Lega Nord, Candiani epura la Maraventano della "mafia buona" - QdS

Lega Nord, Candiani epura la Maraventano della “mafia buona”

redazione web

Lega Nord, Candiani epura la Maraventano della “mafia buona”

lunedì 05 Ottobre 2020 - 16:09
Lega Nord, Candiani epura la Maraventano della “mafia buona”

Il commissario ne chiede le dimissioni e lei le annuncia dopo furiose polemiche. Maria Falcone "indignata". Lo Voi, "sconcertato". Le proteste di Pd e M5s. Grasso aveva chiesto a Salvini di cacciarla. Il capo del Carroccio, "si è spiegata male". Ma poi...

“Ambiguità in politica sul tema mafia sono inaccettabili, per questo mi aspetto dimissioni spontanee dalla Lega di Angela Maraventano”.

E’ arrivata come un fulmine a ciel sereno la richiesta di Stefano Candiani, senatore e segretario regionale della Lega Nord in Sicilia, che ha chiesto la testa dell’ex senatrice del Carroccio Angela Maraventano colpevole di aver parlato di una “mafia buona”.

Secca la replica della pasionaria leghista di Lampedusa: “Sono una persona seria. Accolgo la richiesta di Candiani e lascio il partito, ma andrò avanti nelle mie battaglie contro le mafie africane”.

Salvini, “si è spiegata male“, però…

All’inizio Matteo Salvini aveva tentato di difendere la Maraventano, affermando in tv, quando avevano cominciato a infuriare le polemiche, “Io ero impegnato in altro, ma penso si sia spiegata male”.

A distanza di dodici ore, la presa di posizione di Candiani, evidentemente concordata con il capo del Carroccio: “Dal palco di Catania abbiamo ascoltato delle affermazioni che contengono dei profili di ambiguità che non sono in alcun modo scusabili politicamente, ogni tipo di giustificazione avanzata su questo tema mi sembra francamente insufficiente rispetto alla gravità delle frasi pronunciate e le dimissioni rimangono l’unica scelta possibile”.

Cosa aveva detto la Maraventano

“La nostra mafia ormai non ha più quella sensibilità e quel coraggio che aveva prima. Non esiste più. Perché noi la stiamo completamente eliminando… Perché nessuno ha più il coraggio di difendere il proprio territorio”.

Tra le tante affermazioni incredibili pronunciate durante la “maratona oratoria” organizzata nel corso della (fallimentare) manifestazione organizzata dalla Lega Nord in occasione del processo a Salvini di sabato scorso, quella dell’ex senatrice del Carroccio Angela Maraventano è stata certamente la più grossa.

E com’è ovvio ha suscitato una serie di reazioni, a cominciare da quella del segretario regionale del Partito democratico Anthony Barbagallo.

Barbagallo, “intollerabile”

“Ciò che ha detto l’ex senatrice Angela Maraventano – ha affermato Barbagallo – è semplicemente assurdo, intollerabile e risulta anche difficilmente commentabile. Perché con quelle frasi irripetibili la Maraventano e la Lega Nord hanno offeso la Sicilia, i siciliani , chi combatte ogni giorno Cosa nostra e la memoria di tutti coloro i quali hanno contrastato la mafia a scapito della vita”.

Maria Falcone, indignata dalla Maraventano

Tra le reazioni più forti, quella di Maria Falcone, sorella del giudice ucciso nella strage di Capaci e presidente della Fondazione che del magistrato porta il nome.

“Ho ascoltato, incredula – ha dichiarato – le parole dell’ex senatrice della Lega, Angela Maraventano che ha constatato con rammarico come non esista più la mafia ‘sensibile e coraggiosa’ di un tempo. Che una persona che ha rappresentato lo Stato possa riproporre la trita favoletta della mafia buona mi indigna e mi fa arrabbiare”.

“In questi anni – ha aggiunto – abbiamo pianto decine di donne e uomini delle istituzioni, magistrati, giornalisti, sindacalisti, cittadini comuni uccisi da una criminalità organizzata che ha saputo solo seminare morte, sopraffazione e ingiustizia”.

“La Maraventano – ha aggiunto – è arrivata a dire che la mancanza di sviluppo della nostra Sicilia è da ascriversi al fatto che lo Stato, con una dura battaglia, ha eliminato la mafia, dipingendo una Cosa nostra sensibile e attenta alle esigenze del territorio. Parole senza senso di chi ha dimenticato la lunga scia di sangue che ha sporcato le nostre strade”.

“La mafia – ha sottolineato – non è mai stata buona, non ha mai portato sviluppo e ricchezza. E’ un cancro che continua a essere presente nella nostra terra e va combattuta quotidianamente. Dalle istituzioni, ma anche da ciascuno di noi”.

“Spero – ha concluso Maria Falcone – che i vertici del partito di cui l’ex senatrice è esponente prendano le distanze dalle dichiarazioni vergognose della loro collega”.

Il Procuratore Lo Voi, parole sconcertanti

Molto fermo anche il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi: “Sono dichiarazioni che destano sconcerto e denotano, quantomeno, ignoranza del fenomeno mafioso. Non vale la pena commentarle perché si commentano da sole”.

La Pontida sbagliata

Angela Maraventano, proprietaria del ristorante di Lampedusa “Il Saraceno” (ma nata a San Benedetto del Tronto) era diventata una star a Pontida, dove, vent’anni fa, si era presentata alla corte di Umberto Bossi con la regolare maglietta verde padana e in sovrappiù un foulard dello stesso colore. Quattro anni si era candidata alle europee con il Carroccio raccattando a Lampedusa 360 voti e non arrivando a mille in Sicilia. Ma l’essersi esposta le aveva valso un “seggio sicuro” – in Emilia Romagna – al Senato nelle elezioni del 2008.
In questi anni l’esponente della Lega Nord ha dato vita a manifestazioni tanto vivaci quanto pittoresche contro lo sbarco di migranti a Lampedusa, dove ha anche ricoperto la carica di vice sindaco.
Ma questa volta è incappata nella Pontida sbagliata, quella di una Catania che ha risposto a muso duro alla pretesa “invasione” di Matteo Salvini.

Grasso, Salvini la cacci

“Salvini – ha aggiunto su Facebook il senatore Pietro Grasso (LeU) – voleva spiegarmi l’antimafia, mentre dal palco la leghista Maraventano parlava di coraggio e sensibilità della mafia di un tempo, una vecchia leggenda tanto cara ai peggiori mafiosi”.

“Salvini – ha concluso Grasso – condivide o la caccia?”.

Salvini e Musumeci condannino la Maraventano

“La Maraventano – ha sottolineato la segretaria della federazione palermitana di Articolo Uno Mariella Maggio – a Catania è stata applaudita con calore mentre, nostalgica, esaltava la mafia, e questo rende tutto ancora più triste e allarmante”.

Per questo Mariella Maggio si è chiesta cosa stiano aspettando la Lega Nord e in particolare Matteo Salvini “per stigmatizzare le parole di Angela Maraventano”.

E non soltanto il Carroccio, ma anche gli altri esponenti della destra, come il presidente della Regione Nello Musumeci: “non ha nulla da dire ai suoi alleati venuti dal nord?”.

Martello, parole che umiliano Lampedusa

“Da Lampedusano, prima ancora che da sindaco, prendo le distanze nel modo più netto dalle parole inneggianti alla mafia: parole gravi, offensive, pericolose, che fanno capire che davvero qualcuno a Lampedusa ha perso il senso del limite e della decenza”.

Nel commentare le dichiarazioni dell’esponente lampedusana della Lega Nord, che in passato è stata anche vicesindaco delle Pelagie, il sindaco-pescatore dell’Isola simbolo dell’accoglienza ai migranti, Totò Martello, è stato durissimo.

“Ma come – si è chiesto – si possono dire certe cose? Come si può parlare di ‘sensibilità’ e di ‘coraggio’ della mafia? Che insegnamento stiamo dando ai nostri ragazzi? Queste parole umiliano un’intera comunità. Il nome di Lampedusa deve continuare a essere associato all’idea di Pace, solidarietà, turismo, natura, bellezza. Deve essere associato alla passione e al coraggio dei nostri pescatori. Perché questa è la vera Lampedusa”.

Fratoianni, la mafia buona non esiste

”‘La mafia non ha più quel coraggio che aveva prima’: questa è Angela Maraventano, ex parlamentare della Lega Nord di Lampedusa e queste parole fanno parte del suo intervento dal palco dell’adunata leghista di Catania. Parole assurde e inaccettabili.”

Lo ha affermato il portavoce nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni.
“La “mafia buona” non esiste – ha sottolineato l’esponente di Leu – e chiunque sostenga il contrario ne è complice. Salvini non ha nulla da dire?”

Andrea Orlando, parole disgustose

“La mafia – ha scritto in un tweet Andrea Orlando, vicesegretario del Pd – non ha mai avuto né coraggio né sensibilità. Ha ucciso donne e bambini, lavoratori inermi, servitori dello stato sin dai suoi albori. Sempre servizio dei potenti e contro la povera gente. Criminali senza onore. Le parole della signora Maraventano sono disgustose”.

M5s, parole vergognose

“Le parole dell’ex senatrice leghista Angela Maraventano – hanno scritto in una nota i deputati del M5s in Commissione giustizia – sono inaccettabili e vergognose, ed è gravissima e preoccupante la difesa d’ufficio abbozzata, nel tentativo di gettare acqua sul fuoco, da Matteo Salvini, tanto più se si considera che questa difesa proviene da un ex ministro dell’Interno. Dire che le mafie ‘non hanno più quel coraggio e quella sensibilità che avevano prima’ è un abominio, Salvini, invece di minimizzare, o peggio speculare, dovrebbe intervenire con risolutezza”.

Maraventano, “frase infelice, anzi no”

A fronte della dichiarazione tesa a minimizzare l’episodio da parte di Salvini e del mutismo assoluto degli altri esponenti della destra, Angela Maraventano, ha cercato di replicare con quella doppiezza che spesso caratterizza la comunicazione della Lega Nord.

“Ho voluto solo scuotere le coscienze della gente – ha detto all’inizio – sul fatto che stiamo assistendo a una ‘invasione’ da parte dei migranti, con un governo complice. Ma tutto questo non vuol dire certamente che sono a favore della mafia, per me parla la mia storia”.

Così, all’inizio, la Maraventano ha affrontato le polemiche seguite al suo intervento choc.

“La mafia? E’ nigeriana!”

“E’ stata una frase infelice – ha aggiunto – dettata dalla rabbia e dal momento terribile che sta vivendo il nostro Paese. Ma io mi sono sempre battuta contro tutte le mafie, a cominciare da quella nigeriana”.

“Non credevo – ha scritto qualche ora dopo su Facebook – che si dovesse puntualizzare che io Angela Maraventano, sono contro ogni mafia. Ma dato gli ultimi attacchi contro la mia persona ritengo sia doveroso spiegarmi meglio per eliminare ogni equivoco furbescamente innescato dalla sinistra”.

Dimenticando che Maria Falcone, il procuratore Lo Voi e tante altre persone che si sono indignate per le sue parole non possono essere catalogate come esponenti politici.

Le mafie d’importazione

Nello stesso post Maraventano accusa genericamente tutti di “importare le nuove mafie: la mafia nigeriana della prostituzione, la mafia tunisina delle droghe, la mafia libica dei trafficanti di esseri umani”.

E, in un italiano impervio, ha ricordato le sue attività di “resistenza” agli sbarchi a Lampedusa, dove, con uno sparuto numero di “fedelissimi”, concludendo: “vent’anni fa scelsi la Lega perché furono gli unici a rispondere ai miei accorati e bisognosi appelli”

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