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Migliorare l’assistenza ospedaliera geriatrica

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Migliorare l’assistenza ospedaliera geriatrica

mercoledì 15 Gennaio 2020 - 00:00
Migliorare l’assistenza ospedaliera geriatrica

Sigg e Sigot indicano la strada alle istituzioni. Il numero dei posti letto in geriatria non è sufficiente a reggere il numero di over 65 e 75 che hanno bisogno di cure.

in collaborazione con ITALPRESS

ROMA – L’Italia è uno dei Paesi più “attempati” del mondo. Dati alla mano, ci sono 168,9 over 65, ogni cento giovani: un indice di vecchiaia che segna il nuovo record nazionale, come emerso dal Rapporto Istat 2019. Una longevità che implica anche un importante aumento del numero assoluto di over 75 con malattie croniche, che spesso rendono indispensabile il ricorso agli ospedali, con 1,3 milioni di ricoveri all’anno e una degenza media di nove giorni.

Ma il numero dei posti letto in geriatria, appena 3.560, non è sufficiente a reggere l’onda d’urto, e anche la gestione nei Pronto soccorso di questi malati “fragili” mostra criticità: nonostante il ricorso al Pronto soccorso e il successivo ricovero ospedaliero siano quasi sempre appropriati negli anziani, mancano corsie preferenziali per questi pazienti, spesso non in grado di attendere le cure, magari prestate su una barella. Infine, sono appena 2.500 i geriatri, specialisti vocati alla gestione mirata ed efficace di pazienti particolarmente complessi e in grado di ridurre il rischio di mortalità e peggioramento della disabilità.

Per queste ragioni la Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg) e la Società italiana di geriatria ospedale e territorio (Sigot), lanciano l’allarme e chiedono che venga accresciuta la disponibilità di posti letto di geriatria e vengano implementati nei Pronto soccorso i percorsi dedicati ai pazienti geriatrici. Occorre inoltre istituire la figura dell’infermiere di emergenza geriatrica, debitamente formato, e aumentare il numero dei posti di specializzazione in geriatria.

Tutte indicazioni già messe nero su bianco nel documento “Il ricorso dei pazienti geriatrici al Pronto soccorso e al ricovero ospedaliero”, predisposto da un gruppo tecnico istituito presso il ministero della Salute con la partecipazione dei rappresentanti delle due società scientifiche. Documento trasmesso il 28 marzo del 2018 dal ministero alla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, con l’obiettivo di approdare alle Conferenza Stato-Regioni per essere definitivamente approvato ma che, incomprensibilmente, a quasi due anni di distanza è ancora in attesa di essere calendarizzato in Conferenza Stato-Regioni.

La Sigg e la Sigot si appellano al ministro della Salute Roberto Speranza e al presidente delle Regioni Stefano Bonaccini perché accelerino l’iter per l’approvazione del documento. “Ogni anno – spiegano Raffaele Antonelli Incalzi e Filippo Luca Fimognari, rispettivamente presidente di Sigg e Sigot -cresce il numero assoluto di grandi anziani e quindi anche di anziani malati che si rivolgono in modo del tutto appropriato al Pronto soccorso e all’ospedale. Gli accessi, alla base della maggior parte dei ricoveri, si attestano tra i 230 e 300 per mille abitanti nell’arco di età che va da 40 a 69 anni per poi impennarsi, superando i cinquecento per mille tra 75 e 80 anni. E all’aumento dell’età corrisponde anche il carico di molteplici malattie e disabilità: per questo i medici di Pronto soccorso, quando decidono di ricoverare gli anziani, lo fanno a ragion veduta, trattandosi quasi sempre di pazienti in condizioni gravi. La gestione del paziente è però particolarmente complessa, a fronte dell’esiguità dei posti letto geriatrici disponibili. Le indicazioni fornite dal Documento di indirizzo ministeriale permetterebbero di migliorare sensibilmente l’assistenza a questi pazienti e alleggerire il carico di lavoro del Pronto soccorso”.

Diventa quindi strategico che il documento stilato dal ministero della Salute – il quale contiene preziose proposte di organizzazione sanitaria finalizzate a migliorare l’assistenza ospedaliera geriatrica – venga approvato al più presto: “Il rischio – concludono Antonelli Incalzi e Fimognari – è che si perda una preziosa occasione per migliorare l’ assistenza sanitaria agli anziani in Ospedale, proprio in un momento in cui l’affollamento del Pronto soccorso è divenuta un’ emergenza sanitaria nazionale, soprattutto come conseguenza della continua crescita della popolazione anziana”.

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