La strage del sabato sera di Belpasso, ad Adrano lutto cittadino per i quattro giovani morti - QdS

La strage del sabato sera di Belpasso, ad Adrano lutto cittadino per i quattro giovani morti

Pietro Crisafulli

La strage del sabato sera di Belpasso, ad Adrano lutto cittadino per i quattro giovani morti

lunedì 14 Ottobre 2019 - 09:34
La strage del sabato sera di Belpasso, ad Adrano lutto cittadino per i quattro giovani morti

Il primo cittadino al Qds.it, "Una tragedia che ci ha sconvolti". I funerali si svolgeranno probabilmente mercoledì. La recrudescenza delle morti al ritorno dalle discoteche: tre incidenti in due settimane con undici vittime, 620 dall'inizio del 2019. E 194 erano ragazzi. Occorrono campagne di sensibilizzazione

“Oggi proclameremo il lutto cittadino per la giornata in cui si svolgeranno i funerali di questi quattro poveri ragazzi”.

Lo dice al Qds.it il sindaco di Adrano Angelo D’Agate, che questa mattina tornerà a incontrare i parenti delle quattro vittime dell’incidente di ieri mattina alle cinque sullo svincolo di Belpasso della Catania-Paternò dopo aver trascorso la notte nella discoteca Banacher di Acitrezza.

L’auto spezzata in due dall’impatto

A bordo dell’auto, una Seat Leon, letteralmente spezzata in due dall’impatto con i guard rail, c’erano Lucrezia Diolosà Farinato, 28 anni, Salvatore Moschitta di 20, e due minorenni, Manuel Petronio di 17 anni ede Erika Germana Bozza di 15 anni. Tutti erano di Adrano, così come il guidatore, l’unico sopravvissuto, Giuseppe Cusimano, di 40 anni.

Lucrezia Diolosà Infarinato e Giuseppe Cusimano in una foto tratta dal profilo Facebook della ragazza

L’uomo, compagno di Lucrezia Diolosà Infarinato, è ricoverato in ospedale per una sospetta frattura alla caviglia e contusioni, ed è indagato per omicidio stradale nell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Catania sull’incidente.

E’ stato sottoposto ai prelievi per accertare se avesse assunto alcool o stupefacenti.

D’Agate, “Tragedie che non devono ripetersi”

“Sono tragedie che non devono ripetersi – ha detto il sindaco di Adrano – perché la sicurezza sulle strade è fondamentale. Voglio ricordare che una settimana fa ci fu un altro grave incidente vicinissimo al luogo di quello di ieri mattina presto”.

D’Agate si riferisce a quello in cui morì Antonino Crisafulli, di 65 anni, e rimase ferita sua moglie, ancora ricoverata, con la prognosi riservata, nel Policlinico di Catania.

Il sindaco di Adrano Angelo D’Agate, “La settimana scorsa un altro incidente nello stesso luogo”

I funerali si svolgeranno probabilmente mercoledì

“Siamo ancora sconvolti – ha detto il Sindaco, che stamattina deciderà con la Giunta la data della giornata di lutto cittadino, probabilmente mercoledì – da quanto avvenuto. Adrano, in silenzio e con le lacrime agli occhi, si è stretta attorno ai familiari con un abbraccio fraterno”.

Torna l’allarme sulle stragi del sabato sera

E’ tornato dunque l’allarme sulle stragi del sabato sera. Solo nelle ultime due settimane sette giovani hanno perso la vita di notte sulle strade italiane (4 in un incidente e 3 in un altro), vittime che si aggiungono ai quattro ragazzi morti all’alba a Belpasso, in provincia di Catania.

Ha avuto lo stesso tragico bilancio l’incidente avvenuto il 6 ottobre a Rende in provincia di Cosenza: in un frontale sono morti quattro amici, tutti tra i 18 e 19 anni, mentre una coppia di trentenni è rimasta gravemente ferita. All’origine, forse l’asfalto reso viscido dalla pioggia.

Sarebbe stato invece qualche bicchiere di troppo a provocare l’incidente che il 28 settembre è costato la vita a tre dipendenti di un supermercato a Ferrara, tutti tra i 21 e i 28 anni. Il giovane alla guida, di 24 anni, amico e collega dei tre, è indagato per omicidio stradale plurimo: aveva il tasso alcolico ben oltre il limite.

Tutti i numeri della strage

Secondo i dati di Polizia e Carabinieri dall’inizio dell’anno sono stati 566 gli incidenti mortali avvenuti nei week end (da venerdì a domenica) con 620 morti, 194 dei quali giovani con meno di 30 anni. Un dato in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando i morti furono 588.
In particolare, gli incidenti mortali sulle due ruote sono stati 206, pari al 36,4% del totale.
Quelli avvenuti nella fascia oraria 22-06 sono stati 175 con 203 vittime. In 201 incidenti mortali (il 35,5% del totale) la causa è dovuta alla perdita di controllo da parte del conducente.

Biserni (Asaps), “C’è una recrudescenza”

Di recrudescenza delle stragi del sabato sera parla Giordano Biserni, presidente dell’Asaps, l’associazione nata nel 1991 e che ha portato avanti tante battaglie sul tema: “Fino al 2015 – ricorda – avevamo un osservatorio specifico sulle stragi del sabato sera, poi l’abbiamo chiuso perché tutto ci sembrava rientrato in una dinamica di normalità. Ma ci siamo resi conto, già dall’anno scorso, che c’era un ritorno e che si stava insediando pericolosamente anche al Sud Italia e la strage di questa notte in Sicilia lo dimostra”.

“Per questo – spiega – abbiamo purtroppo deciso di contabilizzare nuovamente gli incidenti, dal primo ottobre. Consideriamo quelli delle 16 ore maledette che vanno dalle 22 del venerdì alle 6 del sabato e dalle 22 del sabato alle 6 della domenica e che coinvolgono under 35”.

Secondo Viabilità Italia, il centro di coordinamento nazionale in materia, tra giugno e agosto Polizia di Stato ed Arma dei Carabinieri sono intervenuti su 20.205 incidenti rispetto ai 19.795 del precedente anno. E il numero delle vittime è passato da 516 a 521, mentre le persone ferite sono passate da 14.385 a 14.533.

Le statistiche di Aci e Istat riferite allo scorso anno dicono che sulle strade italiane si sono registrati 172.553 incidenti con lesioni a persone, che hanno causato 3.334 decessi e 242.919 feriti. Rispettivamente 472 incidenti, 9 morti e 665 feriti, in media, ogni giorno.

In auto dopo alcol, i giovani non percepiscono rischio

I giovani sanno che è pericolo guidare dopo avere bevuto o assunto droghe, ma non percepiscono che questo comportamento rischioso possa riguardarli direttamente: è questa distorta percezione del rischio che è all’origine di tanti incidenti del sabato sera che hanno come vittime giovani e giovanissimi.

Lo indicano anche i dati relativi all’Italia del progetto europeo Espad (European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs), che dal 1995 raccoglie ogni anno tramite questionari dati relativi a circa 20.000 studenti dell’età compresa fra 15 e 19 anni.

“I dati indicano che i giovani sanno che mettersi alla guida dopo aver bevuto o assunto sostanza sia pericoloso”, rileva la coordinatrice dello studio Espad, Sabrina Molinaro, dell’Istituto di Fisiologia clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ifc).

La colpa è del minor numero di campagne di sensibilizzazione

Una delle possibili cause di questa bassa percezione del rischio è, per la ricercatrice, nel fatto che “le campagne di sensibilizzazione sul consumo di droghe e alcol si sono affievolite, forse anche perché ci sono meno risorse disponibili”.

In passato, ha aggiunto, avevano ottenuto buoni risultati le campagne per la riduzione del rischio che prevedevano pulmini gratuiti fuori dalle discoteche o servizi pubblici gratuiti e più numerosi nelle ore notturne. Dallo studio Espad emerge che a mettersi alla guida dopo aver bevuto troppo è il 5% dei giovani, soprattutto i ragazzi (9% contro il 2% delle femmine) e l’1% di essi dice di farlo spesso, più di 10 volte l’anno; considerando poi solo i maggiorenni la media sale al 9%. Dice di essere salito sull’auto guidata da un amico che aveva bevuto in media il 15% degli intervistati (il 17% dei ragazzi e il 13% ragazze) e fra i maggiorenni la percentuale sale al 22%.
Non solo alcool ma anche droghe

“Dicono di percepire il rischio, ma che questo non per loro alcuna importanza”, osserva la ricercatrice. Si mette alla guida dopo avere assunto sostanze, soprattutto cannabis, anche il 6,6% dei maggiorenni contro il 2% minorenni; in media i maschi sono il 6% contro l’1,5% delle femmine.

A sorpresa, i maggiorenni che salgono su auto o moto guidate da chi ha assunto sostanze sono oltre il doppio dei minorenni (il 18% contro il 6%); in media ad adottare questo comportamento sono il 12% dei ragazzi e il 10% delle ragazze.

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