Migranti, quel duello a distanza Lamorgese-Salvini - QdS

Migranti, quel duello a distanza Lamorgese-Salvini

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Migranti, quel duello a distanza Lamorgese-Salvini

lunedì 16 Agosto 2021 - 07:05

Altri tre salvataggi ResQ people. In maggioranza tunisini gli sbarcati nell'ultimo anno. Draghi segue personalmente dossier. Il Sindaco di Pantelleria, "Qui come in un campo profughi"

Ieri, durante la riunione a Palermo del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, sul tema dei migranti si è svolto una sorta di duello a distanza tra la ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, e il capo della Lega Matteo Salvini, che in queste settimane ha spesso accusato la titolare del Viminale di non aver agito come avrebbe dovuto per contrastare il fenomeno.

Altri tre salvataggi ResQ people
Anche nella giornata di ferragosto sono stati registrati alltri tre interventi di soccorso della ResQ people: a una piccola barca di legno con 12 persone, tra cui due donne, a un’altra con 49 persone, tra cui 21 donne e 12 minori, compresi tre bambini sotto i 5 anni e a un terzo barchino con 20 uomini e ragazzi.
A bordo della nave umanitaria che si trova a poche miglia da Lampedusa, informa la ong italiana, “ci sono ora 165 persone salvate e abbiamo chiesto un porto sicuro alle autorità marittime, confidando di riceverlo subito”.
In maggioranza tunisini gli sbarcati nell’ultimo anno
E proprio nel corso della riunione a Palermo è stato reso noto che, dall’agosto 2020 a luglio di quest’anno i tunisini sono in testa tra le nazionalità dei migranti sbarcati in Italia: sono stati 14.153, il 28,7% del totale, seguiti da cittadini del Bangladesh (6.027, pari al 12,2%).
A seguire cittadini di Costa d’Avorio, Egitto, Iran, Guinea, Sudan, Eritrea e Marocco.

Lamorgese, Draghi segue personalmente dossier
E quello dei migranti è uno dei punti principali dell’agenda del Governo, a quanto ha affermato la ministro Lamorgese: “Pensate – ha chiesto ai giornalisti – che tutto quello che avviene a livello di immigrazione, arrivi di migranti, segnalazioni di porti dati alle ong, sia un problema solo del ministro del’Interno o dell’intero governo con cui io mi confronto sempre in particolare col presidente del consiglio che segue personalmente tutto il dossier?”.
E rispondendo a una domanda sulla disponibilità a incontrare il leader della Lega Salvini sul tema ha detto: “Sono disponibile a qualunque tipo di incontro. Non ho mai avuto preclusioni su questo, anzi ben volentieri”.

Tutti i migranti scesero da navi Ong
E, come detto, con Matteo Salvini, si è innescato una sorta di duello a distanza.
“Sul processo di Salvini – ha detto Lamorgese rispondendo alle domande dei giornalisti – non vorrei entrare. Però vorrei sapere di tutte navi Ong bloccate me ne dica una che è tornata indietro. Non mi risulta. I migranti sono tutti entrati nel circuito dell’accoglienza”.

A Palermo per metterci la faccia
“Certamente – ha aggiunto – gli arrivi di migranti sono aumentati. E io sono a Palermo per metterci la faccia. Ma i problemi vanno contestualizzati. L’anno prossimo parleremo dell’Afghanistan, dei Talebani e quant’altro. Dobbiamo capire che le situazioni evolvono da un mese all’altro, da un giorno all’altro”.

Fondi Ue a Paesi di transito

“Si può risollevare la vita sociale economica finanziaria di quei Paesi, terre di transito dei migranti – ha poi sottolineato la Ministro -, solo con robusti interventi da parte dell’Europa che su questo sta lavorando. Credo che prossimamente avremo l’esito delle richieste, fatte da me nel tempo e dal premier Draghi nell’ultimo consiglio europeo, di destinare delle risorse a quei Paesi per risollevare la situazione politica sociale e economica. Il flusso migratorio è anche la conseguenza dell’instabilità di quei territori. Gli interventi per migliorare la stabilità si rifletteranno anche sui flussi migratori”.

A Palermo per ringraziare i sindaci

“Quando ho scelto Palermo – ha poi sottolineato – per la riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica ho pensato che era il periodo pù intenso di arrivi di flussi migratori. Non ho voluto nascondermi, ho voluto metterci la faccia e ho ritenuto di dover essere vicino a una terra di primo approdo dei migranti che merita rispetto e ringraziamento per tutte le attività che i sindaci si trovano a dover affrontare”.

Pantelleria campo profughi
Da registrare infine la protesta – che appare un po’ esagerata soprattutto se paragonata alla situazione di altre isole come Lampedusa – dei sindaco di Pantelleria che l’ha definita “abbandonata al suo destino con la Prefettura di Trapani e il ministero degli interni che non sono in grado di garantire il trasferimento dei migranti in 24/48 ore come dovrebbe essere”.
“Hanno intenzione di far diventare l’Isola un campo profughi e io mi opporrò con tutte le forze” ha dichiarato Vincenzo Campo del M5s.
In realtà a Pantelleria ci sono circa duecento migranti a fronte di un centro accoglienza per trenta persone.
“Non sono in grado di spostare prontamente in strutture idonee donne e minorenni – ha denunciato Campo – Non sono in grado di assicurare una vigilanza idonea a evitare contatti con la popolazione e scongiurare di creare allarme sociale. Nessuna struttura in più concederò nel territorio perché il fenomeno migratorio non è un problema pantesco ma nazionale ed europeo e così va trattato. Sembra che la posizione geografica di Pantelleria debba condannare l’Isola a subire quasi tutte le conseguenze. Adesso basta”.

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