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Morto l’armiere della mafia, copiò a 007 la penna-pistola

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Morto l’armiere della mafia, copiò a 007 la penna-pistola

venerdì 08 Marzo 2019 - 13:37

Guglielmo Ponari, apprendista idraulico di Catania, scoprì di possedere una straordinaria capacità di realizzare artigianalmente pistole e fucili o modificare armi giocattolo per renderle letali. E venne arrestato più volte per aver rifornito i clan

E’ morto a Catania Guglielmo Ponari, 72 anni, nei decenni passati più volte arrestato per aver rifornito le cosche mafiose di armi da lui costruite o trasformate e noto alle cronache come l’inventore agli inizi degli anni Sessanta della penna-pistola.

Il decesso è avvenuto, per cause naturali, la sera del 26 febbraio scorso, nella sua abitazione del rione San Cristoforo. La notizia, che si è appresa soltanto ieri, è stata confermata da fonti investigative.

Ponari era un apprendista idraulico di Catania che, giovanissimo, scoprì di possedere una straordinaria capacità di realizzare artigianalmente pistole e fucili o modificare armi giocattolo per renderle letali per poi venderle alla criminalità organizzata. Sue erano, per esempio, le penne-pistola trovate negli anni Settanta nell’armeria del clan mafioso catanese a Torino.

Secondo gli investigatori furono fornite al clan da Ponari, il cui nome era ritenuto una “firma” di garanzia nel mondo criminale.

Sarebbe stato lui a inventare la mortale penna nel 1963, prendendo spunto da uno dei primi film imperniati sulle spy-stories e in particolare sulle gesta di James Bond, l’agente 007 creato dal romanziere Ian Fleming

L’artigiano catanese, lavorando al tornio, riuscì a realizzare un prototipo capace di espellere un proiettile calibro 6,35 e immise quindi la penna assassina sul mercato clandestino.

La cronaca criminale catanese cominciò a registrare i primi ferimenti con colpi di penna-pistola.

Nel 1975 Ponari fu arrestato per la prima volta e scontò tre anni di carcere per la fabbricazione di fucili mitragliatori artigianali.

Fu successivamente bloccato in provincia di Messina mentre stava trasportando dodici pistole calibro 7,65, che aveva appena fabbricato, destinate, secondo l’accusa, alla mafia di Tortorici. Il 24 maggio del 1982 a Lineri, frazione di Misterbianco, nel Catanese, la polizia scoprì una vera e propria fabbrica dove Ponari costruiva pistole, mitragliatori, caricatori e silenziatori, destinati, secondo gli investigatori, a rifornire la camorra. Ponari fu nuovamente arrestato per detenzione illegale di armi nel 1993, nel 2003, nel 2006 e nel 2007.

Nel 2010 fu sorpreso dalla squadra mobile della Questura di Catania in possesso di una pistola-giocattolo Valtro, che sparava colpi a salve e venduta senza limitazioni, modificata in una funzionante calibro 9, fornita di caricatore e silenziatore.

La polizia poi trovò altre 21 pistole a salve Valtro e 19 silenziatori da modificare.

Il lavoro di trasformazione sarebbe avvenuto nell’abitazione di Ponari, nello storico rione San Cristoforo, dove l’artigiano delle armi aveva realizzato una piccola officina con un tornio e tutti gli attrezzi per mutare armi giocattolo in un funzionale arsenale. C’era anche una vasta biblioteca con trattati di balistica e note e progetti per la fabbricazione di armi.

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