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Migranti, cooperare per fermare le stragi nel Mediterraneo

redazione web

Migranti, cooperare per fermare le stragi nel Mediterraneo

lunedì 03 Maggio 2021 - 08:03

La soluzione prospettata come l'unica possibile dal sindaco di Lampedusa Totò Martello. L'Oim rivela, altri 66 morti in due naufragi. I superstiti, riportati nell'inferno libico

L’unica soluzione per fermare le stragi nel Mediterraneo è quella della cooperazione internazionale tra la Ue e i Paesi africani.

Lo ripete da anni, ormai, Totò Martello, sindaco di quell’isoletta che rappresenta l’avamposto dell’Italia e dell’Europa in quel Mediterraneo in cui, disperati alla ricerca di una vita migliore, finiscono per trovare la morte. O vengono riportati in quello che le organizzazioni umanitarie, comprese quelle legate all’Onu, definiscono “l’inferno libico”.

Oggi la Mezzaluna Rossa libica ha annunciato in un comunicato che cinquanta migranti, fra cui alcuni egiziani, sono morti nel naufragio della loro imbarcazione davanti alla costa della città libica di al Zawiya.

Precedentemente, l’Oim, l’agenzia dell’Onu per le migrazioni aveva riferito che almeno undici persone erano morte dopo che il gommone su cui viaggiavano era affondato.

Puglia – I militari della Guardia di finanza hanno intercettato la scorsa notte, nelle acque a dieci miglia al largo di Vieste (Foggia), una barca a vela battente bandiera bulgara con a bordo 35 migranti, tra cui nove donne e 12 bambini, tutti afghani. I migranti stanno tutti bene e sono stati ospitati in alcune strutture del porto di Vieste. Sull’imbarcazione, già intercettata nelle acque di Vieste a settembre 2020, c’erano due presunti scafisti, entrambi ucraini, di 35 e 41 anni. La loro posizione è a vaglio degli investigatori.

E adesso la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare.

“La sensazione – ha detto Martello – è che con l’arrivo della bella stagione ci saranno sbarchi di massa: da qualche settimana ha ripreso impulso la rotta libica con barconi carichi di migranti, mentre di barchini con tunisini a bordo se ne vedono meno”.

Tra il trenta aprile e il primo maggio, nell’hotspot di contrada Imbriacola è stato toccato il picco di 723 persone.

Poi, in meno di due giorni, la Prefettura di Agrigento ha organizzato il trasferimento e a poco a poco il centro viene svuotato: ieri 274 migranti sono stati trasferiti nella nave quarantena Allegra, che si trova in rada, e altri 190 sono stati portati con il traghetto a Porto Empedocle e poi nel centro di Caltanissetta.

Oggi, un gruppo di 96 minori non accompagnati è in partenza dall’hotspot di Lampedusa con il traghetto di linea per Porto Empedocle, per essere trasferito nel centro d’accoglienza Villa Sikania, a Siculiana.

In giornata, se le condizioni del mare lo consentiranno, si tenterà inoltre di far attraccare la nave Allegra per consentire di effettuare la quarantena ad altri 140 migranti.

A quel punto, nell’hotspot di contrada Imbriacola resteranno, se non ci saranno nuovi approdi, in 37.

Soltanto il mare grosso e il forte vento hanno impedito altri arrivi con le navi delle ong, in particolare Sea Watch, che ha oltre quattrocento naufraghi a bordo, raccolti in diverse operazioni di soccorso.

E a pochi giorni dal naufragio che ha provocato centotrenta al largo della Libia, nelle stesse acque l’Oim ha segnalato una nuova tragedia.

“Abbiamo ricevuto notizia di un altro naufragio al largo della Libia. Al momento sono stati recuperati undici corpi. Per ora risultano esserci solo dodici sopravvissuti, riportati in Libia” ha scritto in un tweet Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim).

Due navi mercantili erano state inviate dalla Guardia Costiera italiana in soccorso di una barca, segnalata da un cittadino libico e da Alarm Phone, partita da Zuara con 97 persone a bordo.

Il barcone, in effetti, alla deriva in area di responsabilità Sar libica, è stato avvistato da un velivolo Frontex.

La Guardia costiera libica, che ha assunto il coordinamento, ha inviato una propria motovedetta che non è riuscita a raggiungere il punto a causa di avverse condizioni meteo marine. E ha chiesto la collaborazione della Guardia Costiera italiana al fine di dirottare i mercantili più vicini, secondo quanto previsto dalle convenzioni internazionali in materia ricerca e soccorso in mare.

Inoltre, un motoveliero con a bordo una sessantina di migranti è stato intercettato da mezzi navali della Guardia di finanza al largo del Capo di Leuca; a bordo anche sette donne e tredici minori, alcuni dei quali molto piccoli.
L’imbarcazione è stata condotta nel porto di Santa Maria Leuca dove i migranti sono stati soccorsi dai volontari della Croce Rossa e dai medici.

Inoltre la Guardia costiera tunisina è riuscita a salvare 172 migranti di nazionalità africana, che si trovavano in rotta verso le coste europee a bordo di un gommone, a nord di Zaouia.

Dell’episodio riferisce anche l’Oim Libia su Twitter scrivendo che ieri “172 migranti, tra cui donne e bambini, sono stati rimpatriati in Libia dalla Guardia costiera. Le nostre squadre hanno fornito assistenza di emergenza a oltre 600 migranti intercettati nelle ultime 48 ore. Ribadiamo che la Libia non è un porto sicuro”.

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