Ars, rimpasto, Miccichè, “Non mi preoccupa l’intesa tra Lega e Mpa” - QdS

Ars, rimpasto, Miccichè, “Non mi preoccupa l’intesa tra Lega e Mpa”

Raffaella Pessina

Ars, rimpasto, Miccichè, “Non mi preoccupa l’intesa tra Lega e Mpa”

martedì 22 Dicembre 2020 - 00:13
Ars, rimpasto, Miccichè, “Non mi preoccupa l’intesa tra Lega e Mpa”

Il Presidente dell'Assemblea lo ha detto durante i tradizionali auguri di fine anno. “Nessuno in Forza Italia ha chiesto di cambiare l'assetto della Giunta regionale, ma solo luna maggiore rappresentatività di certe province"

PALERMO – Il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, ha incontrato ieri mattina la stampa parlamentare per i tradizionali auguri di fine anno. È stata l’occasione per fare il punto della situazione sui lavori all’Ars, ma anche per discutere gli equilibri politici, ancora una volta in evoluzione. Per la seconda volta la Lega e gli Autonomisti si sono alleati (la prima volta era stato quattordici anni fa tra Umberto Bossi e Raffaele Lombardo). Una alleanza che si fa ancora più forte dopo la conclusione delle vicende giudiziarie dei Lombardo padre e figlio, quest’ultimo deputato regionale a Palazzo dei Normanni.
Alla seconda alleanza non ha aderito il governatore Musumeci che con il suo movimento Diventerà Bellissima e Forza Italia si pone come ala moderata nel centrodestra.

Alla domanda dei giornalisti se questa alleanza Lega – Mpa potesse turbare la maggioranza, Miccichè ha risposto d’essere sereno: “Credo che questa coalizione, tranne che ci sia un terremoto – ha detto il presidente dell’Ars – vincerà anche le prossime elezioni regionali. L’accordo tra Lega e il Mpa di Di Mauro, non mi preoccupa anzi è importante anche per elezioni nazionali”.

Per Miccichè nessun rimpasto di giunta, ma solo una richiesta di Forza Italia di modifica dell’assetto assessoriale, perché ci sono province che devono avere la possibilità di essere rappresentate in giunta. Nel corso della conferenza stampa sono stati snocciolati i numeri di quanto è stato fatto. “31 leggi contro le 28 dell’anno passato – ha detto Miccichè – 14 di iniziativa parlamentare e 17 governativa: questa volta quelle di iniziativa governativa non sono state solo di bilancio, quindi si è cominciato a fare le riforme. Il presidente Musumeci dice che quella sui rifiuti è ferma all’Ars da un anno, è vero: ma se non si trova un accordo politico non si può votare, essendo una proposta molto complessa”.

Solo il 5% degli articoli delle leggi varate dall’Ars è stato impugnato, l’Anno scorso era il 9%. Il presidente ha parlato anche di risparmi: “Complessivamente negli ultimi anni abbiamo risparmiato 25 milioni e in questa legislatura siamo a 10 milioni”. Criticata da Miccichè la tendenza a diminuire gli stipendi: “Guai a chi guadagna, ormai chi ha stipendi più alti si deve vergognare a dirlo. La pianta organica dell’Ars è carente, se ne sono andate 46 persone prima dei tetti agli stipendi: l’Ars così ha perso personale ma paga pensioni elevate. Gli 11 ragazzi che hanno vinto il concorso guadagneranno 1.200-1.400 euro. Appena troveranno di meglio se ne andranno. Questa attività di diminuire gli stipendi, di diminuire tutto è un grave danno per il Paese, così non si crea la classe dirigente. è così: siamo casta, e andiamo puniti per il solo motivo di esistere. Pazienza”.

Per Miccichè la abolizione del voto segreto non è una priorità e lo considera “un’abitudine più che un errore” e che proverà comunque ad abolirlo. Sul rapimento dei marittimi di Mazara del Vallo il presidente dell’Ars si è detto convinto che si è trattato di un problema diplomatico e che c’è stato l’interessamento di altre Nazioni per la loro liberazione.

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