In Sicilia le attese più lunghe agli uffici pubblici - QdS

In Sicilia le attese più lunghe agli uffici pubblici

Serena Giovanna Grasso

In Sicilia le attese più lunghe agli uffici pubblici

domenica 28 Luglio 2019 - 08:00
In Sicilia le attese più lunghe agli uffici pubblici

Confindustria-Srm: si aspetta più di venti minuti nel 28,3% dei casi quando ci si rivolge all’anagrafe e nel 55,6% quando si va all’Asl. Incidenze inferiori tra i dieci e i quindici punti percentuali quando ci si sposta nelle regioni centro-settentrionali

PALERMO – L’efficienza della pubblica amministrazione nell’erogare servizi di pubblica utilità peggiora pesantemente in dieci anni. Secondo i dati contenuti all’interno del rapporto Check-Up Mezzogiorno, realizzato congiuntamente da Confindustria e Srm (Studi e ricerche per il Mezzogiorno), quasi un utente su tre aspetta più di venti minuti negli uffici delle anagrafi (il 28,3% nel 2017, quasi dieci punti percentuali in più rispetto al 19,4% del 2007). Tutto ciò a dispetto dei processi di digitalizzazione delle procedure che da anni ormai permettono di scaricare online moduli, certificati e documenti.

Sebbene i tempi di attesa siano aumentati in tutta Italia (nel 2007 l’attesa all’anagrafe nelle regioni centro-settentrionali si protraeva oltre i venti minuti nel 14,8% dei casi, il 7% in meno rispetto al 21,8% osservato appena due anni fa), in Sicilia si osserva l’incremento maggiore e l’incidenza percentuale più sostenuta di tempi d’attesa lunghi. Mentre nel Molise (17,7%) ed in Calabria (19%) attende più di venti minuti all’anagrafe una percentuale di utenti più contenuta rispetto a quella registrata mediamente al Centro-Nord ed in Italia più in generale (22,7%).

La situazione peggiora nel momento in cui analizziamo i tempi di attesa nelle Asl e negli uffici postali. Infatti, in questo caso, in Sicilia oltre la metà degli utenti aspetta per un tempo superiore ai venti minuti: nel dettaglio, si è costretti alle lunghe attese nel 55,6% dei casi quando ci si rivolge alle Asl (dato lievemente in diminuzione rispetto al 56,3% osservato nel 2007) e nel 56,5% quando ci si reca presso gli uffici postali (quattro punti percentuali in più rispetto al 52,7% di dieci anni prima). I risultati sono impietosi e dimostrano inequivocabilmente che la velocità di risposta di alcuni front office pubblici è lentissima.

Relativamente ai tempi di attesa presso le Asl, in Calabria (68,1%) e Campania (66,8%) è possibile osservare una quota più sostenuta di cittadini costretti a fare lunghe file, di oltre venti punti percentuali superiore alla media delle regioni centro-settentrionali (47,3%). Anche in questo caso, il Molise si conferma la regione meridionale con l’incidenza più contenuta (49,9%), addirittura inferiore alla media nazionale (51,5%).

In riferimento alla celerità degli uffici postali, nelle regioni centro-settentrionali si attende un tempo superiore a venti minuti nel 41,8% dei casi (circa quindici punti percentuali meno della Sicilia). Troviamo ancora una volta il Molise tra le regioni con la più bassa incidenza (42,1%), stavolta in compagnia dell’Abruzzo (43%). Mentre in Campania (60%), Calabria (59,8%) e Basilicata (58,7%) è possibile osservare valori record negativi, superiori alla media meridionale (56,4%).

Ad ogni modo, occorre precisare che i ritardi e le inefficienze della nostra pubblica amministrazione non sono ascrivibili solo ed esclusivamente alla cattiva organizzazione della stessa. Infatti, parte della responsabilità va ricercata anche negli effetti che caratterizzano moltissime leggi, decreti e circolari che, spesso in contraddizione tra loro, hanno aumentato a dismisura la burocrazia, complicando non solo la vita dei cittadini e delle imprese, ma anche quella degli impiegati pubblici.

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