Migranti, Salvini mentitore, ma il Governo dichiari l'emergenza - QdS

Migranti, Salvini mentitore, ma il Governo dichiari l’emergenza

redazione web

Migranti, Salvini mentitore, ma il Governo dichiari l’emergenza

sabato 25 Luglio 2020 - 14:40
Migranti, Salvini mentitore, ma il Governo dichiari l’emergenza

Totò Martello, sindaco di Lampedusa, bolla il capo della Lega Nord come "giullare di piazza" e si rivolge a Conte. A Pozzallo il mercantile italiano con 108 persone. Bonificata la baraccopoli di Cassibile. Musumeci, emergenza senza tregua. La ministro Lamorgese in Tunisia


Giornata intensissima quella di oggi sul fronte dei migranti, da Lampedusa, a Pozzallo, a Cassibile.

Cominciamo dall’Isola dell’Agrigentino, dove la prima bordata del sindaco di Lampedusa Totò Martello è stata per il capo della Lega Nord Matteo Salvini che ieri, durante un comizio, l’aveva definito “un poveretto”, vantandosi del fatto che quand’era lui ministro dell’Interno gli sbarchi si erano fermati.

Martello, Salvini mentitore seriale

“L’onorevole Salvini – ha risposto Martello – continua a comportarsi da mentitore seriale, sostenendo che quando lui era ministro non c’erano più sbarchi: nulla di più falso. Quando Salvini era ministro gli sbarchi a Lampedusa sono sempre proseguiti, basterebbe leggere i report del ministero degli Interni per verificare quello che sto affermando”.

“Se Salvini fosse venuto a Lampedusa in quel periodo – ha aggiunto Martello – quando da sindaco avevo più volte chiesto una interlocuzione istituzionale con il Ministero che allora guidava, senza mai avere risposta, avrebbe visto con i suoi occhi le imbarcazioni dei migranti entrare in porto”.

Non venne a Lampedusa per non ammettere la realtà

“Forse, dunque – ha dedotto il Sindaco – non è venuto a Lampedusa proprio per questo motivo, per non dovere ammettere la realtà e continuare a negare l’evidenza”.

“È venuto adesso però – ha aggiunto Martello – per pura propaganda politica, comportandosi come un pericoloso ‘giullare di piazza’ che fomenta odio e rabbia”.

Sono un poveretto perché sono un pescatore

“Quanto infine – ha concluso Martello – alle sue dichiarazioni nelle quali mi definisce un ‘poveretto’, ebbene sì, forse lo sono: mio padre era pescatore, mi ha insegnato ad andare per mare quando ero ancora un ragazzino. Non frequento lidi balneari alla moda in giro per l’Italia, non mi sono arricchito con la politica e vivo ogni giorno insieme ai miei concittadini, nella mia Lampedusa”.

“Sono un pescatore – ha ribadito – , e sono orgoglioso di esserlo. Lui invece si fa chiamare ‘capitano’, ma capitano di cosa?”.

Oggi sull’Isola situazione ingestibile

La seconda bordata, che è anche un appello, è stata per il Governo Conte, perché prenda in mano la “situazione ormai ingestibile” a Lampedusa.

“Se il Governo – ha dichiarato provocatoriamente Martello – non proclamerà lo Stato di emergenza per Lampedusa lo farò io. L’hotspot non è più in grado di accogliere migranti, la responsabilità di questa emergenza non può ricadere sul sindaco, sull’amministrazione comunale e sui lampedusani”.

Nell’isola, infatti, continuano a sbarcare migranti e nell’hotspot dell’isola si trovano oltre mille migranti, dieci volta la capienza massima prevista.

“Oggi non ci saranno trasferimenti in traghetto verso Porto Empedocle – ha ricordato il Sindaco – e intanto i barchini provenienti dalla Tunisia stanno continuando ad approdare sull’isola”.

A Lampedusa un pattugliatore Gdf per trasferimenti

La provocazione di Martello ha avuto un effetto immediato: fra questa sera e domattina, la Prefettura di Agrigento ha disposto il trasferimento di 450 persone: ottanta, stasera, con il traghetto di linea per Porto Empedocle (Agrigento), duecento domattina, con il traghetto di linea, e 170 con un pattugliatore della Guardia di finanza appositamente inviato a Lampedusa.

La maggior parte dei 450 trasferiti andrà al Cara di Bari.

Intanto Antonio Allotta, segretario del sindacato di polizia Mp, ha dichiarato: “Ci risulta che i test sierologici hanno dato risultato positivo per venticinque persone e non si può affrontare ‘sul momento’ la questione di come gestire i casi di positività e gli spostamenti in quarantena: servono meccanismi stabili e automatici”.

A Pozzallo il mercantile italiano con 108 persone

Sempre oggi il Cosmo, un mercantile battente bandiera italiana, con a bordo centootto migranti – tra i quali dodici donne, sei delle quali in stato di gravidanza, e due minorenni, un bimbo di pochi mesi e una bambina di cinque anni – è giunto nel porto di Pozzallo.

La presenza nel Mediterraneo centrale di un barcone in difficoltà era stata segnalata alle autorità dal Moonbird, l’aereo della Ong Sea Watch, e il Cosmo aveva soccorso i naufraghi.

Mediterranea Saving Human aveva ricordato che “un mercantile non può garantire gli spazi e l’assistenza medica” chiedendo alle autorità europee “un porto sicuro di sbarco”, individuato in Pozzallo.

Il Sindaco Ammatuna, subito tamponi

“Pozzallo con la sua tradizionale cultura dell’accoglienza – ha commentato il sindaco Roberto Ammatuna – non si tira indietro ed è pronta a ricevere questo ennesimo sbarco di migranti. Ma chiedo che i controlli sanitari siano effettuati subito e sulla nave”.

“Non ci sono i tempi logistici – ha aggiunto Ammatuna – per effettuare i tamponi su tutti i migranti, ebbene si facciano subito i test sierologici del sangue e poi i tamponi per quelli positivi. Tra l’altro questo era un impegno assunto nei giorni scorsi dalla Ministro dell’Interno e fissato anche da un’ordinanza del presidente della Regione siciliana”.

Musumeci, in Sicilia emergenza senza tregua

“In Sicilia – ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – è emergenza senza tregua sugli sbarchi e vorrei fosse chiaro che non si tratta solo di una emergenza sanitaria, per la quale la Regione sta facendo di tutto: perché a parità di condizioni climatiche rispetto allo scorso anno gli arrivi aumentano in modo così sensibile? Voglio dare atto degli sforzi di queste ultime ore, ma si tratta di gestire un’emergenza e servono fatti!”.

Il Governatore ha aggiunto, senza però specificare di quale, che “si sarebbe dovuto attivare un’azione politica i cui mancati effetti oggi li paga la Sicilia”. E accusa l’Europa “zitta e silente” annunciando che lo ribadirà mercoledì alla commissione Schengen affermando che intravede “chi si sfrega le mani per gestire un nuovo business dell’accoglienza o della quarantena”.

“Forse è il caso – ha concluso – che un vertice in Sicilia lo convochi direttamente il premier Conte. Lo aspettiamo”.

Bonificata la baraccopoli di Cassibile

Intanto il sindaco di Siracusa Francesco Italia e l’assessore alle Politiche di genere e Volontariato Rita Gentile, dopo la bonifica dell’area di Cassibile che ospitava una baraccopoli per lavoratori migranti stagionali, ha dichiarato:
“L’amministrazione Comunale si è adoperata per sollecitare gli ultimi stagionali che ancora risiedevano al campo non autorizzato ad allontanarsi, trovando degli alloggi dignitosi grazie alle associazioni locali che al lavoro dell’organizzazione umanitaria, InterSos”.

“L’Amministrazione è consapevole di dover continuare ad adoperarsi nel ricercare in collaborazione con le altre istituzione, in particolare Prefettura e Regione, le risorse necessarie da destinare ad alloggiati dignitosi per i lavoratori stagionali immigrati superando le forme d’ingaggio della mano d’opera largamente ancora in mano al caporalato”.

Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, definendola “sgombero” ha parlato di “vittoria Fdi” e di “anni di degrado e illegalità” e di richieste di “sicurezza e decoro” da parte di chi è stato “spesso accusato ingiustamente di razzismo”.

Lamorgese e il tavolo Ue-Africa

Intanto la ministro dell’Interno Luciana Lamorgese si appresta a recarsi, nella prossima settimana, in Tunisia per incontrare il presidente della Repubblica e il ministro dell’Interno con l’obiettivo di migliorare il dialogo con i Paesi di provenienza e transito dei migranti che sbarcano nel nostro paese e mettere a punto delle strategie condivise.

La titolare del Viminale, che nei giorni scorsi ha organizzato una videoconferenza per un tavolo Ue-Africa, è costantemente in contatto con i colleghi dell’Unione europea e che nei prossimi giorni avrà anche un incontro con il ministro dell’Interno francese.

“Dobbiamo trovare il consenso per una maggiore solidarietà all’interno dell’Ue – ha detto nei giorni scorsi Luciana Lamorgese – e sviluppare una partnership concreta con i paesi africani, per prevenire i flussi e accelerare i rimpatri”.

Barbagallo (Pd), , Salvini cerca disperatamente i riflettori

“Il sindaco di Lampedusa Totò Martello è un combattente, conosce fondo la realtà che amministra e ancor di più le vicende che riguardano i migranti. Da ministro dell’Interno Matteo Salvini era affetto da delirio di onnipotenza, oggi da capo della Lega e orfano del ‘codazzo governativo’ cerca disperatamente i riflettori attaccando chi, come Martello, è da sempre in prima linea per la difesa di Lampedusa e la tutela dei disperati che rischiano la vita attraversando il Mediterraneo in cerca di un futuro migliore”.

Lo ha detto il segretario del Pd siciliano, Anthony Barbagallo, ribadendo vicinanza e solidarietà al primo cittadino di Lampedusa e Linosa, oggetto degli “attacchi” da parte del segretario della Lega.

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