Mototurismo, la Sicilia terza meta preferita del Belpaese - QdS

Mototurismo, la Sicilia terza meta preferita del Belpaese

Chiara Borzi

Mototurismo, la Sicilia terza meta preferita del Belpaese

giovedì 21 Novembre 2019 - 06:00
Mototurismo, la Sicilia terza meta preferita del Belpaese

Il movimento regionale coordinato da Federmoto ha rappresentanti in tutto il territorio e tra gli iscritti anche un centinaio di donne. Ma bisogna fare i conti con le strade e la sicurezza, non sempre all’altezza

CATANIA – La Sicilia ingrana la marcia nel circuito del motorurismo italiano. Una novità recente, che coinvolge per lo più turisti in sella alle moto da strada provenienti dalle regioni più vicine, ma che non trascura gli appassionati del resto d’Italia. Il movimento regionale, coordinato da Federmoto, ha rappresentanti in tutto il territorio e tra gli iscritti anche un centinaio di donne.

Il mototurismo si afferma circa trent’anni fa, è sostenuto da riviste, trofei, eventi organizzati infrasettimanalmente e sta incrementando il suo impatto grazie ai social media, dove sono nati gruppi, perfino rivalità, tutte nel segno della passione per i viaggi in motocicletta.

“L’amore per i viaggi in moto nasce naturalmente – ha spiegato Michele Fraccomio, responsabile regionale mototurismo – per la Sicilia il 2019 è un periodo felice perché abbiamo registrato un aumento dell’attività di almeno il 20 per cento rispetto al 2018. Ci sono sicuramente delle regioni che sono di riferimento per il movimento, ma stiamo riuscendo a ritagliarci uno spazio d’interesse importante e che proietta la nostra regione tra le mete più ambite d’Italia”.

Bellezza del territorio e accessibilità del clima sono i principali fattori di attrazione, ma girare la Sicilia in motocicletta non è semplice. “Molte strade non sono facili da percorrere – ha ammesso il responsabile regionale mototurismo – mi riferisco in particolare alla strada di scorrimento Palermo -Agrigento o le strade provinciali in generale, molto spesso chiuse per anni o penalizzate da una manutenzione che non è mai costante.

Sono gli stessi percorsi che portano ai borghi siciliani, mete di fascino ma difficili da raggiungere. Nella nostra regione mancano anche i dispositivi salva motociclista, di norma installati sui guard rail che attutiscono l’impatto della caduta del motociclista in caso d’incidente”.

Nessuna strada siciliana pare esserne equipaggiata, nonostante l’approvazione di una legge che li rende obbligatori dalla scorsa estate. In Sicilia il problema della sicurezza sembra doppio. La cronaca recente ha raccontato di un giovane motociclista messicano costretto ad un “pit stop” forzato per il furto della sua moto a Catania. I carabinieri hanno ritrovato in pochi giorni il mezzo integro nel quartiere di San Cristoforo, permettendo così la ripartenza del viaggiatore. I problemi di legalità di Catania sono noti, tuttavia, prosegue Michele Fraccomio: “Secondo statistiche lette sui giornali e commentate in tv so che i furti di moto sono più frequenti al Nord. Considero un caso raro che il viaggiatore abbia subito un furto a Catania. è al Nord che le moto vengono rubate, smontate e portate in Paesi come Marocco o Tunisia”.

Grazie all’organizzazione di eventi di settore come motoraduni, trofeo delle regioni e attività infrasettimanali il mototurismo riesce a muovere circa 2 miliardi di fatturato per l’economia italiana (dati JFC 2018) e tra le destinazioni top ci sono Toscana (22 per cento di preferenze), Alpi e Dolomiti (10,5 per cento), Sardegna (8 per cento) e Sicilia (6 per cento) che precede la costiera amalfitana (5 per cento). I manti delle strade siciliane, la scarsa manutenzione delle strade non spaventano dunque i mototuristi italiani, che continuano a credere nel fascino e nel clima ancora mite della nostra isola.

Donne e motori
Una sezione dedicata in Sicilia

CATANIA – Le quote rosa del moturismo in Sicilia sono in crescita. Ad affermarlo è la stessa sezione dedicata al settore di Federmoto regionale.

“Sono un’appassionata di viaggi in generale ed anche delle due ruote, pertanto unendo le due fortissime passioni è nata quella per il mototurismo – spiega Francesca, nella vita tecnico informatico per una grande azienda – Viaggiare in moto è come toccare con mano tutto ciò che vedi, senza filtri e senza interferenze. è un’avventura, perché non hai mai le comodità di una macchina e viaggi sempre con l’essenziale, devi sempre metterti in gioco.

Giro in moto da quasi quindici anni, ho avuto per dieci anni una moto di piccola cilindrata con la quale ho fatto dei giri bellissimi anche in costiera amalfitana Sorrentina ed in Sicilia. Ma la svolta ai miei viaggi in moto è avvenuta circa tre anni fa quando ho acquistato una moto più comoda per i viaggi e così ho iniziato anche percorsi più lunghi come quello in Grecia o in Basilicata, ma anche solo di qualche giorno in Cilento, Calabria”.

Non importa essere uomo o donna in sella ad una moto per un viaggio. “Il problema non è l’essere donna – continua Francesca -, ma fare mototurismo in generale. Se ci riferiamo alle strade, quello è un problema per tutti. Personalmente non vedo l’essere donna come un limite, non mi sono mai sentita in pericolo, piuttosto noto ancora tantissimo stupore nel vedere una donna che guida la moto, e questo mi diverte particolarmente!”

Twitter: @ChiaraBorzi

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