Istat, “A settembre disoccupazione al 9,9%” - QdS

Istat, “A settembre disoccupazione al 9,9%”

Gabriele DAmico

Istat, “A settembre disoccupazione al 9,9%”

venerdì 01 Novembre 2019 - 07:00
Istat, “A settembre disoccupazione al 9,9%”

2,5 milioni gli italiani senza lavoro: incremento dello 0,3% rispetto ad agosto. I dati sulla disoccupazione e sull’occupazione relativi al mese di settembre

ROMA – L’istat ha diffuso i dati sulla disoccupazione e sull’occupazione relativi al mese di settembre. Rispetto ad agosto, si nota un aumento di 0,3 punti percentuali dei disoccupati, che passano, così, dal 9,6% al 9,9%.
Questa crescita riguarda sia gli uomini che le donne di tutte le età, con particolare riferimento alla disoccupazione giovanile, che nel mese di settembre ha una variazione del +1,1%, arrivando al 28,7%.
In controtendenza, è stato registrato un calo di disoccupazione nelle persone tra i 25 e i 34 anni. Infatti, sono circa 6 mila in più gli occupati appartenenti a questa fascia d’età. Resta comunque alto il numero complessivo dei disoccupati italiani: 2,5 milioni.

Contemporaneamente è in aumento anche il dato sulle persone in cerca di lavoro. In Italia, nel mese di settembre, ci sono 73 mila persone in più che sono alla ricerca di un’occupazione (+3% rispetto ad agosto). Tra questi, 26 mila sono giovani con un’età inferiore ai 25 anni, mentre 56 mila hanno un’età compresa tra i 35 e i 49 anni. La fascia di popolazione over 50, invece, risulta essere stabile. L’Istat ha registrato anche un calo di 77mila unità (-0,6%) delle persone, tra i 16 e i 64 anni, che sono fuori dal mercato del lavoro, i così detti “inattivi”. Infatti, il tasso di inattività, rispetto ad agosto, è sceso al 34,3% (-0,2 punti percentuali). Alla crescita della disoccupazione, corrisponde una diminuzione dell’occupazione. Infatti, l’Istituto, ha registrato un leggero calo degli occupati (-0,1%), mentre il tasso di occupazione rimane stabile al 59,1%. Il trend negativo, non colpisce gli under 35, che risultano essere in aumento di 16 mila unità, bensì gli over 35 (-49 mila occupati). Questo andamento è sintesi della crescita dei dipendenti a termine (+30 mila persone) e della diminuzione sia dei permanenti (-18 mila) sia, soprattutto, degli indipendenti (-44 mila).

Oltre a fare il confronto con il mese di agosto, l’Istituto nazionale di statistica, ha anche analizzato il terzo trimestre del 2019. Rispetto al precedente, l’occupazione, risulta essere più o meno stabile. Nel periodo che va da luglio a settembre, infatti, sono aumentati dello 0,2% i dipendenti permanenti (+27 mila persone con un contratto di lavoro a tempo indeterminato) e dello 0,8% quelli a termine (+25 mila) mentre risultano in calo dell’1,1% gli indipendenti (-59 mila). I segnali positivi sono stati registrati in tutte le classi di età, a eccezione di quella compresa tra i 35 e i 49 anni.
Nel terzo trimestre, alla stabilità degli occupati è associato il calo delle persone in cerca di un lavoro (-1,9%) e, anche se di poco, degli inattivi (-0,1%).

Su base annua, invece, è stato segnalato un trend positivo della percentuale di occupati, che nel 2019 ha una crescita dello 0,5% (111 mila lavoratori in più). Questa crescita è trainata dall’aumento di dipendenti, in particolar modo da quelli permanenti che crescono di 214 mila unità. Per quanto riguarda i lavoratori indipendenti, anche su base annua si registra una diminuzione (-115 mila). In generale, quindi, nel 2019 si è assistito a un calo del 4,8% dei disoccupati e dell’1% degli inattivi. “Dopo la crescita dell’occupazione registrata nel primo semestre dell’anno – spiegano dall’Istituto – e il picco raggiunto a giugno, a partire da luglio i livelli occupazionali risultano in lieve ma costante calo, con la perdita di 60 mila occupati tra luglio e settembre”. Con i dati Istat relativi al mese di settembre, diffusi in contemporanea con quelli Eurostat, l’Italia si attesta la terzultima nazione dell’Unione europea per tasso di disoccupazione. Risultato analogo per quanto riguarda la disoccupazione giovanile all’interno dell’Ue. Il bel Paese è solamente davanti a Grecia (33,2%) e Spagna (32,8%).

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