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Migranti, sbarcano a Pozzallo i naufraghi dell’Open Arms

redazione web

Migranti, sbarcano a Pozzallo i naufraghi dell’Open Arms

domenica 02 Febbraio 2020 - 07:30

Primo sbarco con il protocollo coronavirus. Il porto sicuro assegnato ieri sera dal Ministero dell'Interno dopo che era stato attivato il meccanismo europeo per la ripartizione delle persone, prese a bordo dalla Ong spagnola i

Sbarcano nel porto di Pozzallo, nel Ragusano, i migranti della Open Arms che ieri avevano chiesto un porto sicuro, assegnato in serata dal Ministero dell’Interno retto da Luciana Lamorgese.

Si tratta di un’ulteriore conferma che il meccanismo di ripartizione dei migranti messo a punto a livello Ue, sia pure a volte con qualche ritardo, funziona.

Il primo sbarco dopo l’emergenza coronavirus

E’ stato il primo sbarco di migranti dopo l’emergenza sanitaria derivante dal coronavirus: sono stati controllati dai medici in modo più serrato con una doppia registrazione della temperatura corporea.

Le prime verifiche a bordo della nave sono state effettuate da parte del medico di porto, Vincenzo Morello, e da altri tre suoi colleghi; poi in banchina dagli specialisti dell’Asp di Ragusa, alla presenza del direttore sanitario dell’Azienda, Raffaele Elia.

Le operazioni di sbarco, ovviamente, sono state molto più lunghe rispetto a quelle ordinarie.

“Abbiamo ritenuto di essere presenti in banchina – dice il direttore sanitario dell’Asp – perché c’era l’esigenza di fare i dovuti accertamenti dopo la dichiarazione dello stato di emergenza deciso dal governo in seguito all’epidemia del Coronavirus. I controlli sono stati effettuati con serenità e lo sbarco si è chiuso senza alcun intoppo”.

A Pozzallo 363 migranti in tutto

A Pozzallo sono arrivati 363 migranti, di cui 298 uomini, otto donne e cinquantasette minori. Dalla nave della Ong spagnola sono sbarcati migranti di 21 differenti Paesi, in maggioranza provenienti da Sudan e Bangladesh. Il bambino più piccolo, accompagnato da una donna, ha cinque anni. I gruppi erano partiti da diverse città costiere della Libia: Garabulli, Al Khoms, Al Zawiya, Sabratha.

Tre uomini sono stati ricoverati in ospedale, ma nessuno per gravi motivi: uno per una frattura pregressa patita in Libia durante gli anni di custodia forzata, uno per astenia e l’altro per difficoltà respiratorie.

I migranti nell’hotspot di Pozzallo

I migranti sono stati trasferiti tutti nell’hotspot di Pozzallo e vi resteranno in attesa della ridistribuzione su scala europea, in base al pre-accordo di Malta.

“Ora l’Europa li accolga e garantista i loro diritti”, scrive in un tweet la Ong Open Arms.

Nonostante l’alto numero di migranti sbarcati, l’hot spot di Pozzallo è in grado di ospitare i profughi per alcuni giorni e, a meno di decisioni del Viminale dell’ultim’ora, tutti stanotte saranno tenuti a Pozzallo.

Intanto, gli uomini della Squadra mobile di Ragusa hanno avviato le indagini per individuare i possibili scafisti che hanno fatto lasciare la Libia ai migranti a bordo di cinque diverse barche.

Ieri a Bruxelles la ripartizione

Ieri a Bruxelles la Commissione europea aveva ricevuto la richiesta di coordinare la ripartizione dei migranti soccorsi dalla Open Arms, e aveva subito avviato i contatti con vari Stati membri.

Dopo il rifiuto di Malta di indicare un porto sicuro nell’Isola dei Cavalieri, la nave dell’ong spagnola – che aveva raccolto i migranti a bordo in cinque diverse operazioni al largo delle coste della Libia – si era già diretta verso Pozzallo in attesa di avere il via libera del Viminale per poter attraccare.

I cinque salvataggi vicino le coste libiche

Open Arms, il primo salvataggio – di 56 persone – lo aveva compiuto in acque internazionali il 27 gennaio. Il giorno dopo aveva recuperato altri 102 naufraghi da un gommone e, dopo qualche ora, aveva messo in salvo altre 79 persone.

Il 29 gennaio, erano state 45 le persone in difficoltà su un battello in vetroresina, soccorse. Il 30 gennaio, il quinto e ultimo soccorso: dopo dieci ore di ricerche su segnalazione di Alarm phone era stata raggiunta un’imbarcazione con altre 81 persone.

Dopo la richiesta di un porto sicuro, nella serata di ieri era giunta la notizia che il Ministero dell’Interno aveva assegnato Pozzallo.

Polemiche strumentali dalla Lega Nord

Le consuete polemiche sono state sollevate dalla Lega Nord anche a causa del fatto che ieri per l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, che capeggia quella formazione politica, il Tribunale dei Ministri di Palermo ha chiesto al Senato l’autorizzazione a procedere per sequestro di persona e abuso d’ufficio proprio per aver bloccato, nell’agosto scorso, la Open Arms.

“Salvini rischia il processo per non aver fatto sbarcare i clandestini dalla Open Arms, ad agosto. È la stessa ong che da più di 24 ore chiede un porto sicuro per 363 immigrati. Malta ha già detto no. Lamorgese rischia l’accusa di sequestro di persona?” ha chiesto il deputato leghista Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno ai tempi in cui era ministro Salvini.

Omette, il leghista Molteni, di ricordare che sulla nave della Ong spagnola i migranti furono costretti a rimanere al largo di Lampedusa per tre settimane e non per un giorno, prima di venire “liberati” dall’intervento della magistratura di Agrigento.

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