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Mafia, blitz dei Carabinieri a Catania, Milano, Lecce

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Mafia, blitz dei Carabinieri a Catania, Milano, Lecce

giovedì 17 Settembre 2020 - 07:30
Mafia, blitz dei Carabinieri a Catania, Milano, Lecce

L'ordinanza emessa dal Gip per l'operazione "Iddu" riguarda ventidue indagati - uno sfuggito alla cattura - del clan Santapaola-Ercolano e accusati di droga ed estorsioni. Colpiti il boss La Motta e il "killer delle carceri" Marano, accusati di omicidio

Carabinieri del comando provinciale di Catania hanno eseguito, non solo nella zona etnea ma anche nelle province di Milano e Lecce, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip nei confronti di ventuno persone, indagate, a vario titolo, per associazione mafiosa, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e lesioni, con l’aggravante del metodo mafioso.

L’operazione “Iddu”

L’operazione, denominata “Iddu”, ha permesso di colpire molti appartenenti al gruppo della famiglia di Cosa Nostra catanese Santapaola – Ercolano che opera a Riposto e Giarre, sulla riviera dl Catanese.

La direzione e gestione del clan era riconducibile a Benedetto La Motta, di 62 anni, tra i destinatari del provvedimento restrittivo, indicato da più pentiti come referente del clan catanese, coadiuvato da alcuni fedelissimi tra i quali Antonino Marano di 56 anni, noto come il “killer delle carceri”.

La moglie diventata capomafia

A seguito dell’arresto di La Motta, gli sarebbe subentrata la moglie, Grazia Messina non solo avrebbe ricevuto i proventi delle estorsioni ma dimostrato di saper amministrare anche la giustizia criminale commissionando il pestaggio di uno dei rapinatori di un negozio “protetto” dal clan.

Tutti i nomi degli indagati

Oltre che Benedetto la Motta, Grazia Messina e Antonino Marano, i destinatari dell’ordinanza cautelare sono Giovanni Bonaccorso, di 46 anni, Abedelmajid Boualloucha, di 27, Giuseppe Campo, di 46, Ornella Cartia, di 68, Paolo Castorina, di 37, Giancarlo Leonardo Cucè, di 42, Andrea La Spina, di 37.

Tra gli indagati anche Graziano Leotta, di 52 anni, Cateno Mancuso, di 49, Massimiliano Mancuso, di 25, Salvatore Marletta, di 47, Davide Patanè, di 38, Salvatore Patanè, di 49, Liborio Previti, di 39, Giovanni Russo, di 31, Andrea Sapienza, di 46, Agatino Tuccio, di 54, Gaetano Zammataro, di 33.

Dei ventidue destinatari del provvedimento, quattordici sono stati rinchiusi nelle carceri di Catania, Siracusa, Messina, Caltanissetta, Milano e Lecce. A sette il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere. Uno, infine,
è riuscito a sfuggire all’estero ed è ricercato.

Anche mandanti e autori di un omicidio

Tra gli indagati mandanti e autori dell’omicidio di Dario Chiappone, ucciso nell’ottobre del 2016: La Motta e Marano erano infatti stati raggiunti recentemente da una ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’efferato delitto.

Le indagini hanno consentito di documentare le intimidazioni e i pestaggi commessi dagli indagati per imporre il controllo mafioso del territorio.

Un’ingente volume di affari illegali

Gli investigatori hanno ricostruito l’ingente volume d’affari illegali, il sistema di gestione delle piazze di spaccio h 24, le modalità di approvvigionamento e cessione di cocaina, marijuana e hashish e il mantenimento degli affiliati detenuti.

Tra le attività del clan anche le estorsioni ai danni di commercianti, nessuna delle quali è stata denunciata dalle vittime.

Durante le indagini sono state arrestate in flagranza di reato di detenzione di droga dieci persone e sono stati sequestrati 210 di marijuana, 320 grammi di cocaina, 40 grammi di hashish, una piantagione con 170 piante di canapa indiana, quattro proiettili calibro 7.65 e 4.715 euro in contanti.

L’operazione dei Carabinieri si inserisce nell’ambito di una precisa attività di contrasto avviata d’intesa con la Dda della Procura di Catania nei confronti dei Santapaola-Ercolano sia nel capoluogo che in provincia.

E questo attraverso l’impiego delle componenti investigative altamente specializzate per il contrasto alle infiltrazioni del sodalizio nel settore delle attività economiche, nonché delle compagnie dell’Arma per la disarticolazione di gruppi mafiosi.

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