TERMINI IMERESE (PA) – Un mese terribile, che i cittadini sperano di potersi lasciare alle spalle il prima possibile. Marzo 2019 sarà probabilmente ricordato, nella storia della cittadina termitana, come uno dei periodi più bui di sempre, conclusosi – almeno si spera – lo scorso fine settimana con le dimissioni del sindaco Francesco Giunta. Il primo cittadino, eletto in una lista civica di centrodestra, ha infatti lasciato l’incarico a quasi due anni dall’elezione, avvenuta il 26 giugno del 2017.
Le ultime settimane sono state segnate da alcune inchieste giudiziarie condotte dalla locale Procura: in primo piano la nuova crisi provocata dagli arresti dei vertici della Blutec, la società che ha rilevato l’ex stabilimento Fiat. Poi l’inchiesta che ha coinvolto 96 politici, fra i quali proprio il sindaco di Termini Imerese, indagato per voto di scambio e peculato, quest’ultimo reato in relazione a un presunto uso privato dell’auto di servizio del Comune.
“Come sapete – ha scritto Giunta in una nota pubblicata sulla pagina Facebook personale – nei giorni scorsi ho ricevuto insieme a 96 persone un avviso di garanzia. A oggi non ho avuto il tempo di acquisire la documentazione. Ho la coscienza a posto. Sono certo di dimostrare la mia estraneità dei fatti contestati”.
“Mi sono dimesso con grande dolore – ha aggiunto l’ormai ex sindaco – visto che stavamo ottenendo ottimi risultati. Ma l’ho fatto perché così riuscirò meglio a difendermi da una serie di attacchi personali violenti di questi ultimi giorni. Devo ringraziare tutti gli assessori, i consiglieri comunali i dipendenti comunali per il lavoro svolto”.
“Ho grandissimo rispetto per la Magistratura – ha concluso Giunta – sia quella inquirente che giudicante. Non è una frase fatta. Sono avvocato e tornerò a fare l’avvocato. Non sono mai stato duro negli attacchi. Sono fatto così. Ho rispetto per la persona umana. Profondo rispetto. Quel rispetto che qualcuno che con i capelli bianchi dovrebbe avere, godendosi una lauta pensione e non gettare e continuare a spargere veleno”.
