Montante, "Rifarei tutto quello che ho fatto" - QdS

Montante, “Rifarei tutto quello che ho fatto”

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Montante, “Rifarei tutto quello che ho fatto”

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sabato 12 Giugno 2021 - 15:08

Lo ha detto Antonello Montante all'uscita dall'aula bunker del carcere di Caltanissetta dove si è svolta questa mattina l'udienza

“Rifarei tutto quello che ho fatto”. Lo ha detto Antonello Montante all’uscita dall’aula bunker del carcere di Caltanissetta dove si è svolta questa mattina l’udienza, a porte chiuse, del processo sul cosiddetto “Sistema Montante”. L’ex leader di Confindustria Sicilia ha parlato per il secondo giorno consecutivo dinanzi alla Corte d’Appello.

Alla domanda dei giornalisti sul bilancio di questi due giorni ha risposto: “Un fallimento totale. Non è una battuta, è un termine che si usa nelle società”.

Poi ha aggiunto: “Bisognerebbe cercarle le istituzioni che hanno fatto questo percorso con me. Non mi sento tradito”. L’interrogatorio proseguirà per altre quattro udienze: 18 giugno, 6, 9 e 10 luglio.

“La verità – dice Taormina parlando del suo assistito – è che in Sicilia avete avuto una grande occasione di liberarvi dalla mafia ma non ne siete stati capaci avete preferito il primato dell’essere mafiosi”.

Montante nel corso dell’interrogatorio ha ripercorso la sua carriera da quando diventò presidente dei giovani industriali a quando entrò a far parte dell’Asi. “Venne nominato come componente del consiglio di amministrazione – dice Taormina – e poi vice presidente e lì scoprì l’ira di Dio del clientelismo e delle manovre molto anomale, per non dire corruttive, attraverso le quali le Asi procedevano all’assegnazione dei territori. Lui stesso era stato un richiedente e ritirò la domanda proprio perché si rese conto che era qualcosa di assolutamente inaccettabile. Fu cacciato dall’Asi Caltanissetta poi fu riammesso ma poi si dimise”.

“Arriviamo poi nel 2001 quando si dimise sia dall’Asi che da Confindustria Caltanissetta perché non condivideva quello che accadeva in questa sorta di comitato d’affari. – ha aggiunto – Montante aveva il pieno sostegno della magistratura ha parlato di Lari, Scarpinato, Sava per dire che sono state persone particolarmente vicine alle iniziative che stava assumendo. Noi avevamo chiesto di sentire Pignatone, Lari, Scarpinato, la Marcegaglia, ma la Corte ha respinto queste richieste”. Poi Taormina si è soffermato sui presunti “traditori”. “

Tra i traditori di cui parla Montante ci sono anche i giornalisti. I traditori li avete visti transitare in quest’aula e non è difficile capire chi fossero. Personaggi come Cicero, con il quale stava lottando alla mafia e poi, per ragioni che stiamo cercando di capire, ha preso un’altra strada”, ha concluso.

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