Migranti, il Friuli Venezia Giulia sposa la linea di Musumeci - QdS

Migranti, il Friuli Venezia Giulia sposa la linea di Musumeci

Raffaella Pessina

Migranti, il Friuli Venezia Giulia sposa la linea di Musumeci

mercoledì 09 Settembre 2020 - 00:00

Il presidente Fedriga: “Non escludiamo ordinanza chiusura dei valichi minori”. Intanto a Lampedusa si svuola l’hotspot ma riprendono gli sbarchi

PALERMO – Riprendono senza sosta gli sbarchi sulle coste siciliane da parte dei migranti provenienti dal continente africano. Con il miglioramento delle condizioni del mare infatti le piccole imbarcazioni riescono ad attraversare senza problemi il canale di Sicilia. Proprio ieri, tre barchini sono stati intercettati dalle motovedette al largo dell’Isola. Uno con a bordo una ventina di cittadini di nazionalità tunisina è riuscito ad approdare direttamente nella zona di Cala Pulcino. Altre due imbarcazioni sono state, invece, intercettate dai militari della Guardia di finanza e della Guardia costiera con una quindicina di migranti ciascuno.

Protestano le opposizioni con la presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini: “Appena sono migliorate le condizioni del mare sono ripresi gli sbarchi a Lampedusa. Ieri il ministro Di Maio aveva rivendicato all’azione del governo il blocco delle partenze dalla Tunisia, dimenticandosi che nella prima settimana di settembre erano già sbarcati 652 migranti, superando quota 20mila, il quadruplo di un anno fa”.

Intanto proseguono i lavori per lo svuotamento dell’hotspot di Contrada Imbriacola a Lampedusa. I migranti sono stati imbarcati sulla nave Rhapsody, diretta a Palermo e altri sono stati trasferiti sulla Snav Adriatico. Completato lo svuotamento, cominceranno i lavori di riqualificazione e del completamento del secondo lotto e del terzo entro la fine del mese. Priorità – come deciso ieri in un vertice sull’isola cui ha partecipato anche il prefetto di Agrigento – sarà data ai lavori di rifacimento e consolidamento della recinzione della struttura.

Il governo nazionale intanto torna a ribadire l’urgenza di risolvere in Europa la questione migratoria. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ne ha parlato a termine dell’incontro, svoltosi in prefettura a Milano, con la ministra degli Affari esteri della Spagna, Arancha Gonzalez Laya. “Italia e Spagna condividono molti interessi in comune – ha detto Di Maio – Gli eventi di quest’estate dimostrano l’urgenza della questione migratoria. L’Italia ritiene che il nuovo patto sull’immigrazione e l’asilo debba assicurare la solidarietà e l’equa ripartizione della responsabilita’ fra gli Stati membri e che debba intensificare l’impegno sulla dimensione esterna dell’immigrazione, stanziando adeguate risorse economiche per partnership con Paesi terzi sugli accordi di rimpatrio”.

Intanto il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, minaccia di adottare un’ordinanza simile a quella del presidente della Sicilia Musumeci, se – Roma non prenderà adeguati provvedimenti sul tema dell’immigrazione: “Credo che sia importante dialogare e collaborare per la risoluzione dei problemi, dopo di che se i problemi non si risolvono annuncerò che la pazienza è finita. Se tutti i governatori di centrodestra facessero un’ordinanza alla Musumeci vorrei vedere quanti ricorsi ci sarebbero per il Governo – ha detto Fedriga, al termine dell’incontro a Trieste in Prefettura con il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e con i sindaci del Friuli – Per adesso la nostra richiesta di chiudere i valichi minori e controllare quelli maggiori non è stata accolta. Il ministro – ha aggiunto – ha garantito più uomini e il controllo di valichi minori specifici. Se poi quanto deciso non dovesse produrre l’effetto sperato, il ministro ha risposto che non vedrebbe alternativa alla chiusura dei valichi minori”. Fedriga ha sottolineato che “non siamo disposti a mediare sul metodo di redistribuzione. I sindaci del Fvg hanno sottolineato l’emergenza dei minori stranieri non accompagnati e i relativi costi di gestione in un periodo di pandemia come questo. La stragrande maggioranza dei sindaci ha tenuto questa posizione, con l’esclusione dei sindaci facenti capo all’area di centro sinistra, che hanno voluto parlare di accoglienza diffusa, una follia secondo me, soprattutto in una situazione pandemica”. Fedriga, tra l’altro ha sottolineato come sia stato lo stesso ministro a ricordare che in Fvg “rispetto allo scorso anno ci sono 900 presenze in più”.

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