Migranti, prosegue ancora il macabro teatrino sulla pelle degli ultimi della terra - QdS

Migranti, prosegue ancora il macabro teatrino sulla pelle degli ultimi della terra

Pietro Crisafulli

Migranti, prosegue ancora il macabro teatrino sulla pelle degli ultimi della terra

domenica 01 Settembre 2019 - 10:21
Migranti, prosegue ancora il macabro teatrino sulla pelle degli ultimi della terra

Sullo sfondo delle trattative per il nuovo governo si inserisce la questione umanitaria. In mare, a soffrire per la propaganda politica di Salvini ci sono oggi 148 persone: oltre alla Mare Jonio con 34 naufraghi a bordo, la Eleonore di Mission Lifeline con centouno e la Alan Kurdi di Sea Eye con tredici. Il capo della Lega Nord continua a parlare di porti chiusi mentre i trafficanti d'uomini, con il sistema delle navi-madri e dei barchini, scaricano ogni giorno sulle nostre coste migliaia di persone. Cosicché i migranti in Italia giunti in Italia da gennaio sarebbero non cinquemila come afferma il Viminale ma il doppio


“Queste cose non vogliamo più vederle. Non è umano. Fate scendere subito questi esseri umani”.

Nel pieno delle faticose trattative per la formazione del Governo, Nicola Zingaretti ha battuto ieri un colpo sulla Mare Jonio, bloccata da quattro giorni davanti all’isoletta di Lampedusa con 34 migranti a bordo dal divieto di sbarco del capo della Lega Nord e ancora ministro dell’Interno Matteo Salvini, sottoscritto anche dai colleghi stellati Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli.

Ma sono intervenuti ieri anche l’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro – che dalle colonne del quotidiano cattolico Avvenire ha fatto appello alle autorità per far attraccare la Mare Jonio, sottolineando come
“Prima di qualsiasi disputa politica vi sono i diritti umani che vanno difesi sempre e comunque” – e diversi esponenti politici.

Da Matteo Orfini del Pd è giunto un plauso al segretario: “È proprio per non vedere più queste cose che il dl sicurezza va abrogato”. Ed Erasmo Palazzotto, di Sinistra Italiana, ha chiesto di porre fine “a questa infinita vergogna: non c’è alcuna ratio nel decreto sicurezza, solo tanta disumanità”.

“Via il decreto sicurezza o continuerà il tira e molla sulla pelle di chi soffre” ha chiesto oggi Pietro Bartolo, che fu medico a Lampedusa ed è europarlamentare del Pd.

“Cominciamo da qua – ha invitato Bartolo -: il premier Conte dia subito un segnale facendo scendere gli altri 34 poveri cristi sulla Mare Jonio. E poi: vogliamo parlare con leggi e trattati internazionali alla mano? ‘Ogni Stato deve esigere che il comandante di una nave che batta la sua bandiera presti soccorso a chiunque sia trovato in mare in condizioni di pericolo’. Lo dice la convenzione di Montego bay. Vogliamo parlare con il cuore? Chi salva una vita salva il mondo intero. È questo il punto irrinunciabile: una volta chi salvava vite era considerato un eroe e gli davano una medaglia, ora è un delinquente”.

“A Zingaretti dico – ha aggiunto -: nessuna timidezza. Ritrovare l’umanità perduta deve essere il segno irrinunciabile di questo nuovo governo”.

La rabbia di Salvini e la propaganda con “La Bestia”

Il leader del Carroccio ha reagito con la consueta rabbia agli attacchi alla sua propaganda politica attraverso “La Bestia”, il sistema di comunicazione via web, senza alcun contraddittorio.

Perde consensi, Salvini, perché sta emergendo in maniera sempre più evidente come quella dell’invasione dei migranti attraverso le Ong fosse una bufala, tanto più che il capo della Lega continua a non dire una parola sugli sbarchi fantasma che continuano a portare in Italia migliaia di migranti.

Così, con grande spregio del ridicolo, ieri Salvini – proprio mentre in Sardegna arrivavano 46 algerini, a Lampedusa 21 tunisini e a Linosa altri quattro, dimostrazione lampante che quella dei porti italiani chiusi sia una colossale balla -, ha arringato dal web i suoi, per la verità sempre meno convinti, sostenitori: “”Se qualcuno vuole riaprire i porti lo dica chiaramente. Se il segretario del Pd pensa di riavviare il business dell’immigrazione clandestina e cancellare il decreto sicurezza siamo alla truffa”.

Poi, a beneficio della “Bestia” e di chi la segue, l’esponente della destra ha dato notizia di aver firmato il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali italiane per la Alan Kurdi, battente bandiera tedesca e unità della ong tedesca Sea Eye, che ieri ha soccorso 13 migranti.

I ministri grillini firmano il provvedimento contro Sea Eye

Il provvedimento, inviato ai ministri grillini Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli, è stato da loro firmato.

Intanto in mare, a soffrire per la propaganda politica salviniana e non solo, ci sono oggi 148 persone: oltre alla Mare Jonio con 34 naufraghi a bordo, la Eleonore di Mission Lifeline, ferma da cinque giorni fuori dalle acque maltesi centouno persone, e la Alan Kurdi di Sea Eye con tredici.

Tre navi umanitarie senza un porto dove sbarcare, senza contare il dato agghiacciante dei novecento bambini, donne e uomini morti annegati nel Mediterraneo dall’inizio dell’anno.

Il macabro teatrino sulla pelle degli ultimi della terra

Con la crisi di governo, insomma, il nodo migranti, si è ancor più trasformato in un macabro teatrino sulla pelle degli ultimi della terra: Salvini punta l’indice contro le Ong e continua a ripetere la balla dei porti chiusi nel tentativo di nascondere che i trafficanti d’uomini, con il sistema delle navi-madri e dei barchini, scaricano ogni giorno sulle nostre coste migliaia di persone, in maggioranza tunisine, che, come rivelato la settimana scorsa dal Qds.it, non vengono neppure conteggiate dal Viminale.

Secondi i dati diffusi dal Ministero dell’Interno il 24 agosto scorso, infatti, dall’inizio dell’anno sarebbero sbarcati in Italia 4.722 migranti in tutto, ma per le associazioni impegnate a monitorare il fenomeno sul territorio, il numero sarebbe più che doppio, proprio per via degli “sbarchi fantasma” di cui non c’è traccia nei dati ufficiali.

“Da quel che abbiamo potuto riscontrare di persona – ha affemato Claudio Lombardo, presidente di Mareamico Agrigento, che ha filmato diversi sbarchi fantasma – e dalle informazioni che ci giungono da altre regioni come Calabria, Puglia e Sardegna, possiamo stimare che almeno altri seimila migranti siano giunti in Italia da gennaio a oggi: più di diecimila complessivamente, insomma”.

E durante la sua audizione, nei primi di luglio, davanti alle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera in vista dell’esame del cosiddetto Decreto sicurezza, il procuratore della Repubblica di Agrigento Luigi Patronaggio
aveva ricordato come nei pochi giorni in cui “si agitava il caso della Sea Watch 3 (con soli 42 migranti a bordo ndr), in silenzio, oltre duecento migranti erano sbarcati con vari mezzi, salvataggi di Guardia di finanza e Guardia costiera o barchini”.

La sofferenza è l’altra faccia della propaganda politica

L’altra faccia della propaganda politica di Salvini è la sofferenza umana. Per la Mare Jonio, la ong Mediterranea ha parlato di “situazione preoccupante” e ieri ha diffidato le autorità italiane minacciando per email una denuncia sulla “sospensione del diritto in cui versano i 34 naufraghi e che si configura come ‘trattamento inumano e degradante'”.

La richiesta, anche alla luce della recente pronuncia del gip di Agrigento sulla Open arms, è che “le Istituzioni italiane non continuino in questa violazione del diritto e dei diritti e che prevalga dopo mesi di illegalità e cattiveria gratuita il rispetto delle persone e delle leggi, ribadendo che in caso contrario siamo pronti a denunciare questi comportamenti in tutte le sedi competenti”.

Il Centro di coordinamento per il soccorso marittimo della Guardia Costiera, “dopo aver ricevuto un’ulteriore richiesta di Pos (Place of safety, il porto sicuro, ndr) da parte della nave Mare Jonio, ha provveduto a inoltrare la ordinaria messaggistica con la quale viene da sempre estesa, a tutti gli enti coinvolti a vario titolo, la richiesta ricevuta”.

Tra i destinatari della richiesta ci sarebbero i capi di Gabinetto dei ministeri di Interno, Difesa, Trasporti ed Esteri, nonchè le procure di Agrigento e Roma.

Chissà se questa vicenda non debba essere risolta ancora una volta dalla Magistratura.

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