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La commercializzazione del CBD in Europa: la Corte di Giustizia prende una decisione storica

redazione

La commercializzazione del CBD in Europa: la Corte di Giustizia prende una decisione storica

mercoledì 13 Gennaio 2021 - 17:25

Nessuno stato dell’Unione Europea può vietare la commercializzazione di questo prodotto se questo è stato legalmente prodotto in un altro stato membro

Risale al mese di novembre scorso la decisione significativa della corte di giustizia riguardo al CBD: nessuno stato dell’Unione Europea può vietare la commercializzazione di questo prodotto se questo è stato legalmente prodotto in un altro stato membro.

La notizia è stata accolta positivamente sia dai produttori che dai consumatori di questi prodotti, che crescono ogni giorno di numero. Infatti molti acquistano o si chiedono come e dove acquistare questi prodotti per godere dei loro benefici.

Ci sono molti shop online in cui è possibile trovare una grande varietà di questi prodotti a base di CBD, come ad esempio l’olio di CBD su Justbob, che viene molto utilizzato per la sua grande versatilità. Vediamo però nel dettaglio da cosa è scaturita questa decisione della Corte di Giustizia europea.

Il caso francese che ha dato la spinta

Due imprenditori francesi, B. S. e C. A., amministratori della Catlab SAS, azienda commercializzante sigarette elettroniche contenenti liquido alla canapa e al CBD, hanno subito lo scorso anno un processo penale a loro discapito.

Il problema era che il CBD contenuto in queste sigarette era prodotto in Repubblica Ceca e poi importato e confezionato in Francia. Ciò va contro le regole del paese, infatti c’è un decreto francese risalente al 22 agosto, 1990, e dunque piuttosto datato, che afferma che è possibile commerciare soltanto fibre e semi di canapa, e non altre formulazioni di questo prodotto.

Inoltre, il CBD contenuto in queste fibre e questi semi non deve superare lo 0,20% e questo deve essere misurato secondo le norme e i metodi dell’Unione Europea. È evidente quindi che la linea di azione della Francia sembra essere ancora molto restrittiva a riguardo e non è aggiornata a quelle che sono le rivalutazioni della canapa e le innovazioni del campo.

Tanto più che nel 2018 il Ministero della Giustizia francese ha precisato ulteriormente che l’importazione e l’esportazione della canapa sono autorizzate soltanto qualora questa appartenga alle varietà della Cannabis previste dal decreto, che siano appunto utilizzate soltanto fibre e semi della pianta e che sia la pianta a dover contenere lo 0,20% di CBD, e non dunque il prodotto finito che si otterrebbe da essa.

Questo perché il CBD è contenuto soprattutto nelle foglie e nei fiori della pianta, mentre invece le fibre e i semi ne hanno una concentrazione minore. Sulla base di tutto ciò dunque i due imprenditori sono stati condannati, ma hanno deciso di ricorrere in appello cambiando così le proprie sorti e, di conseguenza, anche quelle del CBD.

Cosa ha deciso la Corte di Giustizia?

I giudicanti hanno sottoposto il caso alla Corte di Giustizia europea. Questa ha stabilito che in questo caso non poteva essere applicata la regolamentazione della PAC, in quanto il CBD non è un prodotto agricolo. Non solo, essa ha anche stabilito che il CBD non è neanche una sostanza stupefacente.

Non è infatti presente nella Convenzione sulle Sostanze Psicotrope e neanche nella Convenzione Unica sugli Stupefacenti. Di conseguenza la Corte di Giustizia ha stabilito che in questo caso possono essere applicati gli articoli 34 e 36 del TFUE che riguardano la libera circolazione delle merci.

La Corte ha sottolineato inoltre che il decreto francese è in contrasto con il diritto dell’Unione, e che in tal caso a prevalere è l’Unione sul singolo stato e ne ha anche evidenziato l’inutile restrittività, in quanto è stato ampiamente ribadito più volte dall’Oms che il CBD ha proprietà benefiche e curative, ed è dunque in base ai dati scientifici che i giudici devono giudicare la situazione e non in base a vecchie superati pregiudizi.

Le proprietà benefiche del CBD

È infatti da tempo che vengono condotti numerosi studi sulla canapa e sul CBD. Studi che hanno dato risultati che hanno completamente ribaltato la visione negativa su questa pianta. Infatti, se nel passato la canapa è stata una fedele alleata dell’uomo in numerosi campi, dagli anni del proibizionismo fino ad oggi essa è stata demonizzata e quasi dimenticata.

Ma i sostenitori della cannabis non si sono arresi, e alla fine sembra che abbiano sempre avuto ragione, in quanto adesso le proprietà benefiche di questa pianta sono note ai più. Essa viene infatti utilizzata per diversi scopi, e di seguito ne indichiamo alcuni:

  • Antidolorifico e antinfiammatorio: il CBD viene prescritto addirittura dai medici, insieme alla cannabis light che lo contiene in diverse percentuali, per combattere i dolori, soprattutto quelli cronici che accompagnano malattie gravi. Ha inoltre effetto antinfammatorio, che diminuisce a sua volta il dolore.
  • Anti-ansia e anti-stress: persone che conducono stili di vita piuttosto stressanti, che soffrono di ansia anche a livello patologico e grave, sembrano trovare molto sollievo con l’utilizzo di prodotti a base di CBD, il quale aiuta anche a conciliare il sonno e ad essere più concentrati e attivi durante la veglia.
  • Contro gravi patologie: anche patologie molto più gravi e pesanti sembrano trarre diversi benefici dal CBD. Tra queste ricordiamo: il Parkinson, la sclerosi, i tumori, il diabete, l’epilessia e tante altre su cui ancora sono in corso numerosi studi scientifici che si spera portino a buoni risultati.

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