Istat, l’economia non riparte, Pil +0,2%, nel 2020 +0,6% - QdS

Istat, l’economia non riparte, Pil +0,2%, nel 2020 +0,6%

Gabriele DAmico

Istat, l’economia non riparte, Pil +0,2%, nel 2020 +0,6%

giovedì 05 Dicembre 2019 - 00:00
Istat, l’economia non riparte, Pil +0,2%, nel 2020 +0,6%

Codacons: “Dati che dimostrano lo stallo dei consumi nel Paese”. L'Istat ieri ha diffuso le prospettive per l’economia italiana nel 2019-2020

ROMA – Inflazione in moderato recupero a partire dal 2020, consumi degli italiani stabili, previsto aumento dello 0,2% in termini reali del Prodotto interno lordo, in deciso rallentamento rispetto all’anno precedente (+0,8% nel 2018) e crescita del Pil in lieve accelerazione nel 2020 (+0,6%). È questo il panorama fotografato dall’Istat, che, ieri, ha diffuso le prospettive per l’economia italiana nel 2019-2020.

Nell’anno corrente, la domanda interna al netto delle scorte fornirebbe un contributo positivo alla crescita del Pil pari a 0,8 punti percentuali; l’apporto della domanda estera netta risulterebbe moderatamente positivo (+0,2 punti percentuali) mentre la variazione delle scorte fornirebbe un impulso ampiamente negativo (-0,8%). Nel 2020, il contributo della domanda interna si manterrebbe su livelli simili a quelli dell’anno corrente (+0,7%) la domanda estera netta contribuirebbe ancora positivamente (+0,1%) mentre le scorte fornirebbero un contributo negativo ma di intensità contenuta (-0,2%).

Il ridimensionamento dei costi delle materie prime e del petrolio, risulta evidente lungo la filiera produttiva, la quale subisce dinamiche in tendenziale caduta o forte rallentamento. Male sia i prezzi dei prodotti importati, con tassi di variazione annui che da giugno risultano negativi (-2,3% nel terzo trimestre), sia i prezzi alla produzione sul mercato interno, che hanno subito una caduta, assestandosi a ottobre al -4,1%. Nella media di quest’anno, il deflatore della spesa delle famiglie residenti per consumi finali rallenterebbe dal +0,9% del 2018 al +0,4%. Nel 2020, l’Istat prevede un progressivo recupero dell’inflazione causato principalmente dalla dinamica delle determinanti interne, mentre il contributo inflazionistico della componente energetica è atteso ridursi in linea con le ipotesi di scenario per le quotazioni del petrolio e il tasso di cambio.

Per quanto riguarda i consumi delle famiglie italiane, nel terzo trimestre 2019 hanno seguito un andamento coerente con quello dell’area euro. Dopo la fase di stagnazione della prima parte dell’anno, la spesa delle famiglie sul territorio economico ha segnato un aumento congiunturale nel terzo trimestre (+0,4%) sostenuto dalla vivacità degli acquisti di beni durevoli (+1,9% rispetto al +0,6%), mentre i beni di consumo non durevoli hanno registrato un miglioramento più contenuto e in linea con il trimestre precedente. La spesa delle famiglie per servizi, invece, ha continuato a mostrare un andamento meno vivace (+0,1% rispetto a +0,3%). Sia per il 2019 che per il 2020 è prevista una crescita dei consumi dello 0,6%, accompagnata da una propensione al risparmio e, nel prossimo anno, a un miglioramento del mercato del lavoro. “Il proseguimento della dinamica positiva del mercato del lavoro – fanno sapere dall’Istat – determinerebbe un aumento dell’input di lavoro a ritmi superiori a quelli del Pil (+0,7% in termini di unità di lavoro in entrambi gli anni) mentre il tasso di disoccupazione segnerebbe un deciso miglioramento nell’anno corrente (10%) per poi scendere marginalmente nell’anno successivo (9,9%)”. Nel biennio di previsione, l’occupazione è prevista crescere dello 0,7%, mentre la disoccupazione dovrebbe ridursi con una velocità più contenuta (10% nel 2019 e 9,9% nel 2020). Previsto anche un aumento dei salari e delle retribuzioni lorde per dipendente (+0,7% e +0,6% rispettivamente nel 2019 e nel 2020).

Le prospettive per l’economia italiana per il 2019 e 2020 diffuse dall’Istat sono per il Codacons estremamente preoccupanti. “Dati che dimostrano lo stallo dei consumi che caratterizza il nostro Paese – ha dichiarato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – dove tra le famiglie regna sfiducia e incertezza che portano a rimandare gli acquisti a beneficio del risparmio, con effetti negativi su industria, commercio e Pil. Così l’Italia non riparte, e il Governo deve correre ai ripari. Servono subito misure per rilanciare la spesa degli italiani – ha concluso – a partire della liberalizzazione dei saldi per creare occasioni di acquisto nei negozi durante tutto l’anno”.

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