“Migranti, Stato rivendica competenza e non la esercita” - QdS

“Migranti, Stato rivendica competenza e non la esercita”

Raffaella Pessina

“Migranti, Stato rivendica competenza e non la esercita”

martedì 22 Settembre 2020 - 00:00
“Migranti, Stato rivendica competenza e non la esercita”

Il Presidente Musumeci si scaglia ancora una volta contro il Governo Conte. Intanto, l'hotspot di Lampedusa, nonostante lo svuotamento parziale, è di nuovo al collasso, proseguono gli sbarchi fantasma nell’Agrigentino

Proseguono senza sosta gli sbarchi di migranti in Sicilia ed in particolare a Lampedusa, dove il Viminale ha cominciato il parziale svuotamento dell’hotspot che non risolve tuttavia l’emergenza.

Lampedusa non è l’unico fronte caldo. La nave quarantena Rapsody che si trova a Porto Empedocle, ha cominciato lo sbarco dei 900 migranti che hanno ultimato il periodo di sorveglianza sanitaria. Prefettura e Questura di Agrigento sono al lavoro per trovare i centri dove poter ospitare questi migranti, ma è certo che la maggior parte di loro verranno sbarcati senza alcuna destinazione, con l’ordine del questore di lasciare il territorio italiano entro 5 giorni. La Rapsody, una volta svuotata, imbarcherà 500 migranti di Lampedusa, che a loro volta dovranno rimanere a bordo per tutto il periodo di quarantena. 320 di loro sono già stati accompagnati a Porto Empedocle dai pattugliatori della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza. I migranti verranno trasferiti non appena arriveranno gli esiti dei tamponi rino-faringei anti-Covid. Non è escluso che se arriveranno altri esiti saranno trasferiti altre persone nelle prossime ore.

Queste misure tampone, dicevamo poc’anzi, non risolvono la situazione. Di fatto l’hotspot di Lampedusa, che ha una capienza di circa 200 persone è di nuovo al collasso. Le mancate risposte da parte del Governo Conte hanno scatenato le ire del presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, che in un post su Facebook ha attaccato le Ong “che pretendono di utilizzare i porti siciliani mentre stiamo scoppiando”, parlando di “una strafottenza senza precedenti, una volgare strumentalizzazione che capovolge la realtà: quelli che difendono i diritti umani sono accusati di razzismo; quelli che se ne fregano della salute degli ultimi, sono pronti per la canonizzazione. In un mondo così, in un mondo che va al contrario, nessuno si deve poi lamentare se la paura genera insicurezza. E di insicurezza, si sa, si alimentano i totalitarismi, non le democrazie”.

Effettivamente, in meno di 24 ore sono approdate sull’isola oltre 400 persone giunte sulla maggiore delle Pelagie a bordo di una ventina di imbarcazioni.

“L’iniziativa diplomatica, di cui ci ha parlato a Roma il ministro Lamorgese, non ha prodotto alcun effetto – ha aggiunto Musumeci -. Il fenomeno degli sbarchi in Sicilia è affidato al clima, non alla politica. Se c’è brutto tempo si rallenta, con il bel tempo si arriva a flusso continuo. Avevamo detto una cosa di buon senso: se la Sicilia deve gestire gli sbarchi autonomi, non può sopportare anche quelli programmati dalle Ong, che andrebbero quindi destinati in altri porti europei. Risultato: navi piene e hotspot stracolmi. Con rischio di contagio per chi arriva, per gli operatori e per la collettività”.

L’associazione “Mareamico” ha comunicato che sono sbarcati a Siculiana, in provincia di Agrigento, una trentina di migranti che si sono diretti attraverso i sentieri della riserva naturale nell’entroterra, per raggiungere la strada statale 115. Inoltre sono in attesa di sbarcare altre 133 persone a bordo della nave Alan Kurdi.

Il Governatore ha detto che “alle parole non sono seguiti i fatti; che l’Europa non guarda alla Sicilia e al Mediterraneo; e che il governo nazionale preferisce polemizzare con il presidente eletto dai siciliani, piuttosto che avere l’umiltà di riconoscere ritardi e omissioni”. “Una cosa è certa – ha concluso il presidente della Regione – ho il dovere di intervenire. E niente e nessuno potrà intimidirmi o farmi desistere dal dovere di tutelare la salute di tutti”.

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