Linea dura sui furbetti del vaccino, si rischia il licenziamento - QdS

Linea dura sui furbetti del vaccino, si rischia il licenziamento

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Linea dura sui furbetti del vaccino, si rischia il licenziamento

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lunedì 25 Gennaio 2021 - 18:40

L'assessore alla Salute, Ruggero Razza, secondo quanto si apprende, ha dato indicazioni ai dirigenti di avviare severi accertamenti sulla questione e di disporre anche il licenziamento

La Regione Siciliana ha deciso l’applicazione della “linea dura” nei confronti dei cosiddetti “furbetti” del vaccino anti Covid, persone che hanno fatto la prima dose senza essere in lista.

L’assessore alla Salute, Ruggero Razza, secondo quanto si apprende, ha dato indicazioni ai dirigenti di avviare severi accertamenti sulla questione e di disporre, in caso emergessero irregolarità da parte di dipendenti regionale, le sanzioni previste, dalla segnalazione alla commissione di disciplina al licenziamento.

Per i ‘”furbetti” del vaccino anti Covid, che hanno fatto la prima dose senza essere in lista, “non c’è la possibilità” di fare il richiamo, perché “non ne hanno titolo e quindi sarebbe come diventare loro complici o avallare questo comportamento”, ha detto il governatore Nello Musumeci.

“Ferreo monitoraggio sulla somministrazione dei vaccini, specialmente sulle dosi avanzate, per evitare scelte discrezionali o, peggio, somministrazioni ai furbetti”. Lo chiede in un’interrogazione il M5S, primo firmatario Salvatore Siragusa.

“Troppe – dicono i componenti della commissione Salute di palazzo dei Normanni, Siragusa, Francesco Cappello, Giorgio Pasqua e Antonio de Luca – sono le notizie rimbalzate in questi giorni sulle pagine dei giornali che raccontano di anomale somministrazioni per ‘salvare’ dosi di vaccino scongelate ma non inoculate. È ovvio che in assenza di direttive chiare e univoche casi come quello del Ragusano e di Petralia, solo per citare i più eclatanti, sono destinati a ripetersi e a moltiplicarsi, finendo con l’aprire pericolosissime maglie agli immancabili furbetti, cosa che va evitata a tutti i costi”.

“È evidente – afferma Siragusa – che le dosi scongelate, ma non inoculate per i motivi più disparati, non possono andare perdute, è altrettanto evidente, comunque, che non è ammissibile lasciare all’arbitrio di chi ha in carico i vaccini la scelta dei soggetti sostitutivi cui inocularle. Questi soggetti devono in ogni caso rientrare tra le categorie previste dal piano strategico nazionale e dalle successive disposizione del dipartimento regionale per le attività sanitarie. Razza e Musumeci si adoperino perché ciò accada sempre e comunque”

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