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Mafia, blitz contro il clan Cintorino, 31 provvedimenti

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Mafia, blitz contro il clan Cintorino, 31 provvedimenti

martedì 18 Giugno 2019 - 09:09
Mafia, blitz contro il clan Cintorino, 31 provvedimenti

L'operazione Isola Bella è condotta dalla Guardia di Finanza di Catania. Le mani della cosca sul business delle barche da diporto, sotto Taormina e delle escursioni turistiche. Due sfuggiti all'arresto

Blitz della Guardia di finanza di Catania contro il clan mafioso Cintorino, legato alla cosca Cappello e alla “famiglia” Santapaola-Ercolano e attivo a Calatabiano, nel Catanese, e nel Messinese tra Giardini Naxos e Taormina.

Nel corso dell’operazione denominata Isola Bella, l’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa per 31 persone, quattro delle quali donne. Ventinove le persone arrestate.

Gli arrestati

Due indagati sono riusciti a sfuggire all’arresto.

Gli arrestati sono Mario Pace, di 60 anni, e i figli Antonio e Giuseppe, di 30 e 39 anni, Pasqualino Bonaccorsi, di 36, Agnese Brucato, di 50 compagna di Mario Pace, Domenico Calabrò, di 24 Fortunato Cicirello, di 50, Giuseppe D’Arrigo, di 46, Gaetano Di Bella, di 59, Rosario Di Stefano, di 59, Luigi Franco, di 31 Gaetano Grillo, di 51 Giuseppe Leo, di 34, Salvatore Leonardi, di 51,Silvestro Macrì, di 30.

Destinatari dell’ordinanza anche Giuseppe Messina, di 36 anni, Mario Moscatt, di 54, Paolo Muzio, di 44, Francesco Pistorio, di 39, Carmelo Porto, di 62, Francesco Porto, di 28 Rino Marcello Rocco, di 60, e Gaetano Scalora, di 56.

Arrestati anche Damiano Sciacca, di 33 anni, Emanuele Sorrentino, di 46, Sebastiano Trovato, di 66, Carmelo Bonaccorsi, di 33, Arianna Cardillo, di 23, Emmanuela e Francesca Colosi, entrambi di 36 anni, e Giuseppe Timpanaro, di 58.

Escursioni in mano alla mafia

Da anni le escursioni turistiche effettuate con le barche da diporto da piccoli imprenditori nel tratto di mare davanti all’Isola Bella di Taormina, sia a destra che a sinistra, erano oggetto di pesanti infiltrazioni mafiose. Il giro d’affari d’estate era di circa ventimila euro al giorno e gli esercenti l’attività, vittima di estorsione ed erano costretti a cedere quotidianamente una parte dei loro guadagni, che il clan Cintorino condivideva gli affari con esponenti della famiglia Santapaola – Ercolano.

E’ quanto emerso dall’operazione della Guardia di finanza di Catania, denominata Isola Bella, portata a termine stamane contro il clan mafioso Cintorino, legato alla cosca Cappello e attivo a Calatabiano e nel Messinese tra Giardini Naxos e Taormina, dove è dedito a traffico di droga, estorsioni e usura.

L’operazione ha fatto luce su quello che gli investigatori hanno definito un “allarmante radicamento mafioso nel tessuto economico – imprenditoriale – sociale dei territori di Calatabiano e Giardini Naxos che soffocava il libero esercizio di imprese ed inquinava il settore turistico”.

Chi è Mario Pace

Tra i destinatari dell’ordinanza Mario Pace, storico componente del clan Cappello già condannato all’ergastolo, durante i permessi premio organizzava summit, dava disposizione e ribadiva la propria egemonia nel sodalizio.

Con il provvedimento è stato inoltre sequestrato un patrimonio societario di pertinenza del clan Cappello – Cintorino e dei gruppo Santapaola – Ercolano per un valore complessivo di oltre un milione di euro: una società di noleggio di acquascooter, la Luxury Jet, il bar Etoile, il lido balneare Recanati Beach, entrambi a Giardini Naxos, e una ditta che si occupava della preparazione del cantiere edile e sistemazione del terreno, la Leonardi Scavi.

Tra gli episodi di usura alcuni gravi, con tassi di interesse che variavano dal 120% al 450%.

“Lo Stato è forte”

“Apparentemente vi sono delle debolezze nel sistema. Mario Pace, condannato all’ergastolo, beneficia di permessi premio di cui approfitta per continuare ad avere rapporti e organizza summit e si avvale della complicità della moglie per portare ordini fuori. Queste sono ovviamente delle lacune, ma quando lo Stato è forte possono diventare dei punti di forza perché ci hanno consentito di monitorare la sua attività di criminale in questi momenti”.

Lo ha detto il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro parlando con i giornalisti durante la conferenza stampa sull’operazione.

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