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Migranti, in Sicilia sbarchi, fughe e prove di dialogo

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Migranti, in Sicilia sbarchi, fughe e prove di dialogo

lunedì 14 Settembre 2020 - 00:09
Migranti, in Sicilia sbarchi, fughe e prove di dialogo

Continuano ad arrivare barchini a Lampedusa, mentre a Pozzallo sono giunti quelli salvati dalla Mare Jonio. Un tunisino cade dalla finestra cercando di scappare a Valderice. Dopo il botta e risposta con quello di Mazara Musumeci cerca i vescovi

Non si fermano gli arrivi di barchini a Lampedusa, che hanno fatto risalire a circa duecentocinquanta il numero di persone nell’hotspot che, come si ricorderà, ha una capienza massima di 192.

A Pozzallo, invece, sono giunti sabato sera i venticinque migranti che la nave mare Jonio che li aveva recuperati nel mare Mediterraneo da un’altra imbarcazione.

Appena giunti in banchina sono stati sottoposti a tampone. Sono risultati tutti negativi e trasferiti in una comunità di accoglienza della Sicilia.

Cade dalla finestra tentando la fuga da centro

Intanto, ieri, un tunisino è rimasto gravemente ferito nel centro d’accoglienza Sant’Andrea di Valderice, nel Trapanese.

Sarebbe precipitato da una finestra mentre tentava di fuggire dalla struttura, procurandosi fratture e altri traumi.

L’uomo è adesso ricoverato con prognosi riservata nell’ospedale di Trapani.

Musumeci e vescovi, prove di dialogo

Sul fronte politico, dopo il botta e risposta con quello di Mazara del Vallo, il governatore Musumeci cerca di ricucire il rapporto con i vescovi.

Come si ricorderà Musumeci, durante il meeting di #DiventeràBellissima ad Agrigento, aveva detto, tra l’altro, riferendosi ad alcuni esponenti del clero, “Non si chiedono perché la gente si allontana dalla Chiesa cattolica: quando si cerca un sacerdote e le persone trovano un gregario di Zingaretti e Di Maio a fare le prediche, qualche cattolico manda a quel paese i preti e decide di pregare per conto suo”.

Il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Mogavero, gli aveva risposto a muso duro: “È penoso sentire definire gregari di questo o quel politico i sacerdoti che predicano il Vangelo di Cristo ‘senza se e senza ma’! Dovremmo brandire Vangelo e rosario e fischiare il Papa, urlando contro i migranti, per non urtare la sensibilità di chi pensa a respingimenti, rifiuto di soccorso e non accoglienza?”.

Il Vangelo rifiuta il razzismo

E aveva attaccato: “E’ tradimento del Vangelo diventare accoliti di chi pretende respingimenti, rifiuto di soccorso, discriminazioni razziste”.

Così, venerdì scorso, Musumeci aveva ricevuto, nel Palazzo Orleans, il vescovo di Cefalù, Giuseppe Marciante, delegato della Conferenza episcopale siciliana per i problemi sociali, il quale aveva sottolineato la necessità di aprire un dialogo e non uno scontro sul tema dell’immigrazione.

“Dobbiamo interrogarci – aveva detto Marciante – sulle cause legate alla penuria di strutture di accoglienza, sulle fughe degli immigrati da hotspot e centri. Sono certo che Chiesa e Istituzioni democratiche sapranno trovare nel dialogo una via dignitosa e sicura per tutti”.

Convinta ispirazione cristiana

Il presidente Musumeci aveva affermato che il suo impegno politico fosse sempre stato guidato “da una convinta ispirazione cristiana”.

E ieri, in un comunicato, si è parlato di “perfetta intesa” tra Musumeci e il vescovo di Acireale Antonino Raspanti sul tema dei migranti durante un dibattito del Lions a Zafferana Etnea.

Musumeci, abbandonando i toni accusatori, ha detto “no ai centri di accoglienza fuori legge, sì alla tutela della salute di tutti, migranti compresi, pieno coinvolgimento degli Stati europei nell’ospitare i flussi, vere politiche di cooperazione della Ue a favore dei Paesi poveri per non costringere quei giovani a emigrare”.

“Concordo con quello che ha detto il presidente della Regione”, ha replicato il vescovo di Acireale. Attribuendo a “un’errata e non chiara comunicazione” le recenti polemiche.

Continuano le quotidiane esternazioni di Salvini

E, sul fronte dei migranti, sono continuate anche ieri le quotidiane esternazioni del capo della Lega Nord Matteo Salvini.

“Andrò a processo a Catania – ha detto ad Andria, in Campania, vicino quella Torre del Greco dalla quale è stato cacciato venerdì a colpi di pomodoro – perché ho mantenuto la parola che avevo dato agli italiani, di bloccare gli sbarchi, chiudere i porti ed espellere i clandestini. Io andrò in quel tribunale a testa alta rivendicando quello che ho fatto e dichiarandomi colpevole di avere difeso l’Italia e gli italiani”.

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