Lavarsi le mani - QdS

Lavarsi le mani

Giuseppe Sciacca

Lavarsi le mani

venerdì 13 Marzo 2020 - 00:00
Lavarsi le mani

La Legge ebraica richiede espressamente che prima di pregare si provveda a lavare le mani

Il rispetto di uno stile di vita ebraico comporta l’osservanza di norme sia di carattere comportamentale che alimentare. Mentre le prime sono note, dettagliatamente, solo a chi osserva un regime di vita coerente con questo credo religioso, quelle attinenti all’alimentazione (kasherut) sono in qualche modo conosciute e vengono praticate laicamente da un più largo numero di persone, anche se solo per ragioni di carattere igienico, per migliorare la salute dell’organismo o per gusto del momento.

La Legge ebraica richiede espressamente che prima di pregare si provveda a lavare le mani, egualmente è richiesto al risveglio, dopo aver comunque dormito, ovviamente prima di consumare un pasto e dopo la conclusione dello stesso, in presenza di alcuni alimenti, dopo esser andati in bagno, ma anche dopo essere stati al cimitero.

Le motivazioni di questo gesto hanno, caso per caso, una diversa logica e un loro significato, che supera e travalica l’utile pratica igienica, quindi si tratta di un atto che ha sempre qualcosa di profondo e mistico. In conseguenza del suo intrinseco valore, questo gesto assume il ruolo di precetto (mitzvot) e va effettuato secondo un preciso rituale. Esiste a questo scopo un’apposita brocchetta per l’acqua, caratterizzata dall’avere entrambi i manici posti sullo stesso lato e ciò per favorire il passaggio da una mano all’altra, mentre si versa l’acqua.

L’obbligo di lavarsi le mani è un precetto antico che ha origini bibliche (Esodo,30:17-21) in quanto era, originariamente, legato al servizio e al rituale dei sacrifici nel Tempio.

Il mantenimento di uno stile di vita che impone il compimento di atti specifici, ai nostri giorni, diviene meglio comprensibile, per i non ebrei, se si considera che l’ebraismo più che essere un complesso sistema teologico di credenze è un modo di vivere proteso a compiere la volontà di Dio. È agevole rilevare, in questa religione, che credenze e cultura si intrecciano più di quanto non accada in altre fedi, con l’effetto che questo procedere di pari passo dello spirito religioso con atteggiamenti molto pratici ha garantito una continuità storica di oltre quattromila anni all’ebraismo e una presenza degli ebrei in quasi tutti Paesi del mondo.

In questi lunghi secoli di storia del popolo e del pensiero ebraico, il precetto di lavarsi le mani ha avuto sempre costante attuazione, rivelando, in epoca in cui non era neanche immaginabile parlare di batteri e virus, la sua grande utilità, all’insaputa di chi assiduamente lo praticava. Infatti, nel corso delle epidemie che nelle varie epoche si sono avute, gli Ebrei hanno affrontato e superato gli episodi morbosi, riportando nelle loro comunità un minor numero di decessi rispetto alla restante popolazione.

In epoche in cui l’esistenza di quanto non visibile a occhi nudo era per il popolo inimmaginabile, così come non era dato comprendere i benefici pratici di questa pratica igienica, l’ignoranza lasciava, spesso, supporre, in osservatori non benevoli, arcani e misteriosi, ma del tutto inesistenti, poteri degli ebrei di governare le nefaste epidemie che periodicamente tornano a presentarsi sulla scena dell’umanità, sorprendendola ogni volta come se si trattasse di qualcosa di conosciuto per la prima volta.

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