufficienti a riaccendere una fiammella di speranza in chi, come me, crede che degli ideali non si possa fare a meno, anzi, che farne a meno giovi solo a qualcuno per rubarci l’essenza vitale della quale siamo fatti e che regge la nostra esistenza.

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