Milano, torturò il figlio, Gup “Omicidio volontario” - QdS

Milano, torturò il figlio, Gup “Omicidio volontario”

redazione

Milano, torturò il figlio, Gup “Omicidio volontario”

giovedì 20 Febbraio 2020 - 00:00

MILANO – Sarà processato per omicidio volontario aggravato, torture aggravate e maltrattamenti aggravati Alija Hrusic, il 25enne di origini croate che lo scorso 22 maggio a Milano uccise il figlio di 2 anni dopo averlo maltrattato e seviziato con calci, pugni e bruciature di sigarette su varie parti del corpo.

Lo ha stabilito il gup Livio Cristofano accogliendo le richieste del pm Giovanna Cavalleri e rigettando tutte le eccezioni presentate dal difensore dell’uomo, l’avvocato Giuseppe De Lalla, che tra l’altro aveva chiesto di derubricare il reato da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale.

“Il nostro consulente medico – ha spiegato il legale a udienza conclusa – sostiene che il bambino sia morto per una frattura cranica provocata da un impatto con una superficie estesa, in questo caso il pavimento di casa. Il mio assistito ha immediatamente chiamato i soccorsi e tentato di rianimare il figlio”. Dimostrazione, secondo l’avvocato De Lalla, che Hrusic non voleva uccidere suo figlio. E’ vero che il 25enne era solito malmenare il piccolo (da qui l’accusa di maltrattamenti e tortura, contestata per la prima volta in Italia in ambito familiare), ma secondo il suo legale “queste condotte lesive paradossalmente confermano l’ipotesi dell’omicidio preterintezionale”.

Se il giudice avesse accolto la richiesta della difesa e derubricato il reato da omicidio volontario a preterintenzionale, l’imputato avrebbe potuto chiedere e ottenere il rito abbreviato (processo a porte chiuse senza testimoni e con lo sconto di un terzo della pena).

Così non è stato. Anche per questo, la difesa ha tentato di giocarsi la carta del ricorso in Corte Costituzionale contro la legge, approvata ad agosto scorso, che di fatto cancella la possibilità di accedere al rito abbreviato agli imputati per reati puniti con la pena dell’ergastolo (è il caso dell’omicidio volontario). Anche questa richiesta è stata rigettata dal giudice che ha ammesso la moglie di Hrusic come parte civile contro il marito.

Il processo prenderà il via il 27 aprile prossimo davanti ai giudici della Corte d’Assise di Milano.

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