“Maria Ausiliatrice e San Domenico Savio” Caritas di Catania al fianco dei bisognosi - QdS

“Maria Ausiliatrice e San Domenico Savio” Caritas di Catania al fianco dei bisognosi

redazione

“Maria Ausiliatrice e San Domenico Savio” Caritas di Catania al fianco dei bisognosi

mercoledì 22 Luglio 2020 - 00:00

CATANIA – Sparirà con me ciò che trattengo, ma ciò che avrò donato resterà nelle mani di tutti! Scriveva così il bengalese Rabindranath Tagore (premio nobel per la letteratura nel 1913) e mai come adesso la Caritas della parrocchia “Maria Ausiliatrice e San Domenico Savio” – stradale San Giorgio 7 , Catania – ha fatto sue queste parole.

È il 9 Marzo quando il premier Conte annuncia il lockdown : l’Italia si ferma. In un corto circuito informativo e comunicazionale tra Regioni e Istituto Superiore di Sanità, tra bollettini di “guerra” e saracinesche mestamente abbassate, c’è un popolo impreparato e disperato che piange le sue vittime e si preoccupa per il futuro più imminente. Al Sud, dove tra lavoro precario, “in nero” e soglia di povertà non indifferente, il dramma è acuito, se non esasperato, ma se è vero che è nel momento del bisogno che si vede l’umanità, allora, così come al resto d’Italia fortunatamente, al mezzogiorno va un grosso applauso. Commovente Napoli con il suo “panaro solidale” corredato da “chi può metta, chi non può prenda”, o Palermo con l’iniziativa “spesa con il cuore” , insomma il Coronavirus, questo mostro invisibile, ha provato a rubarci tutto, ma non la solidarietà.

È in quest’ottica di aiuto e sostegno al più debole che la Caritas parrocchiale “Maria Ausiliatrice e San Domenico Savio”, capitanata da Padre Fabio Vassallo e Stanislao Monfreda e da una squadra instancabile di volontari, non ha dimenticato i suoi assistiti durante i giorni bui del lockdown . Muniti di guanti, mascherine, rispettando la distanza sociale, forse sarebbe meglio dire fisica, hanno fornito la consueta spesa e soprattutto infuso tanto coraggio con i loro sorrisi, perché non basta nutrire il corpo, ma anche l’anima, ora più che mai affamata d’amore.

Se il virus, la pandemia provano a schiacciarci noi ricordiamoci di restare umani, come ci insegna Papa Francesco, suo il pensiero: “Chiediamo al Signore, per ognuno di noi, occhi che sanno vedere oltre l’apparenza; orecchie che sanno ascoltare grida, sussurri e anche silenzi; mani che sanno sostenere, abbracciare, curare.”

Ausilia D. Costanzo

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