Migranti, la Giunta del Senato dice no al processo a Salvini - QdS

Migranti, la Giunta del Senato dice no al processo a Salvini

redazione web

Migranti, la Giunta del Senato dice no al processo a Salvini

martedì 26 Maggio 2020 - 08:22
Migranti, la Giunta del Senato dice no al processo a Salvini

L'ex pentastellato Giarrusso e la senatrice Riccardi (M5s) votano con il centrodestra, Si astiene Italia Viva, "Ci rimettiamo alla decisione dell'aula di Palazzo Madama". Che avrà l'ultima parola. Esulta il leader della Lega

“No allo sbarco dei 161 immigrati dalla Ong spagnola Open Arms, la Giunta del Senato ha appena votato (13 a 7) che ho fatto solo il mio dovere, nell’interesse del popolo italiano. Grazie a loro, e grazie a Voi. Adesso la parola passa all’aula del Senato, vediamo se Pd e 5Stelle insisteranno per il processo”.

Esulta il capo della Lega Nord Matteo Salvini nella consueta diretta Facebook alla notizia che la Giunta del Senato aveva respinto la richiesta di autorizzazione a procedere nei suoi confronti per la vicenda Open Arms.

Nella Giunta del Senato tutto secondo le previsioni

Tra i tredici voti favorevoli alla relazione del presidente della Giunta del Senato, Maurizio Gasparri, che respingeva la richiesta di autorizzazione a procedere, oltre ai cinque della Lega, i quattro di Fi, uno di Fdi e uno delle Autonomie, anche quello del senatore ex pentastellato Mario Michele Giarrusso e quello della senatrice M5S Alessandra Riccardi.

Otto i voti contrari alla relazione.

Italia Viva si è astenuta, affermando di volersi rimettere al verdetto dell’Aula del Senato, che avrà l’ultima parola sulla vicenda.

E probabilmente si confermerà il verdetto per la vicenda Gregoretti.

Il terzo giudizio su Salvini per i migranti

Quello sulla Open Arms è infatti il terzo giudizio a carico del capo della Lega Nord dopo quelli sulla Diciotti e, appunto, sulla Gregoretti, per la quale l’aula del Senato concesse l’autorizzazione a procedere il dodici febbraio scorso.

Su quest’ultima vicenda giudiziaria, intanto, ieri si è registrato il terzo rinvio, questa volta a causa dell’emergenza sanitaria legata al covid-19: l’udienza preliminare, che avrebbe dovuto svolgersi il quattro luglio a Catania, è stata spostata dal presidente dei Gip, Nunzio Sarpietro, al tre 3 ottobre prossimo.

Catania al centro della vicenda Open Arms

Erano dunque corretti i calcoli dell’opposizione a proposito del fatto che l’ago della bilancia sarebbe stato Giarrusso.

Ieri il senatore catanese aveva smentito in varie dichiarazioni sulla stampa – annunciando addirittura querele – chi, visti i suoi profondi dissapori con il Movimento, lo dava già per arruolato nella Lega Nord ma aveva mantenuto il riserbo sulle proprie intenzioni: “saprete al momento della votazione”.

Giarrusso, M5s incoerente su voto, io no

Giarrusso ha dichiarato di aver “seguito la linea del Movimento che avevo portato avanti quando ero capogruppo in Giunta sul caso Diciotti”.

“Una linea – ha detto – che era stata votata e approvata dalla rete sulla piattaforma Rousseau. Certamente i migranti erano in una posizione scomoda, ma non si può mandare a processo penale un ministro per questo. Come ha spiegato la senatrice Riccardi, Salvini era, a nostro avviso, coperto dalle tutele previste per l’azione di governo, come previsto dalla legge costituzionale. Il M5S è stato incoerente rispetto al voto su Rousseau e ancora una volta ha tradito il mandato degli attivisti. Io, invece, sono stato assolutamente coerente”.

Giarrusso, non passo alla Lega Nord

“Non sono passato alla Lega – ha aggiunto – e non ho alcuna intenzione di farlo. Ho votato in maniera coerente per consentire non a Matteo Salvini ma al ministro degli interni di poter fare il proprio lavoro: un ministro deve poter applicare le leggi italiane e in questo caso non c’è stata nessuna violazione. Così come è stato mantenuto il bilanciamento di interessi”.

Il centrodestra chiama Italia Viva

Il centrodestra aveva poi lanciato un implicito appello ai senatori di Italia Viva, a loro giudizio più sensibili ai principi del garantismo.

Anche in questo caso le previsioni sono state rispettate.

Palazzotto, Salvini nel giusto? vada a processo

“Quando la procura di Agrigento – ha dichiarato Erasmo Palazzotto, deputato di Leu, commentando la vicenda Salvini – ha aperto un’indagine nei miei confronti e del comandante Tommaso Stella per aver salvato, da capo missione di Mediterranea Saving Humans, 59 persone alla deriva, ho subito comunicato ai Magistrati che avrei rinunciato a tutte le mie prerogative da Parlamentare. L’ho fatto perché credo di aver agito nel rispetto della legge e della mia coscienza. Ma anche perché sono convinto che chi ha una responsabilità politica debba sempre rispondere delle proprie azioni, senza scappare dai processi abusando dell’immunità”.

“Se Salvini – ha concluso – ritiene di aver agito correttamente affronti il processo. Come, insieme a me, stanno facendo i comandanti e i capi missione delle Ong che salvano vite nel Mediterraneo. La politica non si sostituisca ai magistrati, nessuno è al di sopra della legge”.

Open Arms, battuta d’arresto nell’accertamento della verità

“La decisione della Giunta del Senato segna una battuta di arresto verso l’accertamento della verità e verso l’affermazione di un principio inderogabile, alla base della nostra Costituzione e di qualunque Convenzione internazionale, che stabilisce l’inviolabilità della vita e della dignità delle persone, a prescindere dalla loro provenienza, dal loro sesso, dalla loro appartenenza politica o religiosa”.

Questa la dichiarazione rilasciata dai portavoce della ong Open Arms dopo il voto su Matteo Salvini.

“Ci auguriamo che il Senato voglia compiere una scelta diversa in un momento in cui è sempre più necessario affermare il diritto di tutti e tutte ad essere tratti in salvo se in difficoltà, a chiedere protezione, a ricevere accoglienza e cure, rispetto e gentilezza”, dice Open Arms.

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