Migranti, Lampedusa, "Bene Draghi, ferma l'invasione" - QdS

Migranti, Lampedusa, “Bene Draghi, ferma l’invasione”

Giuseppe Lazzaro Danzuso

Migranti, Lampedusa, “Bene Draghi, ferma l’invasione”

lunedì 10 Maggio 2021 - 06:39

In 24 ore 2.128 arrivi. Il sindaco Martello aveva pronosticato 150.000 in estate senza un intervento del Governo. Accolto il suo appello lanciato attraverso il Qds.it: arriva la cabina di regia

Gli ultimi migranti, a Lampedusa, sono arrivati ieri a tarda sera: 85 siriani, tra cui un neonato, su un barcone – il sedicesimo della giornata – soccorso a venticinque miglia dall’Isola da una motovedetta della Guardia costiera.

E nella notte ne sono arrivati altri 635, per un totale di venti sbarchi in 24 ore e 2.128 persone trasferite all’hotspot.

Già all’alba di oggi è previsto l’imbarco su una nave quarantena di 312 persone e la partenza di altre duecento con il traghetto di linea per la Sicilia, per cercare di smaltire la pressione sull’hotspot di contrada Imbriacola che, in una sola giornata, è passato da zero a 2.128 ospiti, a fronte di una capienza massima di 250.

Il Sindaco profetico e l’appello a Draghi

Ieri, parlando con il Qds.it, il sindaco di Lampedusa e Linosa Totò Martello era stato profetico. Quando ancora, in mattinata, erano giunti “soltanto” cinquecento migranti, aveva affermato: “C’è bel tempo, vedrete che entro stasera saranno molti di più”.

“Non sono profetico – ha aggiunto stamattina il sindaco-pescatore -, soltanto ho un osservatorio privilegiato e, come tutti i lampedusani, conosco il mare e le sue regole. Per questo ieri ho lanciato un appello a Mario Draghi perché ponesse il problema dei migranti al centro dell’attenzione, se vogliamo evitare di essere invasi”.

La cabina di regia e l’instabilità in Africa

E ieri, da Roma, è giunta notizia che una cabina di regia ad hoc sarà convocata nei prossimi giorni dal Premier. Vi faranno parte i ministri dell’Interno Luciana Lamorgese, degli Esteri Luigi Di Maio, dei Trasporti Enrico Giovannini e della Difesa Lorenzo Guerini.

E se gli sbarchi, come prevede Martello, non si arresteranno, l’Italia – dopo che pochi giorni fa il ministro Di Maio ha posto il problema migranti alla ministeriale degli Esteri del G7 – potrebbe riproporre il dossier flussi anche nel Consiglio europeo di fine maggio sui temi di proporzionalità e solidarietà nella redistribuzione dei migranti.

Addirittura l’emergenza migranti potrebbe essere discussa già nel Consiglio dei ministri di giovedì prossimo, insieme con provvedimenti come quello per allungare il coprifuoco e varare i nuovi sostegni.

Un problema soprattutto diplomatico

Sul fronte dei migranti, però, il più grosso problema da risolvere è però diplomatico: si tratta di affrontare la situazione di endemica instabilità nel Sahel meridionale e le difficoltà che il nuovo premier libico Abdul Hamid Mohammed Dbeibah sta incontrando nell’affermarsi nello Stato nordafricano.

In questo quadro va a inserirsi anche il recente incidente con i pescherecci mazaresi che è costato il ferimento del comandante dell’Aliseo.

Draghi comprende bene la situazione e non è un caso che il suo primo viaggio all’estero da Premier sia stato a Tripoli. E non è un caso che, recentemente, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio sia stato in missione in Mali, tra i bacini d’origine dei nuovi flussi di migranti.

Tra dieci giorni, poi, il venti maggio, la ministro Lamorgese sarà a Tunisi assieme al commissario Ue Ylva Johansson proprio per parlare di migranti, anche in chiave anti-Covid.

L’instabilità del Nord Africa

C’è un dato che, nel governo, appare evidente: il controllo delle coste come in Libia così in Tunisia si sta rilevando inefficace. E lo stesso, si spiega, avviene per le frontiere desertiche a Sud.

A ciò si aggiungono le tensioni innescate dall’attacco di giovedì scorso della Guardia costiera libica a tre pescherecci italiani. E gli spari provenivano da una delle imbarcazioni donate dal governo proprio alla Guardia costiera di Tripoli, a testimonianza del caos che ancora regna in Libia.

Con un corollario: la strada dell’Italia per accrescere il suo ruolo in Libia, complice l’influenza di Ankara e la freddezza dei Paesi del Golfo sul nuovo premier Dbeibah, resta in salita.

Centocinquantamila migranti in un’estate

“Voglio dire grazie al premier Draghi – ha detto Martello -, che ha accolto il mio appello di ieri: la cabina di regia è un primo passo è importante per mettere al centro dell’Agenda del Governo la questione migranti”.

“Quando vi dicevo – sottolinea – che a fine estate il numero sarebbe potuto salire fino a centocinquantamila non era una boutade: millecinquecento al giorno, in dieci giorni fa già quindicimila. E la fortuna, per così dire, è che oggi c’è maltempo. Ma se penso a quelle barche che secondo Alarm Phone da ieri sera sono in difficoltà… abbiamo un grande problema umanitario. Per questo occorre regolare il soccorso in mare e il controllo nel Mediterraneo, con azioni di tutela dei diritti umani”.

Alarm phone, 419 persone in pericolo

E infatti ieri a tarda sera Alarm Phone ha reso noto che nel Mediterraneo ci sono cinque barche di migranti in pericolo con 419 persone a bordo.

La situazione a bordo – si spiega in una nota del servizio telefonico – sono critiche. Anche se tutte le autorità sono informate, nessuno è intervenuto per soccorrere”.

Slogan impraticabili come il “blocco navale”

“Lampedusa – commenta Martello – da trent’anni ormai è l’avamposto dell’Europa nel Mediterraneo. Siamo frontiera e rappresentiamo l’accoglienza per i disperati che giungono dall’altra sponda del Mediterraneo. Tutto questo mentre certi personaggi politici continuano a lanciare slogan pubblicitari. Come Salvini, che propone di tapparci gli occhi davanti alla realtà. Sembra che vogliano fornire alibi per scaricarsi la coscienza proponendo soluzioni impraticabili, come il ‘blocco navale’ della Meloni: che venga a spiegare nei dettagli come dovrebbe essere attuato e ci sarà da ridere”.

“Ecco perché – dichiara – ritengo che Draghi, con la cabina di regia, abbia fatto la mossa giusta. Ci vuole concretezza e i lampedusani sono sempre pronti a fare la propria parte, anche se, in questo periodo, eviterei di concentrare troppe persone sulla nostra isola: le motovedette italiane potrebbero occuparsi dei barconi in mare, come fanno adesso, e portare i migranti direttamente in Sicilia, senza passare dal nostro hotspot”.

Martello, momento delicato, dateci tregua

“E questo perché – spiega il Sindaco – nelle Pelagie viviamo un momento delicato: non bisogna sottovalutare il problema Covid. Stiamo andando avanti bene con le immunizzazioni: fino a ieri, in tre giorni dunque, ne abbiamo effettuate milletrecento. Altrettante persone pensiamo di vaccinarle da oggi a qualche giorno. E quel numero dovrebbe bastare per raggiungere, a Lampedusa e Linosa, l’immunità di gregge. Non è questo il momento migliore per far giungere qui migliaia di persone. Dateci tregua, dateci un attimo di respiro”.

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