Morto a cent'anni Gianrico Tedeschi, che esordì in un lager - QdS

Morto a cent’anni Gianrico Tedeschi, che esordì in un lager

redazione web

Morto a cent’anni Gianrico Tedeschi, che esordì in un lager

martedì 28 Luglio 2020 - 10:34
Morto a cent’anni Gianrico Tedeschi, che esordì in un lager

Attore di teatro di notevole livello, come ricordava Giovanni Guareschi, fatto prigioniero dai nazisti, cominciò a recitare a Sandbostel, dove si trovavano intellettuali come Paolo Grassi e il pittore catanese Giuseppe Consoli. Poi il diploma in Accademia, il debutto con Strehler, il cinema e la tv. Con gli spot

Chi ha l’età per aver visto Carosello ha legato la sua immagine in maniera indissolubile alla pubblicità delle caramelle Sperlari, ma Gianrico Tedeschi, morto ieri sera a Pettenago, nel Novarese, era molto di più: attore teatrale e televisivo, insieme raffinato e popolare, apprezzatissimo intrattenitore negli anni dei grandi varietà.

Aveva compiuto cent’anni durante il lockdown, il venti aprile scorso, ricevendo un messaggio d’auguri dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Da molti anni, Tedeschi viveva sul lago d’Orta, nella casa dove aveva festeggiato anche il suo centesimo compleanno insieme alla moglie Marianella Laszlo, anche lei attrice, e alle due figlie: Sveva, che ha seguito le sue orme diventando attrice, ed Enrica, docente universitaria di sociologia, avuta dal primo matrimonio.

La sua carriera d’attore cominciò in maniera inconsueta: il debutto avvenne in un campo di concentramento tedesco.

Tedeschi, infatti, studente alla facoltà di Magistero della Cattolica di Milano, durante la seconda guerra mondiale fu chiamato alle armi come ufficiale e partecipò alla campagna di Grecia.

Fatto prigioniero dai nazisti dopo l’armistizio, venne internato nei campi di Beniaminovo, Sandbostel e Wietzendorf e durante la sua prigionia conobbe un altro internato destinato a diventare celebre, Giovannino Guareschi, il “papà” di don Camillo e Peppone, che scrisse di lui in un suo libro.

A Sandbostel, Tedeschi recitò per la prima volta nella parte di Enrico IV nell’omonima opera di Luigi Pirandello.

Con lui, nel lager, oltre a Guareschi c’erano anche il pittore catanese Giuseppe Consoli, e intellettuali del calibro di Alessandro Natta, Paolo Grassi, Aldo Carpi, tutti liberati dagli inglesi nel 1945.

Nel 1947, poi, mentre si diplomava all’Accademia nazionale d’arte drammatica di Roma, ebbe anche il suo debutto teatrale “ufficiale” sotto la guida di Giorgio Strehler.

Negli anni successivi recitò in varie compagnie e in diversi teatri, tra i quali lo Stabile di Roma, cimentandosi anche nella rivista e nella commedia musicale (nel 1961 Enrico ’61 e nel 1964 My Fair Lady, di Garinei e Giovannini).

Nel 1950 fu Feste ne La dodicesima notte di William Shakespeare, per la regia di Orazio Costa, con attori come Giorgio De Lullo, Camillo Pilotto, Salvo Randone, Nino Manfredi, Rossella Falk e Anna Proclemer, al Castello di San Giusto per il Teatro Verdi (Trieste).

Attore di grande versatilità e di peculiare umorismo, fu uno dei protagonisti della prosa televisiva (I giocatori, Tredici a tavola e La professione della signora Warren, per citare solo alcuni titoli), ma offrì prove brillanti anche nello spettacolo leggero: nel 1961 affiancò Bice Valori e Lina Volonghi nel varietà di Falqui “Eva ed io” e nel 1977 partecipò a “Bambole, non c’è una lira”.

Prese parte anche ai grandi sceneggiati della Rai, interpretando, tra gli altri, personaggi come Marmeládov in “Delitto e castigo” (1963), Sorin ne “Il gabbiano” (1969) e Paolino in “Demetrio Pianelli” (1963).

Protagonista assiduo della trasmissione pubblicitaria Carosello, al quale prestò più volte il suo volto buffo e arguto, Tedeschi è ricordato soprattutto come testimonial delle caramelle Sperlari, in scenette trasmesse dal 1974.

Sempre negli anni Settanta interpretò inoltre, a teatro, “Il cardinale Lambertini”, che fu per anni un suo cavallo di battaglia.

Nella stagione 1972-73 partecipò anche alla trasmissione radiofonica Gran varietà, condotta da Raffaella Carrà, nel ruolo del Conversevole della Domenica, un oratore che si esprime in un linguaggio ricercato per un pubblico che lo comprende solo a tratti.

Nel 2000 rinnovò il suo successo teatrale interpretando la malinconica pièce “Le ultime lune” di Furio Bordon, che portò in scena per dieci stagioni (fino al 2010).

Nel 2011 fu l’industriale Oldfield ne “La compagnia degli uomini” di Edward Bond, una produzione del Piccolo Teatro di Milano, con la regia di Luca Ronconi.

Per questa interpretazione vinse anche il Premio Ubu come migliore attore.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684