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Innovazione, in Italia 6 mila brevetti per la robotica

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Innovazione, in Italia 6 mila brevetti per la robotica

martedì 10 Novembre 2020 - 00:00

Quasi 6mila dei 40mila brevetti italiani depositati in Europa in un decennio utilizza la tecnologia dei robot. A mostrarlo è l’analisi effettuata da Unioncamere-Dintec, sulla base dei brevetti pubblicati dall’European patent office (Epo) tra il 2010 e il 2019. Questa tecnologia ad alto tasso di innovazione sta progressivamente invadendo tutti i principali settori in cui tradizionalmente si esercita la capacità innovativa di imprese, enti esingoli inventori. Incluso il comparto delle tecnologie medicali, primo ambito di brevettazione italiana, le cui domande all’Epo sono cresciute del 30% rispetto a 10 anni fa.

Ciò ha contribuito molto a mantenere anche nel 2019 l’Italia, con le sue 4.242 invenzioni pubblicate, al quarto posto della classifica europea per numero di brevetti, alle spalle di Germania, Francia e Paesi Bassi. Una posizione ragguardevole che però potrebbe presto essere sottratta al nostro Paese dalla Svezia, che sta crescendo con ritmi ben più incalzanti di quelli italiani (circa il 2,2% contro il nostro +1% annuo). In questi anni, l’Italia ha puntato molto sulle Ket (key enabling technologies). Esse comprendono “sistemi di produzione e servizi, processi, impianti e attrezzature associati, compresi automazione, robotica, sistemi di misurazione, elaborazione delle informazioni cognitive, segnali, elaborazione e controllo della produzione mediantesistemi di informazione e comunicazione ad alta velocità”.

I brevetti relativi alle ket (quasi 8mila in un decennio) sono cresciuti ad un tasso dell’0,7% l’anno, quindi leggermente inferiore rispetto alla crescita totale dei brevetti italiani in Europa (1%). La prima tra le sei categorie che raggruppanole ket (biotech, fotonica, materiali avanzati, nano e micro-elettronica, nanotecnologie e manifattura avanzata) è quella dell’advanced manufacturing, le tecnologie che afferiscono al mondo della robotica in senso lato, nella quale l’Italia ha depositato quasi6.000 domande all’Epo. La regione battistrada in questa sfida sulle frontiere dell’automazione industriale, dei robot e dell’intelligenza artificiale è l’Emilia Romagna (1.586 le domande relative all’advancedmanufacturing dal 2010 al 2019), seguita dalla Lombardia (1.519), dal Veneto (692), dal Piemonte (537) e dalla Toscana (458).

L’altra grande componente tecnologica sulla quale l’Italia sta fortemente investendo negli ultimi anni è quella green. Dal 2016, in particolare, l’analisi di Unioncamere-Dintec consente di registrare unrinnovato interesse delle imprese verso le tecnologie a tutela dell’ambiente, che ha prodotto una ripresa della crescita delle domande italiane di brevetto europeo. Queste ultime sono il 7% delle domande complessive presentate nel decennio, anche se la produzione brevettuale resta inferiore a quella registrata nel 2012.

Il settore medicale e quello degli imballaggi restano gli ambiti nei quali si è trasferita maggiormente l’innovazione italiana in Europa. Nell’ambito medico, in particolare, nel 2019 si contano 437 domande di brevetto europeo provenienti dal nostro Paese. Nel campo degli imballaggi, invece, sono state 278 le invenzioni presentate, mentre in terza posizione si collocano i brevetti legati ai veicoli (203).

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