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Manifestazione per i diritti dei custodi dell’ex istituto musicale Bellini

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Manifestazione per i diritti dei custodi dell’ex istituto musicale Bellini

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giovedì 16 Settembre 2021 - 18:09

Si terrà domani 17 settembre, dalle ore 9.30 alle 12,30 un sit-in in piazza Università a Catania indetto dalla Fsi-Usae (Federazione Sindacati Indipendenti organizzazione costituente della confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei) che torna a manifestare per difendere i diritti dei custodi dell’ ex istituto musicale “V. Bellini”, licenziati ingiustamente. 

I servizi di vigilanza, infatti, sono ancora assegnati alla Pubbliservizi e le soluzioni prospettate dal sindaco Pogliese nell’ultimo incontro di marzo non sono state ancora adottate.

Sono trascorsi più di due anni da quando, il 30 settembre 2018, sono stati licenziati 7 giovani dipendenti di una ditta appaltatrice che si occupava del servizio di vigilanza all’istituto Bellini, sostituiti dal personale della Pubbliservizi.

Impegni e rassicurazioni in questi anni dall’Assessore Fabio Cantarella e dall’Assessore Barbara Mirabella prima, che avevano annunciato nelle sedi istituzionali di ricollocare gli ex lavoratori, poi svaniti nel nulla e dal Sindaco Salvo Pogliese il 31 marzo scorso in un incontro a Città Metropolitana. Oggi questi lavoratori sono ancora disoccupati.

“Siamo davanti ad una situazione scandalosa – denuncia Calogero Coniglio, segretario regionale Fsi-Usae. – ad una arroganza padronale senza precedenti che mira a colpire in maniera scientifica i più deboli. Mi sono chiesto visti questi molteplici e drammatici licenziamenti se la Sicilia si trovi o no in Italia. A questa domanda mi sono risposto da solo: si la Sicilia si trova in Italia, ma, qui non si seguono i principi della costituzione.

I nostri politici a parole sono molto bravi, infatti subito dopo i licenziamenti hanno annunciato che si sarebbero impegnati per aiutare le 7 persone licenziate.

Si sono completamente dimenticati dei lavoratori che sono oramai più di 2 anni fuori dal lavoro e che ormai hanno terminato gli armonizzatori sociali. Non so come andranno le cose, ma se guardiamo indietro nel tempo non c’è da aspettarsi nulla di buono.

Mi auguro solo che il Sindaco, principale attore della vicenda, agisca con giustizia, qui stiamo parlando di persone e di famiglie: basta con le parole c’è bisogno di fatti e basta con le scelte guidate da tornaconti politici, bisogna avere rispetto di tutti, perché, per quando riguarda il lavoro abbiamo tutti gli stessi diritti. Il Comune di Catania, Città Metropolitana e l’ex istituto musicale “V. Bellini” non possono più far finta di nulla e girarsi dall’altra parte: una simile condotta prolungata nel tempo è gravemente mancante di rispetto nei confronti dei diritti dei lavoratori. Essi hanno, infatti, una responsabilità in solido, oltre che etica e politica”.

“Una vertenza lunga – dichiarano Calogero Coniglio, Maurizio Cirignotta, Salvatore Bellia, rispettivamente segretario regionale e territoriale Catania e componenti della segreteria territoriale della Fsi-Usae – In questi due anni, abbiamo organizzato numerosi sit-in, incontri in Prefettura, all’Ispettorato del lavoro e al Centro per l’Impiego, al Tribunale del lavoro, senza mai abbassare la guardia.

Dopo tante promesse non mantenute, speranze e delusioni, assistendo ad uno scaricabarile vorticoso con rari precedenti. Un rimpallo di responsabilità, in cui sono state chiamate in causa numerose istituzioni attraverso proteste, denunce alla Procura e alla Corte dei Conti, a Citta Metropolitana, all’istituto musicale e alla Prefettura. Ma a farne le spese, sono stati i 7 dipendenti licenziati ingiustamente. Un grido di aiuto rimasto inascoltato”.

“Alla luce di questi fatti – concludono – abbiamo chiesto un ulteriore incontro con il Sindaco Pogliese e non avendo avuto alcuna comunicazione la Fsi-Usae ha indetto il sit-in di protesta contro i licenziamenti dei 7 custodi dell’ex istituto musicale “V. Bellini” per capire insieme al Sindaco e la sua giunta se è possibile ridare un po’ di dignità alle persone che sono state licenziate”.

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